L'attimo fuggente

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L'attimo fuggente

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

La foto di Walt Whitman appesa sulla parete dell'aula dove Keating tiene le sue lezioni

Titolo originale

Dead Poets Society

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1989
Genere drammatico
Regia Peter Weir
Soggetto Tom Schulman
Sceneggiatura Tom Schulman
Produttore Paul Junger Witt,
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Premio Oscar (1990) per la migliore sceneggiatura originale

L'attimo fuggente, film statunitense del 1989 con Robin Williams e Robert Sean Leonard, regia di Peter Weir.

Tagline
Era per loro l'ispiratore di una nuova straordinaria esistenza.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • «O Capitano, mio Capitano!» Chi conosce questo verso? [gli studenti sono perplessi] Nessuno. Non lo sapete? È una poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincoln. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po' più audaci, "O Capitano, mio Capitano". Ora dissiperò alcune voci, cosicché non inquinino i fatti. Certo, anch'io ho frequentato Welton e sopravvivo, comunque a quel tempo non ero la mente eletta che avete di fronte: ero l'equivalente intellettuale di un gracile corpicino, andavo sulla spiaggia e tutti mi tiravano i libri di Byron in piena faccia. (Keating)
  • «Cogli la rosa quando è il momento, | ché il tempo, lo sai, vola | e lo stesso fiore che sboccia oggi, | domani appassirà.»[1] (Pitts)
  • Continuate a strappare ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille Dalton. Armate di accademici avanzano misurando la poesia. No! Non lo permetteremo. Basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell'Ottocento non c'entra con le facoltà di economia e di medicina, vero? Può darsi. E lei, Hopkins, è d'accordo con lui e pensa: "Eh, sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica, e preoccuparci di coltivare altre ambizioni." Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitman, «O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v'è di nuovo in tutto questo, o me o vita? Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.»[2] Quale sarà il tuo verso?[3] (Keating)
  • «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.»[4][5] (Neil)
  • Era una notte buia e gelida e una vecchia signora, che aveva la passione di costruire puzzle, se ne stava seduta in salotto, al suo tavolo, a completare il suo nuovo puzzle. Ma mentre metteva i pezzi insieme, si accorse, con grande stupore, che l'immagine che si formava era quella del suo salotto. E la figura al centro del puzzle, una volta composta, era lei stessa. Con le mani tremanti, sistemò allora gli ultimi quattro pezzi e fissò inorridita il volto di un pazzo furioso alla finestra. L'ultima cosa che la vecchia signora udì, fu il rumore dei vetri infranti. (Neil)
  • «Sulla strada polverosa, viveva un uomo chiamato William Bloat. Aveva una moglie, piaga della sua vita, che lo faceva uscire dai gangheri e allora lui un giorno la colse nel sonno e squarciò la sua candida gola.»[6] (Pitts)
  • «Insegnare a me l'amore? Ragiona con la testa piuttosto. | Io sono già maestro sommo. | Il Dio dell'Amore, se ne esiste veramente uno, | ha imparato l'amore da me.»[7] (Charlie)
  • «Venite amici, | che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. | Io vi propongo di andare più in là dell'orizzonte, | e se anche non abbiamo l'energia che in giorni lontani | mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi. | Unica, eguale tempra di eroici cuori, | indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia | di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere.»[8] (Neil)
  • «Preso dalla fede ebbi una visione, | dall'orgia io fuggivo ma non senza derisione. | Vidi il fiume Congo, scavare con la testa, | e una lingua d'oro tagliare la foresta.»[9] (Meeks)
  • Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l'autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice "molti uomini hanno vita di quieta disperazione"[10], non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! [suona la campanella, gli studenti continuano a salire a turno sulla cattedra] Ecco, così! Bravo Priske! Grazie! Sì! Osate cambiare, cercate nuove strade. Allora, in aggiunta agli esercizi, vorrei che componeste una poesia. Tutta vostra, un lavoro originale. [canticchia accendendo e spegnendo la luce a grande velocità] Si, una poesia. E dovrete leggerla ad alta voce di fronte alla classe. Martedì. Bonne chance, giovanotti. (Keating)
  • Aspettiamo la battaglia mentre in realtà stiamo già combattendo. (Todd) [scrivendo su un taccuino]
  • Per la prima volta in vita mia, so che cosa voglio fare! E per la prima volta, ho intenzione di farlo! Che mio padre sia d'accordo o no! Carpe diem! (Neil)
  • Dunque, gli appassionati di uno sport sostengono che quello sport è intrinsecamente migliore di un altro. Per me, tutti gli sport sono occasioni in cui altri esseri umani ci spingono ad eccellere. (Keating)
  • «Oh, lottare con scarse possibilità, affrontare i nemici impavido.»[11] (Pitts)
  • «Essere un marinaio del mondo diretto in ogni porto.»[11] (Alunno 1)
  • «Io vivo per dominare la vita non per esserne schiavo.»[11] (Alunno 2)
  • «Salire sul patibolo, avanzare contro il plotone di esecuzione con assoluta indifferenza.»[11] (Alunno 3)
  • «Danzare, battere le mani, saltare, gridare e poi urlare e fluttuare.»[11] (Meeks)
  • «Oh, fare della propria esistenza un poema di nuove gioie.»[11] (Hopkins)
  • «Essere davvero un Dio!»[11] (Charlie)
  • Vedo il dolce suo sorriso | e una luce sul suo viso. | Mi scopro a sognare di mondi infiniti, | sapendo che... [gli altri ragazzi ridono] sapendo che... che è viva. (Knox) [leggendo la poesia A Chris, scritta da lui]
  • L'amico Anderson ritiene che ciò che ha dentro sia inutile e imbarazzante. Non è così Todd? Non è la sua peggiore paura? E si sbaglia: io credo che dentro di lei ci sia qualche cosa che vale moltissimo! [scrivendo alla lavagna] «E risuona il mio barbarico yawp sopra i tetti del mondo!» Firmato Walt Whitman.[12] Di nuovo lo zio Walt. Per quelli che non lo sapessero uno yawp è un ululato rauco, un grido. Ecco Todd, vorrei che ci desse una dimostrazione di un barbarico yawp. E no, non può ululare stando seduto. Coraggio, in piedi. Assuma una posizione da ululato. (Keating)
  • Niente voti oggi, si passeggia. Ecco, così! La poesia qualcuno ha detto [gli studenti ripetono in coro a ritmo] non è certo un gran diletto. (Keating)
  • Sentite, ho un annuncio da fare. Rispettando lo spirito di appassionata sperimentazione dei nostri poeti, io rinuncio al nome di Charlie Dalton, d'ora in poi chiamatemi Nuwanda. (Charlie)
  • «Devo paragonarti dunque a una giornata d'estate? | No, sei più amabile e temperata.»[13] (Charlie) [dedicandola a Tina]
  • «Ella passa splendida come la notte | di limpidi clini e di cieli stellati; | tutto il meglio del notturno splendore | vedo sul suo viso e nei suoi occhi.»[14] (Charlie) [dedicandola a Gloria]
  • [Rispondendo al telefono] Welton Academy, pronto. Sì, è qui, un momento, prego. Signor Nolan, è per lei. È Dio. Chiede di ammettere le ragazze a Welton. (Charlie)
  • Mi piace insegnare, non voglio vivere in altri posti. (Keating)
  • Ho incontrato una ragazza di nome Chris, è bionda e ha occhi di cielo. Toccarla sarebbe il paradiso. (Knox) [leggendo la sua poesia a Chris]
  • «Se noi ombre vi abbiamo offeso, per poterci dare il perdono fate conto di aver dormito mentre queste visioni apparivano e che a mostrarvi paesaggi immaginari sia stato un sogno. Signori non ci rimproverate, se ci perdonate rimedieremo. Ascoltate l'onesto Puck, se avremo la grande sorte di sfuggire ai vostri insulti, potremo rimediare signori, che Puck non è un mentitore. Quindi buona notte a tutti voi, datemi la mano e siamo amici e Puck i danni vi rifonderà.»[15] (Neil)

