Karlheinz Deschner

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Karlheinz Deschner

Karlheinz Deschner (1924 – 2014), storico e scrittore tedesco.

Sopra di noi... niente[modifica]

  • L'anima è «invisibile». Nessuno l'ha mai vista, nessuno ha dimostrato che essa possa essere priva di corpo, per tutta l'eternità e con la coscienza della propria identità – sempre ammesso che essa esista. (da Perché sono un agnostico, p. 23)
  • Il motivo fondamentale della fede nell'immortalità è il nostro impulso di conservazione. Le obiezioni a questo proposito sono alquanto inutili. L'uomo non vuole soccombere per sempre. (da Perché sono un agnostico, p. 26)
  • Giordano Bruno, bruciato pubblicamente dal clero il 17 febbraio 1600, dopo sette tetri anni di carcere, vedeva la natura stessa come origine della creazione, non considerava niente come privo di vita, tutto come animato, non credeva ad alcun reale annientamento, bensì alla trasformazione. (da Perché sono un agnostico, p. 28)
  • Specialmente i cattolici hanno inventato tutto un bric-à-brac di «prove dell'esistenza di Dio», tutte del medesimo convincente calibro: gli stessi stratagemmi, le stesse ecclesiastiche capriole, atti di stupro filosofico, talvolta sospetti perfino ai signori della chiesa. (da Perché sono un agnostico, p. 33)
  • L'agnostico è scettico, solitario, un outsider. Ha un orientamento meno dogmatico che concreto, la sua visione del mondo è meno una confessione di fede che – come già per Thomas Huxley – un metodo critico, un punto di vista sperimentale. L'agnostico tende a porre delle riserve, tende al provvisorio. Non ama i fiancheggiatori e i seguaci, le «grandi convinzioni», i forti nella fede e le teste vuote di ogni genere. Non fonda partiti e sette, non organizza missioni e non paga funzionari. Il mondo per lui non è così univoco come per gli ortodossi di ogni provenienza e provincia. È più incline a mettere in dubbio che a dire di sì, più all'obiezione e spesso anche alla ripulsione che a un qualsivoglia consenso, più alla demolizione degli idoli che all'antropolatria, e la realtà, tutto intorno al globo, gli fornisce conferme. (da Perché sono un agnostico, p. 35)
  • Tuttavia: se egli creò il mondo, non era sufficiente a se stesso? Se cercava compagnia, perché non una migliore? Non era onnipotente? E perché cacciò via dal paradiso? Perché il peccato originale, il libero arbitrio, che conduce tanta gente all'inferno? Non è benigno? E perché nessun libero arbitrio per la stragrande maggioranza degli esseri viventi? Perché l'eliminazione tramite il diluvio universale? Perché si pentì, riparò, agì proprio come un uomo irritato, iroso, confuso? Perché la redenzione attraverso il figlio? Perché non prima? O se sì, perché un'altra redenzione speciale dopo? E per quale motivo tutto questo credere, questo credere in lui? La sua potenza diviene più grande, più piccola, come quella di un uomo politico, se aumenta o diminuisce il numero dei suoi seguaci? Un tale «spirito sommo» ha bisogno della nostra venerazione? Non è felice altrimenti? Diviene più felice così? (da Perché sono un agnostico, p. 43)
  • Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui. (da Perché sono un agnostico, p. 48)
  • Nessuno è spudorato quanto un teologo. (da Perché sono un agnostico, p. 57)
  • [...] nella prima pagina della Bibbia, Dio stesso ordina ai suoi due ritratti di «regnare sopra i pesci nel mare e gli uccelli sotto il cielo e sopra il bestiame e tutti gli animali dei campi». Per esigere subito di nuovo: «e rendeteli vostri sudditi e regnate...». [...] Esemplarmente opposto il buddismo, che nel suo divieto di uccidere comprende il mondo non umano! Già Buddha esige felicità e pace per ogni creatura, quindi esclusione di ogni «ferita» e «uccisione», di ogni «atto di violenza verso tutti gli esseri», che, pianta, animale o uomo, «dinanzi alla violenza tremano». [...] Nel cristianesimo, invece, l'animale è una cosa; un semplice oggetto da sfruttare, allevare, cacciare e mangiare, l'uomo è il nemico mortale dell'animale, il suo diavolo. (da Perché sono un agnostico, pp. 59-60)
