Lajos Zilahy
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Lajos Zilahy (1891 – 1974), scrittore ungherese.
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[modifica] Due prigionieri
[modifica] Incipit
Era settembre. Le sette di sera.
Sulle colline di Buda, un tárogató suonava tristemente, e pareva desse l'addio all'estate. All'angolo di una via, appoggiato al bastone, un giovane ascoltava. Ora ch'era in quei paraggi, non provava più alcun desiderio di recarsi al tè del dottore, fra gente che gli era estranea e a cui non aveva niente da dire.
Le conoscenze che si fanno in questo modo servono soltanto a mettere in imbarazzo, alcune settimane dopo, quando ci si incontra in tranvai. Bisogna salutare quella signora dal piccolo cappello di velluto, seduta di fronte, con la quale ci si è appena visti a un tè?
Se non si saluta, guai; se si saluta, peggio ancora, perché le conversazioni che nascono in questi incontri sono le più faticose.
Il giovane ascoltava la voce sonora del tárogató e pensava a quanto sarebbe stato meglio trascorrere quel meraviglioso pomeriggio settembrino, vagabondando per le vie silenziose di Buda.
[modifica] Citazioni
- Il corpo della donna è fatto per essere dato al maschio. L'importante è solo il gesto ed il momento in cui lo si offre. (p. 331)
[modifica] Bibliografia
- Lajos Zilahy, Due prigionieri, (Két fogoly), traduzione di F. Vellani-Dionisi e G. Martucci, I David dall'Oglio, 1966.
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