Le ali della libertà

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Le ali della libertà

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Titolo originale The Shawshank Redemption
Lingua originale inglese
Paese Usa
Anno 1994
Genere drammatico
Regia Frank Darabont
Sceneggiatura Terence Marsh, Stephen King
Produttore Niki Marvin
Attori
Note
  • Tratto dal racconto di Stephen King "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank".

Le ali della libertà, film statunitense del 1994 con Tim Robbins, regia di Frank Darabont.

Tagline
La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero.

Frasi[modifica]

  • Uno come me lo trovate in tutte le prigioni. Vi serve qualcosa? Rivolgetevi a me. Sigarette, spinelli, se è questo il vostro genere, una bottiglia di whisky per festeggiare il diploma di vostro figlio; qualsiasi cosa, nei limiti del ragionevole. Sì, signori. Io sono i "grandi magazzini" di questo schifo di posto. (Red)
  • Io credo in due cose: nella disciplina e nella Bibbia. Qui le conoscerete entrambe. Sappiate che l'anima è del Signore, ma il vostro culo appartiene a me. Benvenuti a Shawshank. (Samuel Norton)
  • Tu mangi quando ti diciamo di mangiare, caghi quando ti diciamo di cagare e pisci quando ti diciamo di pisciare! Ficcatelo in quella testa di cazzo, pezzo di merda! (Capitano Hadley a un prigioniero)
  • La prima notte è la più dura. Su questo non c'è dubbio. Ti fanno restare nudo, come il giorno in cui sei nato, con la pelle bruciata e mezzo accecato da quella merda anti-pidocchi che ti sparano addosso. E quando ti mettono nella tua cella, e senti sbattere il cancello, allora capisci che è tutto vero. L'intera vita spazzata via in quel preciso istante. Non ti resta più niente, solo una serie interminabile di giorni per pensare. Molti novizi danno quasi i numeri la prima notte, e ce n'è sempre qualcuno che si mette a piangere. Succede ogni volta. L'unica domanda è: chi sarà il primo? È una cosa buona su cui scommettere, come ogni altra, credo. Io avevo puntato su Andy Dufresne. Mi ricordo la mia prima notte. Dio, quanto tempo è passato. (Red)
  • Hey! Non hai ancora conosciuto nessuno? Non puoi continuare a startene da solo. Tutti hanno bisogno di amici... e io vorrei tanto esserti amico. (Bogs Diamond a Andy)
  • Qui dentro sono tutti innocenti. (Red)
  • Bravo! Più lotti e più mi piace! (Bogs Diamond mentre tenta di stuprare Andy)
  • Stavamo lì seduti, il sole ci picchiava sulle spalle e ci sentivamo liberi. Era come se stessimo asfaltando il tetto di casa nostra, eravamo i signori dell'intero creato. Quanto a Andy, rimase tutto il tempo seduto in disparte, con uno strano sorriso stampato in faccia, e ci guardava bere le sue birre. Voi potreste pensare che lo fece per ingraziarsi i secondini, o magari per farsi qualche amico fra di noi; invece io penso che l'abbia fatto per sentirsi di nuovo come tutti gli altri, anche se solo per poco tempo. (Red)
  • Ancora oggi non so cosa dicessero quelle due donne che cantavano, e a dire la verità non lo voglio sapere. Ci sono cose che non devono essere spiegate. Mi piace pensare che l'argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole. Quelle voci si libravano nell'aria ad un'altezza che nessuno di noi aveva mai osato sognare. Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell'aria, e per un brevissimo istante tutti gli uomini di Shawshank si sentirono liberi. (Red)
  • O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. (Andy)
  • La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai. (Andy)
  • La cosa strana è che quando ero fuori ero un uomo onesto, dritto come una freccia. Qui in prigione sono diventato un diavolo! (Andy)
  • Io dico che queste mura sono strane: prima le odii, poi ci fai l'abitudine, e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato... È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno. (Red)