  • Anche se intere generazioni di teologi hanno demonizzato certe teorie di Copernico, Galileo, Darwin, quando una conoscenza vale per tutti, la avalla anche il clero; allora ognuno ha il permesso di credere ciò che un tempo era eresia, e diventare comunque beato.
    Quello che conta non è infatti ciò che viene annunciato, ma chi lo annuncia. Ogni «nuova» teologia è un nuovo tentativo teologico di sopravvivenza. (da Perché sono un agnostico, p. 68)
  • Se il prete non è un attore per natura, lo diviene ex professo. Ama la mise en scène, il ruolo e il travestimento, il camouflage: il suo carisma. «L'ho sentito vantare più volte, un commediante potrebbe insegnare a un prete». Non solo durante la «funzione religiosa» egli, a seconda dell'anno liturgico, si infila in paramenti sempre nuovi, si adorna e cangia colore durante feste e digiuni. Non solo in politicis la sua natura proteica ottiene con l'inganno trionfi su trionfi, attraversando le epoche come un camaleonte; anche teologicamente vuole, come Paolo, l'Astuto, essere tutto per tutti, e così facendo la tattica (non magari la vergogna!) lo costringe a nascondigli sempre più meschini, a una sempre più sottile capacità di simulazione, a scaltrezze sempre più virtuosistiche, a un'ottica la cui deformazione non è così lesta a tradirsi, a prassi terminologiche che si prendono spesso gioco di ogni chiarezza e solidità, il suo armamentario resta intenzionalmente impreciso, ambiguo, e fluttua come qua e là nella nebbia, in modo che anche lui, fluttuando, cianciando, tacendo, sopravviva, l'autentica divina commedia. (da Perché sono un agnostico, pp. 70-71)
  • Il fanatismo è l'energia degli stupidi, di coloro che sono capaci di tutto, ma a parte questo di niente. (da Io non ho bisogno di immagini di Dio, p. 84)
  • Lo so, trovate tutto questo disgustoso. Cercherete di farmi tacere in un modo o nell'altro. Considerate però: se voi aveste taciuto per primi, quanto volentieri lo avrei fatto anche io. E se almeno in futuro teneste chiusi i vostri becchi pieni di Dio, anch'io terrei chiuso il mio becco ateo. Goethe insegnò a venerare in silenzio l'imperscrutabile. E Darwin sentiva profondamente che il Tutto era troppo misterioso per la ragione umana. «Allo stesso modo un cane potrebbe speculare sulla ragione di Newton...»
    Niente nella mia vita mi manca meno di Dio. (da Io non ho bisogno di immagini di Dio, p. 89)
  • Ma gli storiografi di Palestina, Grecia e Roma lo ignoravano. Strano specialmente il silenzio di Giusto di Tiberiade, un attento conoscitore della Galilea, contemporaneo e conterraneo di Gesù. Ma Giusto non ne fa menzione, come non ne fa menzione Filone di Alessandria, un esperto della Bibbia e delle sette ebraiche, del quale possediamo più di cinquanta scritti. In breve, il silenzio di tutta la letteratura non cristiana del I secolo […]. (da Cosa sappiamo veramente di Gesù, p. 90)
  • Così al Concilio di Costanza, che mandò al rogo Jan Hus, operarono oltre al papa, agli oltre trecento vescovi e allo Spirito Santo anche settecento prostitute pubbliche, non contando quelle che i padri del concilio avevano portato con sé. (da Cosa sappiamo veramente di Gesù, p. 97)
  • Papa Sisto V fece costruire non solo la cappella Sistina (che da lui prende il nome), ma anche un bordello. (da Cosa sappiamo veramente di Gesù, p. 99)
  • Tra le più interessanti reliquie corporali ci sono senza dubbio il cordone ombelicale di Gesù e il santissimo prepuzio, esposti alla venerazione per secoli nella famosa cappella Sancta sanctorum in Laterano. Ovviamente anche una chiesa a Chàlonssur-Marne aveva un cordone ombelicale di Cristo, la cui autenticità fu addirittura «dimostrata» da padre Charles Rapine, superiore dei recolletti di Parigi. Quale delle tre chiese invece possedesse l'autentico prepuzio di Gesù non riuscì a deciderlo intorno al 1300 neanche un Innocenzo III, il papa più potente della storia. Lasciò il problema a Dio. Questi però non decise, e così il prepuzio di Gesù si moltiplicò segretamente. Una monografia redatta nel 1907, «Il santissimo prepuzio di Cristo», elenca almeno tredici luoghi che si vantano di possedere un «autentico» prepuzio divino. Nel 1427 fu fondata una «Fratellanza del Santo Prepuzio». (da Reliquie, p. 116)