Dialoghi[modifica]

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  • Keating: «Cogli l'attimo.»[16] «Cogli la rosa quando è il momento.» Perché il poeta usa questi versi?
    Charlie: Perché va di fretta!
    Keating: No! [finge di premere un pulsante] Ding! Grazie per aver partecipato al nostro gioco. Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. [indicando una foto antica nella bacheca dei trofei della scuola] Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi. Ascoltateli. Sentite? [mormorando] Carpe... Sentito? Carpe... Carpe diem... Cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita...[17]
  • Keating: Ora aprite i vostri testi a pagina ventuno dell'introduzione. Lei, Perry, vuole leggere il primo paragrafo della prefazione intitolato "Comprendere la poesia"?
    Perry [leggendo]: «Comprendere la Poesia. Di Jonathan Evans Prichard, Professore Emerito. Per comprendere appieno la poesia dobbiamo anzitutto conoscerne la metrica, la rima e le figure retoriche e poi porci due domande: uno, con quanta efficacia sia stato reso il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l'importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull'asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l'area totale della poesia, per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale. Un sonetto di Shakespeare, d'altro canto, avrà valori molto alti in orizzontale e in verticale, con un'imponente area totale che di conseguenza ne rivela l'autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro esercitatevi in tale metodo di valutazione. Crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aume... aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia.»
    Keating: Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia. Ma si può giudicare la poesia facendo la hit-parade? "Gagliardo Byron, è al quinto posto, ma è poco ballabile." Adesso voglio che strappiate quella pagina. Coraggio, strappate l'intera pagina. Mi avete sentito? Strappatela. Ho detto strappatela! Coraggio, strappatela. [Charlie la strappa] Molto bene Dalton. Anzi, sapete una cosa? È meglio che strappiate tutta l'introduzione. Voglio che sparisca per sempre, che non ne rimanga traccia alcuna. Avanti, strappatela. Vai con Dio J. Evans Evans Prichard, Professore Emerito! Strappate, stracciate, rompete, frantumate... Non voglio sentire altro che gli strappi del professor Prichard. Forza, che poi attacchiamo tutto in bagno. Non è la Bibbia, non andrete certo all'inferno.
  • McAllister: Una lezione interessante quella di oggi, signor Keating.
    Keating: Mi dispiace averla shockata, McAllister.
    McAllister: Oh, non deve scusarsi, è stato molto affascinante, pur essendo fuorviante.
    Keating: Lei trova?
    McAllister: Corre un brutto rischio incoraggiandoli a diventare artisti, John. Quando capiranno di non essere Rembrandt, Shakespeare o Mozart. La odieranno per questo.
    Keating: Non parliamo di artisti, parliamo di liberi pensatori.
    McAllister [accenna una risata]: A diciassette anni?
    Keating: Buffo, non la facevo così cinico.
    McAllister: Non sono cinico, sono realista. «Mostratemi un cuore non contaminato da folli sogni e io vi mostrerò un uomo felice.»