  • [Lettera d'addio] Miei cari amici, è incredibile come vadano veloci le cose qua fuori. Ricordo che una volta quando ero ragazzo vidi una macchina, ma adesso, sono dappertutto. Sembra che all'improvviso il mondo abbia una gran fretta. Il comitato per la libertà condizionata mi ha trovato una camera in un posto che si chiama "il birraio". E un lavoro: sono inserviente in un supermercato. È un lavoro duro. Io faccio del mio meglio ma le mani mi dolgono in continuazione. Al direttore non sono molto simpatico. Qualche volta, dopo il lavoro, vado nel parco e do da mangiare agli uccelli. A volte penso che anche Jake potrebbe venire lì, così, per farmi un saluto, ma non l'ho mai visto. Spero che dovunque si trovi stia bene e che si sia fatto nuovi amici. Ho qualche problema a prendere sonno la notte. Faccio spesso dei brutti sogni in cui cado nel vuoto, mi sveglio spaventato e a volte mi ci vuole un po' per ricordarmi dove sono. Magari dovrei comprarmi una pistola e rapinare il supermercato così mi rimanderebbero a casa; potrei sparare al direttore giacché ci sono, tanto per andare sul sicuro. Ma credo di essere troppo vecchio ormai per fesserie del genere. Non mi piace qui; mi sono stancato di avere paura in continuazione, così ho deciso di andarmene. Non credo che se la prenderà nessuno... A che serve un avanzo di galera come me? (Brooks)
  • E così esco dalla porta, capito? E sto portando il televisore così; è vecchio e grosso, e non riesco a vedere un accidente. A un certo punto sento la voce del carabiniere, "fermo ragazzo! Mani in alto!". E io sto lì immobile con questo catorcio di televisore in mano e la voce mi fa "hai sentito che cosa ho detto, ragazzo?"; e io rispondo "sì signore, ho sentito, ma se lascio cadere quest'affare, lei mi accuserà anche di distruzione di proprietà!" (Tommy Williams)
  • Non è finito niente. Niente! Altrimenti te la vedrai molto brutta d'ora in poi: niente più protezione dalle guardie, ti mando via da quell'albergo a camere singole e ti sbatto nella fossa dei sodomiti, sarà come essere violentati da un treno; e la biblioteca? Chiusa. La farò tornare un magazzino pieno di topi. Prepareremo un bel falò con tutti quei libri in cortile, si vedranno le fiamme per chilometri e ci danzeremo intorno come indiani selvaggi. Mi hai capito? Ti sono chiare le mie intenzioni?... Ti sembro insensibile? (Samuel Norton, rivolgendosi ad Andy)
  • Sai che dicono del Pacifico i messicani? Dicono che non ha memoria... (Andy a Red)
  • Andy Dufresne, che attraversò un fiume di merda e ne uscì fuori pulito e profumato. Andy Dufresne, diretto verso il Pacifico. Noi che lo conoscevamo bene, ne parlavamo spesso, e ne avevamo di cose da raccontare. Certe volte però ero triste pensando che Andy se n'era andato. Ma alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi e liberi devono essere. E quando volano via ti si riempie il cuore di gioia perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli. Anche se il posto in cui vivi diventa all'improvviso grigio e vuoto senza di loro. Il fatto è che il mio amico mi mancava. (Red)
  • È terribile vivere nella paura. Brooks Hatley lo sapeva. Lo sapeva anche troppo bene. Io voglio solo tornare dove le cose hanno un senso... dove non devo avere paura tutto il tempo. Una sola cosa mi trattiene: una promessa che ho fatto a Andy. (Red)
  • "O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire". Io ho scelto di vivere. E per la seconda volta in vita mia ho commesso un crimine: ho violato la libertà condizionata. Non credo che metteranno dei posti di blocco per questo, non per un vecchio come me. Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa. Credo sia l'emozione che solo un uomo libero può provare. Un uomo libero all'inizio di un lungo viaggio la cui conclusione è incerta. Spero di farcela ad attraversare il confine. Spero di incontrare il mio amico e stringergli la mano. Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni. Spero. (Red)
  • Caro Red, se leggerai questa lettera vorrà dire che sei uscito, e se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano. Ricordi il nome della città, vero? Zijuataneho. Mi servirebbe un uomo in gamba per aiutarmi nel mio progetto. Spero proprio che tu venga; c'è anche una scacchiera che ti aspetta. Ricorda, Red: la speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai. Spero che questa lettera ti trovi, e ti trovi bene. Il tuo amico Andy. (Andy, da una lettera a Red)