  • L'antisemitismo più violento comincia già con i più noti dottori della chiesa, con Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Agostino – anche i roghi delle sinagoghe cominciano già sotto di loro! – e portò in modo conseguente a enormi sacrifici di sangue e di proprietà ebraiche per tutto il medioevo – quando la chiesa anticipò la «stella di Davide» hitleriana, nonché lo slogan nazista «Non comprate dagli ebrei!» – e molto più in là. Gli ebrei furono uccisi, affogati, sottoposti al supplizio della ruota, impiccati, fatti a pezzi, squartati, bruciati vivi e sepolti vivi. Furono trascinati con le corde e per i capelli ai fonti battesimali; l'alto clero partecipò attivamente, e nessuna persecuzione gli parve mai abbastanza aspra. (da Replica, p. 150)
  • Egli [Papa Pio XII] ha infatti sostenuto sistematicamente tutti i criminali fascisti, Mussolini, Franco, Pavelic e Hitler, anzi, nell'impiego di strumenti estremi di potere contro il «pericolo bolscevico» ha scorto addirittura «una missione e un compito essenziali». Già un anno prima dell'aggressione tedesca alla Russia mandò dei funzionari del Vaticano oltre il confine sovietico con la funzione di spie. (da Replica, p. 151)
  • Certamente, la prostituzione era conosciuta da tempo in epoca precristiana. Ma non era degradata, era piuttosto sacra, veniva praticata perfino nei templi e specialmente là, da migliaia di ragazze. Il cristianesimo viceversa disprezzava le prostitute, ma in virtù di una morale da scorbutici senza pari aveva bisogno di una valvola di sfogo. La prostituzione crebbe letteralmente da essa. (da I devoti e le ragazze di piacere, p. 152)
  • Nel tardo XV secolo ne costruì una [casa di piacere] Sisto IV a Roma. L'ex francescano percepiva dalle sue puttane una tassa di ventimila ducati all'anno e, proprio lui dedito agli eccessi più folli, introdusse la festa dell'Immacolata Concezione; suo nipote, il cardinale Pietro Riario, si accoppiò letteralmente a morte. (da I devoti e le ragazze di piacere, p. 155)
  • Anche in America Latina egli agisce in costante accordo con gli USA e con le sanguisughe locali. Al ministro dei sacerdoti nicaraguese Ernesto Cardenal ha rifiutato la mano, ma ha stretto tanto più cordialmente quella del dittatore Ríos Mentt o quella dell'assassino di Romero, d'Aubuisson. (da Il Papa, p. 163)
  • Dunque anch'essa [la transustanziazione], come la pratica della confessione, non discende da Gesù. Piuttosto trae origine dall'eucaristia dei marcosiani valentiniani, una setta gnostica, di «eretici», ragion per cui a suo tempo la Chiesa la respinse per bocca del suo teologo di spicco, sant'Ireneo – ma un millennio più tardi, nel 1215, la dogmatizzò. (da È possibile l'oltraggio alla Chiesa?, p. 185)
  • I francescani furono anche carnefici nei campi di concentramento che, nello «Stato Indipendente di Croazia», nella «Croazia di Dio e di Maria», venivano su come funghi. Il campo di concentramento di Jasenovac, tristemente noto per le sue decapitazioni di massa – vi morirono circa duecentomila serbi ed ebrei – ebbe per un periodo come comandante il francescano Filipovic-Majstorovic, detto «frate Satana». In quattro mesi vi furono fatte fuori sotto la sua direzione quarantamila persone. Soltanto il borsista francescano Brzica vi decapitò in una notte, il 29 agosto 1942, milletrecentosessanta persone con un coltello speciale. L'arcivescovo Stepinac, che nel maggio 1943 presentò in Vaticano un memorandum in cui sottolineava i meriti degli ustascia, ringraziava a questo proposito non a caso il clero croato, «soprattutto i francescani». (da È possibile l'oltraggio alla Chiesa?, pp. 197-198)
  • Dopo essermi intensamente occupato della storia del Cristianesimo non conosco nell'antichità, nel medioevo o nell'età moderna, compreso e soprattutto il XX secolo, nessuna organizzazione del mondo che al tempo stesso così a lungo, in modo così continuativo e così mostruoso sia colpevole di delitti quanto la Chiesa cristiana, in modo particolare la Chiesa cattolica-romana. (da È possibile l'oltraggio alla Chiesa?, p. 204)

Bibliografia[modifica]

  • Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente. Per un cielo senza dèi e un mondo senza preti, traduzione di Gianni Bertocchini, Ariele, 2008.

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