    Keating: «Ma solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi. È da sempre così, e così sarà per sempre.»
    McAllister: Tennyson?
    Keating: No, Keating.
  • Keating: «I poeti estinti erano dediti a succhiare il midollo stesso della vita.» È una frase di Thoreau che ripetevamo all'inizio di ogni riunione. Ci incontravamo dentro la grotta indiana e leggevamo brani di Thoreau, Whitman, Shelley, i migliori, ma anche dei versi nostri, e nell'incanto del momento, il suono della poesia diventava magico.
    Knox: Cioè, un gruppo di ragazzi seduti a leggere poesie?
    Keating: No, non eravamo solo dei "ragazzi". Eravamo un circolo ellenico, eravamo dei romantici e non le leggevamo le poesie, ne assaporavamo sulla lingua la... la dolcezza. Lo spirito si elevava, le donne svenivano, ed era così che nuovi dei nascevano. Era un bel modo per passare la serata.
  • Meeks: Io provo tutto una volta.
    Charlie: Tranne il sesso!
  • Keating: Un uomo non è "molto stanco", è "esausto". E non usate "è molto triste", usate... Su avanti Overstreet, non dorma! [i ragazzi in aula ridono]
    Knox: Affranto?
    Keating: Esatto, è "affranto". Ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? Forza Anderson! Allora, è un uomo o un'ameba? [Todd non risponde] Vediamo, Perry?
    Neil: Ahm... Eh... Di... comunicare?
    Keating: No! Di rimorchiare le donne! Oggi parleremo di William Shakespeare. [gli studenti si dimostrano poco entusiasti] Lo so, alcuni di voi preferirebbero sedersi sulla poltrona del dentista. Ma noi parleremo di Shakespeare, come di un tale che ha scritto cose molto interessanti. Voi avete visto Shakespeare recitato più o meno così: "O Tito, porta il tuo amico con te!". Ma chi l'ha visto fatto da Marlon Brando, sa che Shakespeare può essere diverso: "Amici, Romani, concittadini, prestatemi orecchie." E cercate di immaginarvi John Wayne in Macbeth che fa: "Be', cos'è, un coltello quello che vedo di fronte a me?".
  • Hopkins [leggendo la sua poesia]: Il gatto è seduto sul tetto. [gli altri ragazzi ridono]
    Keating: Be', congratulazioni Hopkins, è la prima poesia che totalizza zero sul grafico Prichard. Non ridiamo di lei, ridiamo con lei. Non importa la semplicità del tema, a volte le poesie più belle parlano di cose semplici, come un gatto, o un fiore, o il sole. La poesia nasce da tutto ciò che ha una scintilla di rivelazione. Cerchi solo che la sua poesia non sia banale.
  • Todd [con gli occhi coperti]: La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi! [risate]
    Keating: No, non ci faccia caso, continui con la coperta, mi parli della coperta.
    Todd: Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai! Anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto... Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo, ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi!
  • Neil: Ehi, ma sei grande. Dove hai imparato a suonare così?
    Charlie: I miei genitori mi hanno fatto studiare il clarinetto per anni.
    Cameron: Io adoravo il clarinetto.
    Charlie: Io lo odiavo! [tutti ridono] Il sassofono... il sassofono ha più... sonorità.
    Cameron: Sì, ma il clarinetto suona in orchestra il sassofono no.