Dialoghi[modifica]

  • Detenuto: Ciao Red. Come va?
    Red: Un altro giorno, la stessa merda.
  • Andy: Un martello da roccia è lungo più o meno 20 cm e sembra un'ascia in miniatura. Te l'ho chiesto perché colleziono minerali. È il mio passatempo. Lo facevo fuori di qui e ora vorrei ricominciare, certo su scala ridotta.
    Red: O forse vuoi spaccare la testa a qualcuno con quel giocattolo.
    Andy: No, figurati. Non ho nemici qui dentro.
    Red: No? Aspetta a dirlo. Ho una sgradevole impressione. "Le Sorelle" ti hanno messo gli occhi addosso; specialmente Bogs.
    Andy: E immagino che non servirebbe a niente dirgli che non sono omosessuale, vero?
    Red: Non lo sono neanche loro. Quelli non fanno distinzioni, l'importante è che uno respiri. "Le Sorelle" prendono la gente con la forza, è il loro passatempo preferito. Se fossi in te, mi guarderei bene le spalle.
  • Red: Posso farti una domanda?...Perché hai ucciso?
    Andy: Sono innocente, Red. Come tutti quelli che sono qui... E tu perché sei finito dentro?
    Red: Perché ho ucciso, come te.
    Andy: Innocente?
    Red: ...L'unico colpevole di Shawshank.
  • Bogs Diamond [tirando fuori un cacciavite]: Adesso, mi sbottono la patta... e tu metterai in bocca quello che ti darò da mettere in bocca. E dopo che hai finito con me, farai lo stesso con Rooster; gli hai rotto il naso, credo che gli devi qualcosa.
    Andy: Qualunque cosa mi metti in bocca, la perdi.
    Bogs Diamond: No, forse non hai capito; se fai una cosa del genere, questo te lo infilo tutto in un orecchio.
    Andy: Va bene, ma dovresti sapere che con una lesione improvvisa al cervello, la vittima si mette a mordere con più violenza. Il riflesso del morso a volte è così forte che bisogna aprire le mascelle della vittima con un piede di porco.
    Bogs Diamond: ...Come sai queste stronzate?
    Andy: Le ho lette... Tu sai leggere, pezzo di merda?
    Bogs Diamond: Non dovevi... dire così. [prende a pugni Andy]
    Red [narrando]: Bogs non mise niente nella bocca di Andy, e nemmeno i suoi amici. Quello che fecero fu ridurlo quasi in fin di vita. Andy passò 2 settimane in infermeria... E Bogs passò una settimana nel buco.
  • Samuel Norton: Leggi la Bibbia, molto bene. Il tuo passo preferito?
    Andy: "Vigilate dunque, perché non sapete quando il padrone della casa arriverà".
    Samuel Norton: Marco 13/35. Anche a me è sempre piaciuto. Ma preferisco..."io sono la luce del mondo. Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".
    Andy: Giovanni, capitolo 8, versetto 12.
    Samuel Norton: Vedo che te la cavi con i numeri. Molto bene, io ammiro la gente abile.
  • Samuel Norton: Ti piace lavorare in lavanderia?
    Andy: ...No, signore. Non particolarmente.
    Samuel Norton: Forse possiamo trovare qualcosa di più..adatto, a un uomo con la tua istruzione.
  • Red: Ti stai facendo un po' di amici, vero Andy?
    Andy: No, non li chiamerei amici, quelli. Io sono solo un omicida che conosce il modo di fargli guadagnare un bel po' di soldi. Un giocattolo molto utile, nient'altro.
  • Andy: Che ne direste se chiedessi di ampliare la biblioteca?
    Floyd: Se devi chiedergli qualcosa, chiedigli un biliardo.
    Heywood: E come pensi di fare, voglio dire, per avere degli altri libri, signor Dufresne? Si può sapere?
    Andy: Chiederò dei fondi al direttore.
    Brooks: Oh, figliolo figliolo. Sono cambiati 6 direttori da quando sono qui, e ho imparato che esiste una legge immutabile e universale: non c'è niente al mondo di più stretto del culo di quei figli di puttana quando vai a chiedergli dei soldi.
  • Heywood [scegliendo i libri da mettere nella biblioteca]: "Il conte di Monte Crisco".
    Floyd: "Monte Cristo", deficiente. [Red ride]
    Heywood: Di Alessandro..Dum-ass..Due mazzi... [Red ride ancora]
    Andy: È francese. Sì, si legge Dumas. Sai di che parla? [Heywood è confuso] Ti piacerebbe. Parla di un'evasione.
    Red: Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio?
  • Andy [dopo due settimane nel buco]: C'era il signor Mozart a tenermi compagnia.
    Heywood: Perché, quelli ti hanno fatto portare un giradischi là dentro?
    Andy: [indica la sua testa] Ce l'avevo qui. [indica il suo cuore] E qui. È questo il bello della musica: nessuno..nessuno può portartela via. A voi la musica non fa lo stesso effetto?
