Karl Barth
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Karl Barth (1886 – 1968), teologo, biblista e pastore riformato svizzero.
- Dio ha toccato il mondo solo in Cristo.[1]
- [Su Lourdes] Quella grotta è il luogo dove più evidente appare che cosa sia la mariologia cattolica: un bubbone della cristologia autentica.[2]
- Una cosa è certa: non è dato alcun diritto teologico di porre, da parte nostra, qualsivoglia limite alla benignità di Dio verso gli uomini, che si è manifestata in Gesù Cristo. Il nostro impegno teologico è quello di vederla e di comprenderla come sempre più grande di quanto la vedessimo e comprendessimo in precedenza. (da L'umanità di Dio, p. 112)
Dogmatica ecclesiale[modifica]
- [Su Mozart] Egli ha colto l'armonia della creazione, ha udito che in essa c'è anche l'oscurità, ma l'oscurità non è tenebre, c'è anche il bisogno, ma il bisogno non è difetto, c'è anche la tristezza, ma non può trasformarsi in disperazione, e anche ciò che vi è di fosco non degenera in tragedia.
- In un certo senso Giuda è, al di fuori di Gesù, il personaggio più importante dei Vangeli. Perché egli solo, fra tutti gli apostoli, operò attivamente in quella situazione decisiva al compimento della volontà di Dio, che divenne poi la sostanza del Vangelo.
- La Vergine rappresenta la creatura umana senza potere, senza volere, senza potenza creatrice e sovrana che non può che ricevere, essere disponibile, attendere.
Note[modifica]
- ↑ Citato in Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, SEI, Torino, 1976, p. 309.
- ↑ Citato in Vittorio Messori, Ipotesi su Maria: fatti, indizi, enigmi, Edizioni Ares, Milano, 2005, p. 45, ISBN 88-8155-338-4.
Bibliografia[modifica]
- Karl Barth, Dogmatica ecclesiale, antologia a cura di Helmut Gollwitzer, traduzione di P. Pioppi, Il mulino, 1969.
- Karl Barth, L'umanità di Dio, traduzione di Saverio Merlo, Claudiana Editrice, Torino, 1997. ISBN 88-7016-266-4.
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