  • Keating: Avrete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. Per esempio Pitts, se la prende comoda, tanto prima o poi arriverà. Invece Cameron sta pensando "Andrà bene? Forse si, ma sì, certo, certo. O forse no, chi lo sa?" E il nostro Overstreet è mosso da profonda passione... Lo sappiamo tutti, non è vero? Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del conformismo, la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri. Alcuni di voi hanno l'aria di pensare: "Ah, io avrei marciato diversamente!". Allora chiedetevi: perché battevate le mani? Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire "Non è beeeeene". Come ha detto Frost: "Due strade trovai nel bosco e io, | io scelsi quella meno battuta. | Ed è per questo che sono diverso."[18] Voglio che troviate la vostra camminata adesso, il vostro modo di correre e passeggiare, in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi. Giovanotti, il cortile è vostro. Non dovete dare spettacolo, lo fate per voi stessi. Be', Dalton, non partecipa?
    Charlie: Esercito il diritto di non camminare.
    Keating: Grazie mille Dalton. Ha afferrato l'idea al volo. Andate pure controcorrente.
  • [Charlie, con gli occhi lucidi cammina verso la sua camera dopo essere stato dal preside]
    Neil: Sei stato espulso?
    Charlie: No!
    Neil: Allora che è successo?
    Charlie: Devo fare i nomi di tutti gli altri, scusarmi con la scuola e sarà tutto dimenticato.
    Neil: E tu, che hai intenzione di fare? Charlie?
    Charlie: Ti ripeto, Neil, che mi chiamo Nuwanda. [Charlie accenna un sorriso, poi chiude la porta, anche Neil sorride]
  • Nolan: Mi sono giunte voci, John, di alcuni metodi non ortodossi di insegnamento nella sua classe, non voglio dire che abbiano qualcosa a che fare con Dalton e la sua bravata, ma non credo di doverle rammentare che a quell'età i ragazzi sono molto impressionabili.
    Keating: Be', la sua ramanzina penso che li abbia impressionati.
    Nolan: Che stava succedendo in cortile l'altro giorno?
    Keating: In cortile?
    Nolan: Si, li ho visti marciare, battere le mani...
    Keating: Oh, già... Stavo cercando di provare una cosa: i rischi del conformismo.
    Nolan: Be' John, lei sa che qui esiste già un programma e funziona. Se lei lo mette in discussione, gli studenti faranno altrettanto.
    Keating: Ho sempre creduto di dovergli insegnare a ragionare da soli...
    Nolan: A quell'età? Ma neanche per sogno! Tradizione John, disciplina. Li prepari per l'università, il resto si risolve da sé.
  • Keating: Signor Dalton, è stata una bravata da quattro soldi la sua!
    Charlie: Sta dalla parte del signor Nolan? E allora il "Carpe Diem", "Succhiare il midollo della vita" e tutto il resto?
    Keating: Succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l'osso. C'è un tempo per il coraggio e un tempo per la cautela, e il vero uomo sa come distinguerli.
    Charlie: Ma io la credevo d'accordo...
    Keating: No. Farsi espellere dalla scuola non è coraggioso per me, è stupido. Perché perderebbe delle occasioni d'oro.
    Charlie: Ah sì, e quali?
    Keating: Ecco, se non altro la possibilità di seguire le mie lezioni. [tutti sorridono] Chiaro il concetto?
    Charlie: Eh sì, Capitano.

