Karl Rahner

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Karl Rahner (1904 – 1984), presbitero e teologo tedesco.

[modifica] Maria: meditazioni

  • Maria sta dalla nostra parte.
  • Questa persona umana che chiamiamo Maria, in tutta la storia della salvezza è come il punto sul quale cade direttamente dall'alto, in questa storia, la salvezza di Dio.
  • Se il cristianesimo nella sua forma più piena è il puro accoglimento della salvezza di Dio eterno e trino che appare in Gesù Cristo, Maria è il perfetto cristiano, l'essere umano in senso assoluto.

[Karl Rahner, Maria: meditazioni, traduzione di R. Sartori e G. Pirola, Morcelliana, 1968]

[modifica] Tu sei il silenzio

  • Dolore e nostalgia e fedele aspettativa s'addensano ancora nella invocazione: vieni [Signore]!
  • Ho imparato molto, perché dovevo o perché l'ho voluto io; e in un caso e nell'altro tutto è finito al medesimo modo: ho dimenticato.
  • Nella prima pagina della Sacra Scrittura è già promesso il tuo avvento, e, pure, nel suo ultimo foglio, a cui nessuno più se ne ha ad aggiungere, sta ancora la preghiera: vieni, Signore Gesù.
  • Noi t'invochiamo perché disperiamo di noi, e poi, più spesso, quando tranquilli e coscienti ci rassegniamo al nostro essere finito.
  • Non l'angoscia, né il nulla, né la morte mi liberano dalla dispersione sulle cose del mondo, come van dicendo oggi i filosofi; ma solo il tuo amore, l'amore per te, tu che sei di tutte le cose fine e attrattiva, tu beatitudine che sola basti a te stessa.
  • Non le occupazioni mondane rendono monotoni e vani i miei giorni; sono io che ho il potere di trasformare le azioni più sante in meccanica, grigia ripetizione: io svuoto i miei giorni, non i miei giorni me.
  • Se sono le opere che maturano il tempo, e non il tempo che sostiene e prolunga le cose, se solo una realtà nuova può evocare un tempo nuovo, allora un nuovo e ultimo tempo s'è aperto con la tua incarnazione.
  • Se una via c'è che a te mi possa condurre, essa passa attraverso le povertà della mia vita quotidiana; altra via per rifugiarmi in te non potrei trovare che lasciando indietro me stesso nella mia fuga.
  • Sei tu [Gesù] l'irraggiungibile lontananza a cui vanno pellegrini tutti i tempi e tutte le generazioni e la nostalgia di ogni cuore, per vie che non hanno fine.
  • Tocca il mio cuore con la tua grazia. Quando, nella gioia o nel dolore, tratto le cose di questo mondo, fa che, attraverso ad esse, giunga all'amore e al contatto con te, che di tutte le cose sei l'unico primordiale principio.
  • Tu [Gesù] stai sempre venendo; la tua comparsa in forma di servo è l'inizio del tuo avvento che ci redime dalla servitù che tu hai assunto.

[Karl Rahner, Tu sei il silenzio, traduzione di C. Negri, Queriniana, 2002]

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