Jean-Baptiste Henri Lacordaire

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Henri Lacordaire

Jean-Baptiste Henri Lacordaire (1802 – 1861), ecclesiastico e oratore francese.

  • [Ai giovani] Abbiate un'opinione e fatela valere! (citato in Albino Luciani, Illustrissimi, Edizioni APE Mursia, 1979, p. 67)
  • Dio, fratelli miei, impiega qualche volta mezzi diabolici. (citato in Focus, n. 83, p. 150)
  • Noi domandiamo in primo luogo la libertà di coscienza, cioè la libertà di religione piena, universale, senza distinzioni come senza privilegi; e di conseguenza, cosa che tocca noi cattolici, la totale distinzione della Chiesa dallo Stato [...] Questa separazione necessaria, senza la quale non esisterebbe per i cattolici nessuna libertà religiosa, implica da una parte, la soppressione del bilancio ecclesiastico, come noi abbiamo riconosciuto; d'altra parte, l'indipendenza assoluta del clero nell'ordine spirituale [...] Come oggi non può esserci nulla di religioso nella politica, così nella religione non deve esserci nulla di politico. [...] Inoltre, noi chiediamo la libertà di insegnamento, perché essa è un diritto naturale ed è, per cosi dire, la prima libertà della famiglia ; poiché senza di essa non esiste né libertà religiosa, né libertà d'opinione… (dal giornale L'Avenir, 7 dicembre 1830, articolo redazionale)
  • Mia patria,
    nel mentre che voi perseguite con gioia e dolore alla formazione della società moderna, uno dei vostri nuovi figli, cristiano per fede e prete secondo la consacrazione tradizionale della Chiesa cattolica, viene da voi a reclamare la sua parte della libertà che avete conquistato, e che anche lui ha pagato [...] Mi rivolgo ad un'autorità che è la regina del mondo, la quale da tempo immemore, ha proscritto le leggi, ne ha stabilite delle altre, da lei dipendono le costituzioni, e le sue sentenze, un tempo sconosciute, vengono presto o tardi eseguite. È all'opinione pubblica che io domando protezione e la domando anche contro di essa, se ce ne fosse bisogno. (da Memoria per il ristabilimento in Francia dei Frati Predicatori, 1839)
  • Tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore è la libertà che opprime, è la legge che affranca. (1848; citato in Lorenzo Milani, lettera 29/50 del 30 ottobre 1950, in Progetto Lorenzo)
  • Ho ritenuto la Rivoluzione del 1848 un atto di alta giustizia. [...] Pensavo che il tentativo d'instaurare un regime repubblicano in Francia sarebbe stato possibile in condizioni migliori rispetto al 1792. Ho accettato sinceramente questo tentativo. [...] Fu con questo intendimento che entrai all'Assemblea Nazionale e che mi posizionai all'estrema sinistra, al fine di dare immediatamente un segnale della mia adesione alla forma di governo che la forza degli avvenimenti stava imponendo in Francia. [...] Il 15 maggio scosse nelle fondamenta questa mia speranza, ciò mi ha rivelato che tutti i progetti e le passioni dovevano inevitabilmente sfociare nella guerra civile, in una lotta profonda, accanita, inevitabile, in cui l'estrema sinistra avrebbe giocato un ruolo del quale io non volevo per nulla al mondo assumerne le responsabilità. [...] I partiti monarchici rialzarono la testa; io non volevo servirli, non potevo farlo senza compromettere la religione. Ho ritenuto il ritiro la scelta migliore. (dalla lettera a Henri Maret del 21 settembre 1848)
  • Che pericolo c'è se qualche cattolico propende un po' più vivamente per la democrazia? Chissà che essa non sia il futuro dell'Europa? (dalla lettera a Charles de Montalembert del 7 novembre 1848.)
  • Capii che nel mio pensiero, nel mio linguaggio, nel mio passato, in quello che mi restava da vivere, io ero una libertà, e che era giunta la mia ora di sparire insieme alle altre. Molti cattolici seguirono una linea diversa e, separandosi da tutto quello che avevano detto e fatto, si prostrarono con devozione davanti al potere assoluto. Questo scisma che non mi sento proprio di definire un'apostasia è sempre stato per me un grande mistero e un grande dolore. (da Testament du Père Lacordaire, ed. da Charles de Montalembert, Charles Douniol, Paris, 1870, p. 150)

Bibliografia[modifica]

  • Edoardo Martinelli (a cura di), Progetto Lorenzo: il maestro, Centro documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, Firenze, 1998.

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