Karl Jaspers

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Karl Jaspers

Karl Theodor Jaspers (1883 – 1969), filosofo e psichiatra tedesco.

Citazioni di Karl Jaspers[modifica]

  • Costoro [marxisti e psicoanalisti] assumono a volte un atteggiamento di stupefacente arroganza, quasi fossero in possesso di un sapere profondo, disvelante, sovrano. Da queste vette guardano con degnazione agli imbarazzi degli uomini. Si sentono sovrani spirituali del mondo e tanto più risibile è la loro albagia qualora sul piano personale siano degli autentici nani. (da Piccola scuola del pensiero filosofico)
  • Da dove viene questo velo? Si tratta di una prima illusione originaria o di un processo storico in cui si è oscurato ciò che era chiaro? Oppure si tratta di un incantesimo che crea l'illusione della creazione del mondo? La risposta manca, oppure è data in cifre che ci fanno perdere proprio ciò di cui qui si tratta: l'oltrepassamento di tutte le cifre. Ma la visione dello stato del nostro mondo e del nostro sapere ci permette un altro pensiero [ein andere Denken] che infrange il velame. Quando l'origine dell'apparenza deriva da un rivolgimento [Umwendung], il rivolgimento del rivolgimento è la conversione del primo nell'occultamento della conversione ottenuta.[1]
  • Guai al popolo che per la speranza di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un potere magico e di un'onnipotenza miracolosa. Di sacro non c'è altro che il diritto naturale della persona umana. (da Realtà della Germania)
  • [Riferendosi ai filosofi] La verità è per noi perenne, infinito movimento. [...] Scorgere la verità è la dignità dell'uomo. Solo attraverso la verità diveniamo liberi, e solo la libertà ci rende pronti incondizionatamente per la verità. (da Piccola scuola del pensiero filosofico)
  • L'idea dell'Università vive nei singoli studenti e professori e solo in seconda linea nelle forme dell'istituzione. Se questa vita si spegne, l'istituzione non si può salvare. (Die Idee der Universität)
  • Lo spirito creativo dell'artista, pur condizionato dall'evolversi di una malattia, è al di là dell'opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla malattia della conchiglia: come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell'opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita. (da Genio e follia. Strindbergh, Van Gogh, Swedenborg, Hölderlin)
  • Poiché l'esserci è coscienza e io ci-sono come coscienza, per me le cose esistono solo come oggetto della coscienza. Tutto ciò che è per me deve entrare nella coscienza. L'esserci della coscienza è il tramite di tutto. (da Filosofia, traduzione di Umberto Galimberti, UTET, 1978, p. 117)
  • Ripresentiamoci ancora una volta lo stato del mondo e del nostro sapere in una cifra che non fu mai tanto decisiva come questo pensiero avvertito dall'India: tutto ciò che è è occultamento. Il sapere mondano, la conoscenza degli oggetti nel mondo inserita nell'azione diretta a un fine, tutto ciò è semplicemente ignoranza, è il velo di Maya. Ciò che da parte del nostro esserci è visto nel Maya come nulla, questo stesso è la verità e la pienezza dell'essere.[2]
  • Siccome Dio non può entrare nel divenire, perché non può dover conquistare ancora se stesso, la filosofia, fin dal suo primo apparire, non sarà che l'unione con l'Uno per mezzo del pensiero indagatore dell'uomo che nasce dall'esistenza. Essa è come il gettare un'ancora, ma ciascuno deve farlo per sé, anche il più potente degli uomini non può gettarla per un altro. (da Vernunft and Existenz, G. B. Volters, U. M. Groningen, 1933, p. 101; citato in Enzo Paci, Logos, vol. II, S. A. Editrice Perrella, 1940)

Note[modifica]

  1. Da La fede filosofica di fronte alla rivelazione, Longanesi, Milano, 1970, pp. 564-565; citato in Umberto Galimberti, Il tramonto dell'Occidente: nella lettura di Heidegger e Jaspers, Feltrinelli Editore, 2005, p. 63. ISBN 8807818493
  2. Da La fede filosofica di fronte alla rivelazione, Longanesi, Milano, 1970, p. 564; citato in Umberto Galimberti, Il tramonto dell'Occidente: nella lettura di Heidegger e Jaspers, Feltrinelli Editore, 2005, p. 63. ISBN 8807818493

Bibliografia[modifica]

  • Ester Dinacci, Realtà della Germania, ESI, Napoli 1971.
  • Karl Jaspers, Spinoza, Harcourt Brace Jovanovich, New York, 1974.
  • Karl Jaspers, Genio e follia. Strindbergh, Van Gogh, Swedenborg, Hölderlin, Rusconi, Milano, 1990.
  • Karl Jaspers, Piccola scuola del pensiero filosofico, traduzione di C. Mainoldi, Edizioni di Comunità, 1984.

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