    Red: Be', quando ero giovane mi divertivo con l'armonica. Ma ho perso interesse col tempo. Qui dentro poi che senso ha?
    Andy: È proprio qui dentro che la musica ha senso. Serve per non dimenticare.
    Red: Dimenticare?
    Andy: Sì, per non dimenticare che... che ci sono posti, a questo mondo, che non sono fatti di pietra..e che c'è qualcosa, dentro di te, che nessuno ti può toccare..né togliere, se tu non vuoi.
    Red: Ma di che parli?
    Andy: Di speranza.
    Red: Di speranza? Mettitelo bene in testa. La speranza è una cosa pericolosa. La speranza può far impazzire un uomo. Non c'è speranza qui dentro. Sarà meglio che ti ci abitui a quest'idea.
    Andy: ...Pensa a Brooks.
  • Samuel Norton: Ammettiamo per un secondo che questo "Bletch" esista davvero. Credi sul serio che verrebbe allo scoperto e direbbe "sì, confesso. Sono stato io a ucciderli [la moglie di Andy e il suo amante]. Oh, mi raccomando aggiungete un ergastolo alla mia condanna"?
    Andy: Non sarebbe necessario. Con la testimonianza di Tommy mi farebbero un nuovo processo. Anche se ci fosse una sola possibilità... come può essere così superficiale?
    Samuel Norton: Cosa?!...Come mi hai chiamato?
    Andy: Superficiale. O lo sta facendo apposta?
    Samuel Norton: Figliolo, non sai quello che stai dicendo.
    Andy: Ma non si rende conto? Il country club avrà tutti i vecchi cartellini, le sue buste paga, i moduli dell'ufficio di pernottamento...
    Samuel Norton: Dufresne, se hai voglia di continuare con queste fantasie sono affari tuoi! Io non ci voglio entrare.
    Andy: Se dovessi essere rilasciato, non direi mai quello che facciamo qui. Sono colpevole quanto lei per la sottrazione di quel denaro.
    Samuel Norton: Non ti permettere di parlare di quei soldi davanti a me! Hai capito, figlio di puttana?!? Né un questo ufficio, né da nessun'altra parte! [chiamando le guardie] Venite qui subito!
    Andy: Volevo solo tranquillizarla, nient'altro. Signore, io...
    Samuel Norton [alle guardie]: Mettetelo in cella di isolamento, un mese!
    Andy: Ma perché...?!?
    Samuel Norton: Levatemelo dai coglioni!
    Andy [portato via dalle guardie]: È l'unica possibilità che ho di uscire, l'unica! SI TRATTA DELLA MIA VITA! NON LO CAPISCE, È LA MIA VITA...!
    Samuel Norton: Portatelo via, portatelo via!
    Andy: È LA MIA VITA!
  • Red: Secondo me tu così ti fai del male, Andy. Insomma, questo è un sogno irrealizzabile; voglio dire, il Messico è più lontano della luna, tu sei qui, così stanno le cose.
    Andy: Sì, hai ragione; le cose stanno così. Il Messico è lontano e io sono qui dentro. Alla fine la scelta è molto semplice, davvero. O fai di tutto per vivere... o fai di tutto per morire.
  • Responsabile della riabilitazione: Ellis Boyd Redding, lei è stato condannato all'ergastolo nel 1927. Dopo 40 anni si sente riabilitato?
    Red: Riabilitato?...Dunque, mi lasci pensare. A dire il vero, non so cosa significa questa parola.
    Responsabile della riabilitazione: Be', vuol dire essere pronti a rientrare nella società e contribuire...
    Red: Lo so cosa signifca per lei, figliolo. Ma per me è solo una parola vuota. Una parola inventata dai politici, in modo che un giovane come lei possa indossare un vestito, una cravatta, e avere un lavoro. Che cosa volete sapere? Se mi dispiace per quello che ho fatto?
    Responsabile della riabilitazione: Sì, certo.
    Red: Non passa un solo giorno senza che io provi rimorso. Non perché sono chiuso qui dentro o perché voi pensate che dovrei. Mi guardo indietro e rivedo com'ero allora. Un giovane, stupido ragazzo che ha commesso un crimine terribile. Vorrei parlare con lui. Vorrei cercare di farlo ragionare, spiegargli come stanno le cose. Ma non posso. Quel ragazzo se n'è andato da tanto, e questo vecchio è tutto quello che rimane. E nessuno può farci niente. Riabilitato? Non significa un cazzo. Quindi scriva pure quello che vuole nelle sue scartoffie, figliolo, e non mi faccia perdere altro tempo. Perché, a dire la verità, non me ne frega niente.

Citazioni su Le ali della libertà[modifica]

  • Dialoghi ruvidi, forza bruta, claustrofobia, amicizia e inimicizia virile, gigantesco happy end: un film decisamente ben scritto, diretto e ben recitato. In cui contano il ritmo e la sintonia di grandi caratteristi accanto ai protagonisti. (Maurizio Porro)

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