Kit Reed

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Kit Reed (1932 – vivente), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Canti di guerra[modifica]

Da qualche settimana un falò bruciava notte e giorno sul fianco della collina, appena oltre i confini della città; in piedi davanti al lavandino, Sally Hall poteva vedere il fumo che si alzava dietro gli alberi. Si avvolgeva come fosse una promessa, ma Sally non riusciva a capire bene cosa promettesse, e malgrado fosse felice del suo lavoro e della sua famiglia, Sally si sentì eccitata dall'aria chiara dell'autunno e dall'emblema di quel fumo.

Costume canino[modifica]

Quel pomeriggio, mentre attraversava il parco per tornare a casa, Robert Enfield fu contento e nello stesso tempo dispiaciuto di non avere portato Dirk. Fintanto che tenevano Dirk chiuso in casa, il cane era al sicuro, e così l'appartamento. La perdita dei quattrini che Robert aveva in tasca, avrebbe detto Myrna, era una cosa insignificante.

Il vostro nuovo io[modifica]

"Il vostro nuovo io" diceva l'annuncio di due pagine sulla rivista di mode in carta lucida. Corredato da una foto artistica fortemente chiaroscurata, faceva balenare la possibilità di una metamorfosi miracolosa, alla portata di qualsiasi donna.
Estasiata, Martha Merriam si protese in avanti, sistemandosi la modesta vestaglietta a fiori fino a coprire quasi completamente le ginocchia grassocce, e si chinò una volta ancora sulla rivista. Contemplò la foto e l'elenco delle promesse stampato elegantemente in corsivo, mordicchiandosi intanto distrattamente una magra ciocca di capelli color pepe e sale.

L'Atelier delle facce nuove[modifica]

Le donne risparmiano tutta una vita per l'Atelier delle facce nuove; per tutta la vita corriamo davanti al bisturi. Ci guardiamo allo specchio e sappiamo che un giorno verrà la nostra ora. Non per me, pensiamo. Non ancora.
Ma perfino tu un giorno ti sveglierai, ti guarderai allo specchio e penserai: quella non sono io.

La vite[modifica]

Giorno dopo giorno, estate dopo estate, attraverso incendi, inondazioni, insulti, da secoli la famiglia Baskin aveva curato la vite. Nessuno sapeva con precisione quanti anni avesse la vite, chi l'avesse piantata o chi avesse dato l'incarico al primo Baskin di curarla; quando i coloni erano arrivati nella valle, la vite era già li. Nessuno sapeva chi avesse costruito l'immensa serra che la conteneva, o chi mandasse ogni autunno gli autocarri per portare via il raccolto.

Winston[modifica]

Edna Waziki impazzì di gioia, quando arrivò. Erano mesi che non parlava d'altro, cioè da quando l'avevano ordinato. Se ne stava seduta vicino alla finestra per ore e ore, e il giorno in cui finalmente il furgone apparve sul vialetto, lanciò un urlo che fece accorrere tutta la famiglia. L'uomo delle consegne arrivò alla porta portando una valigetta con una maniglia in cima e un sacco di buchi in fondo, e Edna si mise a ridere, e i bambini le saltavano e le ballavano intorno, mentre Artie, il marito di Edna, pagava l'autista, e tutti ridacchiavano incontrollabilmente, mentre Artie armeggiava con la chiusura.

Bibliografia[modifica]

  • Kit Reed, Canti di guerra, traduzione di Delio Zinoni, Mondadori, 1982.
  • Kit Reed, Costume canino, traduzione di Renato Gari, Mondadori, 1972.
  • Kit Reed, Metamorfosi su misura. Il vostro nuovo io, traduzione di Maria Benedetta De Castiglione, in "Il terzo libro delle metamorfosi", Mondadori, 1969.
  • Kit Reed, L'Atelier delle facce nuove, traduzione di Daniela Rossi, in "Millemondinverno 1993", Mondadori, 1993.
  • Kit Reed, La vite, traduzione di Delio Zinoni, Mondadori, 1982.
  • Kit Reed, Winston, traduzione di Delio Zinoni, Mondadori, 1982.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]