Explicit[modifica]

Grazie figlioli! Grazie! (Keating) [rivolto ai suoi studenti dopo il loro attestato di stima]

Citazioni su L'attimo fuggente[modifica]

  • Avevo notato che c'era qualcosa nell'aria perché durante le riprese dell'ultima scena, quella in cui i ragazzi salgono sui banchi per salutare il professore, uno dei camionisti della troupe, uno pieno di tatuaggi, persino sulle palpebre, si era messo a piangere come un vitello. L'attimo fuggente è un film che tocca dentro. Parla della passione, della creatività, di tutte quelle cose alle quali la gente aspira ma che raramente riesce a realizzare. (Robin Williams)
  • Cosa si usa dire, da noi, quando un film americano ci stupisce per la sua struttura classica, per la sua narratività serrata, per la sua recitazione intensa, e anche per l'immediatezza dei temi, per l'"ingenuità" delle emozioni? Si usa dire "hollywoodiano": con questo aggettivo tutto torna al suo posto, e noi ci tranquillizziamo. Hollywoodiano, appunto, sta per "ben girato ma sempliciotto", "coinvolgente ma di maniera". "Favola hollywoodiana" è la definizione sprezzante-bonaria con cui di recente è stato liquidato L'attimo fuggente, che di certo è classico, serrato, intenso, immediato e ingenuo. (Roberto Escobar)
  • Era per loro l'ispiratore di una nuova straordinaria esistenza.[19] (frase di lancio)
  • - Hai ragione, non hai imparato niente. Scusa, ti ho fatto sprecare tempo.
    - Oh Capitano, mio Capitano!
    - Quanto era bello L'attimo fuggente?!
    - Ah, non lo so, ma ho pianto tanto! (How I Met Your Mother)
  • L'attimo fuggente sperava un Sessantotto che non c'è stato. I ragazzi che lo vedevano si commuovevano quando gli alunni del professor Robin Williams salgono sui banchi a declamare: «Oh, capitano, mio capitano». Tutti ci siamo commossi ed emozionati, rispondendo, come d’altronde si deve fare, alla intelligente sollecitazione del regista. (Walter Veltroni)
  • Molto riconoscibile la voce del professor John Keating, ovvero di Robin Williams che, citando Walt Whitman, insegna ai ragazzi molto più che delle nozioni: insegna ad apprezzare la vita, la bellezza, la poesia. (Aldo Grasso)
  • Non sa l'ingenuo, il poverino, che la poesia è un puro gioco di fonemi, un puro frutto dell'inconscio, una critica ideologica dell'esistente, una menzogna, una metafora dell'impossibilità e del nulla? No, Keating per sua fortuna non lo sa: forse neppure Peter Weir lo sa, e il successo del film dipende da questo. La poesia cui il regista australiano si ispira e di cui il pubblico ha probabilmente una sotterranea fame, è quella che crede: in se stessa, nell'istantaneità D.H. Lawrence vide proprio nella pulsante istantaneità il cuore della poetica di Whitman nella vita, nella natura, nell'amore, nel potente spettacolo dell'universo. (Giuseppe Conte)
  • Se il professor Keating, il protagonista di L'attimo fuggente, il film di Peter Weir che sta avendo un così vasto e sorprendente successo, fosse capitato in mezzo a certi poeti e critici italiani molto autorevoli e celebrati, la sua vicenda si sarebbe conclusa ancora più infelicemente. Il professor Keating crede che parole e idee possono cambiare il mondo e, da studente, aveva fondato la Dead Poets Society, (il bel titolo originale del film), un circolo iniziatico in cui, mentre ogni ragazzo con l'aiuto dei versi più amati inseguiva la pienezza della propria esistenza, nuovi dei nascevano. Il suo punto di riferimento più preciso è lo zio Walt, Walt Whitman, il grande cantore di Foglie d'erba. (Giuseppe Conte)
  • Stavo salendo su un aereoplano per tornare in Australia quando mi hanno dato la sceneggiatura. Di regola non leggo in aereo, ma non ho potuto fare a meno di notare le parole Dead Poets Society, e ho pensato; che titolo curioso! Mi ha spinto a leggerlo e, senza accorgermene, sono arrivato alla fine della sceneggiatura. Mi ha completamente coinvolto, come un buon romanzo di Charles Dickens, pieno di personaggi e di situazioni. E ho sentito quanta potenzialità avesse. Mi ha anche ricordato un po' l'altro mio film, Gallipoli: di nuovo la gioventù, con tutte le sue speranze, la sua energia. Sembra che l'abbia toccata a livello personale. Sì, è vero, e più di quanto non si possa immaginare. Molte cose in questa storia mi hanno ricordato la mia vita. Anch'io sono stato a scuola esattamente in quegli anni, alla fine dei '50, in una scuola scozzese privata, un college rigidissimo come Welton. (Peter Weir)

Note[modifica]

  1. Lo studente sta leggendo la poesia O vergine, cogli l'attimo che fugge (To the Virgins, to make much of Time), tratta da Hespiredes di Robert Herrick: «Gather ye rosebuds while ye may, | Old Time is still a-flying; | and this same flower that smiles to day | to morrow will be dying.»
  2. Cfr. Ahimè! Ahi vita! di Walt Whitman, dalla raccolta Foglie d'erba: «Ahimè, ahi vita! domande come queste mi perseguono, | d'infiniti cortei d'infedeli, città gremite di stolti, | io che sempre rimprovero me stesso, (perché chi più stolto di me, chi di me più infedele?) | d'occhi che invano anelano la luce, scopi meschini, lotta rinnovata ognora, | dagli infelici risultati di tutto, le sordide folle anfananti, che in giro mi vedo, | degli anni inutili e vacui degli altri, e io che m'intreccio con gli altri, | la domanda, ahimè, che così triste mi persegue, - Che v'è di buono in tutto questo, o Vita, ahimè? | RISPOSTA | Che tu sei qui - che esistono la vita e l'individuo, | che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.»
  3. Alcuni passaggi di questo monologo del professor Keating sono stati utilizzati dalla Apple per uno spot commerciale nel 2014. A pronunciare le battute è lo stesso Robin Williams nello spot in lingua originale ed il doppiatore del professore nel film, Carlo Valli, nello spot in lingua italiana. Cfr. iPad Air, lo spot della Apple recita il film "L'attimo fuggente", Huffington Post.it, 14 gennaio 2014.
  4. Neil sta leggendo una frase di Henry David Thoreau tratta da Walden, vita nei boschi. Cfr: «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici».
  5. Successivamente nel film parte della citazione verrà ripetuta in coro dai ragazzi membri della "Setta dei Poeti Estinti" (Dead Poets Society, come il titolo originale del film) all'inizio delle loro riunioni. Il professor Keathing leggerà poi questa frase (leggermente modificata) su un quaderno di Neil.
  6. Leggendo The Ballad of William Bloat di Raymond Calvert: «In a mean abode on the Shankill Road | lived a man named William Bloat; | he had a wife, the curse [bane] of his life, | who always "got his goat." | So one day at dawn, with her nightdress on | he cut her bloody throat.» Cfr. Chivalry.com.
  7. Recitando parte della poesia The Prophet di Abraham Cowley: «Teach me to love! go teach thyself more wit; | I chief professor am of it. | [...] | the God of Love, if such a thing there be, | may learn to love from me.»
  8. Recitando parte della poesia Ulysses di Alfred Tennyson: «Come, my friends, | 'Tis not too late to seek a newer world | [...] | for my purpose holds | to sail beyond the sunset | [...] | We are not now that strength which in old days | moved earth and heaven; that which we are, we are; | one equal temper of heroic hearts, | made weak by time and fate, but strong in will | to strive, to seek, to find, and not to yield.»
  9. Canticchiando The Congo di Vachel Lindsay: «Then I had religion, Then I had a vision. | I could not turn from their revel in derision. | Then I saw the Congo, creeping through the black, | cutting through the jungle with a golden track.»
  10. Cfr. «La maggioranza dell'umanità vive un'esistenza di tranquilla disperazione.»
  11. a b c d e f g Il professor Keating invita gli alunni a mettersi in fila indiana, a leggere a turno il proprio bigliettino e quindi a calciare un pallone. Tutte le frasi sono versi tratti dalle ultime strofe di Un canto di gaudi di Walt Whitman.
  12. Cfr. Il canto di me stesso di Walt Whitman: «Anch'io non sono affatto domato, anch'io sono intraducibile, | e lancio il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.»
  13. Cfr. Sonetto XVIII di William Shakespeare: «Shall I compare thee to a summer's day? | Thou art more lovely and more temperate.»
  14. Cfr. She walks in Beauty di George Gordon Byron: «She walks in Beauty, like the night | of cloudless climes and starry skies; | and all that's best of dark and bright | meet in her aspect and her eyes.»
  15. Recitando la battuta conclusiva del personaggio Puck in Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Cfr.: «Se noi ombre vi siamo dispiaciuti, | immaginate come se veduti | ci aveste in sogno, e come una visione | di fantasia la nostra apparizione. | Se vana e insulsa è stata la vicenda, | gentile pubblico, faremo ammenda; | con la vostra benevola clemenza, | rimedieremo alla nostra insipienza. | E, parola di Puck, spirito onesto, | se per fortuna a noi càpiti questo, | che possiamo sfuggir, indegnamente, | alla lingua forcuta del serpente, | ammenda vi farem senza ritardo, | o tacciatemi pure da bugiardo. | A tutti buonanotte dico intanto, | finito è lo spettacolo e l'incanto. | Signori, addio, batteteci le mani, | e Robin v'assicura che domani | migliorerà della sua parte il canto.»
  16. Il professore si riferisce al famoso «Carpe Diem» di Quinto Orazio Flacco.
  17. La citazione in lingua originale è «But if you listen real close, you can hear them whisper their legacy to you. Go on, lean in. Listen, you hear it? – Carpe – hear it? – Carpe, carpe diem, seize the day boys, make your lives extraordinary.» Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI 100's years... 100 movie quotes, questa citazione è stata inserita al 95° posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema.
  18. Cfr. The road not taken di Robert Frost: «Two roads diverged in a wood and I | I took the one less traveled by, | and that has made all the difference.»
  19. Dalla locandina.

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