Leon Battista Alberti

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Leon Battista Alberti (1404 – 1472), architetto, pittore, matematico, poeta, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano.

Leon Battista Alberti

Indice

[modifica] Citazioni di Leon Battista Alberti

  • Architettore chiamerò io colui, il quale saprà con certa, e maravigliosa ragione, e regola, sì con la mente, e con lo animo divisare; sì con la opera recare a fine tutte quelle cose, le quali mediante movimenti dei pesi, congiungimenti, e ammassamenti di corpi, si possono con gran dignità accomodare benissimo all'uso de gli homini. (da De Re Edificatoria)
  • Il libro su cui fu vergata l'intera scienza libraria invocava soccorso per non essere roso dal topo. Il topo se la rise. (da Apologhi)
  • Proprio voi detestate la solerzia delle mosche, incapaci e più che mai inetti, perché seguendo la loro regola filosofica non vogliono che siate in nessun caso oziosi? O pigri e oltremodo lenti, che persino coi suoi stimoli a stento la mosca riesce a spronarvi all'azione, imparate i buoni costumi dall'alacre mosca maestra di virtù!
Vosne solertiam muscarum odistis, improbi atque ineptissimi, quod pro suo philosophandi instituto vos esse non usquequaque otiosos velint? O segnes et tardissimi, quos vix stimulis ipsis ad opus musca excitet, discite bonos mores a prompta virtutis instructrice musca! (da Musca)
  • Solo è sanza virtù chi nolla vuole. (da Della famiglia, prologo)
  • [Sulla Cupola del Brunelleschi] Structura si grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire chon sua ombra tutti e popoli toscani. (dal De Pictura)

[modifica] Sentenze pitagoriche

[modifica] Incipit

In prima onora Dio immortale. Come dispone la legge tua, e in questo e in ogni vita segui e reverisci gl'instituti della patria tua con parole e con fatti.

Gratifica a' vicini; ama e' congiunti; onora e' maggiori. Degli altri fa che molti pregino la tua virtù, e fàtti amico chi sia più che gli altri virtuoso. Degli amici, chi meno gli cura, più ne ha bisogno. Dà di te modestia in gesti, mansuetudine in parole, utilitate in fatti, e acquisterai amici. Un piccolo errore de altrui non meriti che tu privi te stesso di cosa tanto rara, quanto è lo amico. Soffrisci adonque, e modera te stesso, persino che dove manca el potere, sia la necessità. Per fare una discordia, vi bisogna due. A perseverare in concordia, basta che uno de' due sia savio.

[modifica] Citazioni

  • Ieri passò, domani non ha certezza. Vivi tu adonque oggi.
  • La morte, inevitabile termine a chi venne in vita, mai fu inutile a chi mal vive, e mai dannosa a chi visse bene.
  • Gratissimo sacrificio a Dio, dolersi del mal fatto e rallegrarsi delle opere buone.
  • Ultimo, stima certo dell'animo tuo ch'ello è cosa divina e immortale.

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] De iciarchia

Io tornava dal tempio su alto di San Miniato dove parte per satisfare alla religione, parte per affermarmi a sanità, era mio uso non raro conscendere a essercitarmi. In via sul ponte presso all'Oratorio postovi da' nostri Alberti trovai Niccolò Cerretani e Paulo Niccolini, omini certo prudenti e moderati e a me benivolentissimi. Salutammoci insieme, e disse Niccolò: – A' prossimi dì passati le molte piove e la molestia de' venti ci tenne in casa e non potemmo visitarti. Oggi questo lieto sole ci piacque. Venavamo a te. Dissonci que' tuoi dove tu eri, ma ci parse tardi uscire lassù a ritrovarti. Però ci fermammo qui per aspettarti mirando questo fiume già molto escresciuto e 'nviato a crescere ancora più.

[modifica] Deifira

Leggetemi, amanti, e riconoscendo qui meco i vostri errori, diventerete o più dotti ad amare o molto più prudenti a fuggire amore. E se leggendo forse qualche sospiro o lacrima vi tiene, siavi conforto poi che altrui ancora pruova quel che voi leggete. Né sia chi stimi conoscere amore, se può tutto leggermi senza qualche poco sospirare; ancora sarà chi me leggerà lacrimando. Ma provate, amanti, e meco scorgete quanto in voi possa amore. E credo imparerete qualche utilità a vivere amati e pregiati da' vostri cittadini.

[modifica] Della famiglia

Repetendo a memoria quanto per le antique istorie e per ricordanza de' nostri vecchi insieme, e quanto potemmo a' nostri giorni come altrove cosí in Italia vedere non poche famiglie solere felicissime essere e gloriosissime, le quali ora sono mancate e spente, solea spesso fra me maravigliarmi e dolermi se tanto valesse contro agli uomini la fortuna essere iniqua e maligna, e se cosí a lei fosse con volubilità e temerità sua licito famiglie ben copiose d'uomini virtuosissimi, abundante delle preziose e care cose e desiderate da' mortali, ornate di molta dignità, fama, laude, autoritate e grazia, dismetterle d'ogni felicità, porle in povertà, solitudine e miseria, e da molto numero de' padri ridurle a pochissimi nepoti, e da ismisurate ricchezze in summa necessità, e da chiarissimo splendore di gloria somergerle in tanta calamità, averle abiette, gittate in tenebre e tempestose avversità.

[modifica] Della pittura

[modifica] Originale

De pictura his brevissimis commentariis conscripturi, quo clarior sit nostra oratio, a mathematicis ea primum, quae ad rem pertinere videbuntur, accipiemus. Quibus quidem cognitis, quoad ingenium suppeditabit, picturam ab ipsis naturae principiis exponemus. Sed in omni nostra oratione spectari illud vehementer peto non me ut mathematicum sed veluti pictorem hisce de rebus loqui. Illi enim solo ingenio, omni seiuncta materia, species et formas rerum metiuntur. Nos vero, quod sub aspectu rem positam esse volumus, pinguiore idcirco, ut aiunt, Minerva scribendo utemur. Ac recte quidem esse nobiscum actum arbitrabimur si quoquo pacto in hac plane difficile et a nemine quod viderim alio tradita litteris materia, nos legentes intellexerint. Peto igitur nostra non ut puro a mathematico sed veluti a pictore tantum scripta interpretentur.

[modifica] Traduzione

Scrivendo de pictura in questi brevissimi comentari, acciò che 'l nostro dire sia ben chiaro, piglieremo dai matematici quelle cose in prima quale alla nostra matera apartengano; e conosciutole, quanto l'ingegno ci porgerà, esporremo la pittura dai primi principi della natura. Ma in ogni nostro favellare molto priego si consideri me non come matematico ma come pittore scrivere di queste cose. Quelli col solo ingegno, separata ogni matera, mesurano le forme delle cose. Noi, perché vogliamo le cose essere poste da vedere, per questo useremo quanto dicono più grassa Minerva, e bene stimeremo assai se in qualunque modo in questa certo difficile e da niuno altro che io sappi descritta matera, chi noi leggerà intenderà. Adunque priego i nostri detti sieno come da solo pittore interpretati. [1]

[modifica] Ecatonfilea

A questi dì in villa per raffermarmi fiacco da quelle febbri, in quali alquanti dì prima era giaciuto, me essercitava saettando, ove tu, Nerozzo mio dolcissimo, fra gli altri quali io amo, mi venisti a mente, e ricorda'mi quanto cavalcando e in ogni virile destrezza teco me solea giovenetto molto essercitare. Desiderava per qualche pochi dì poterti storre da questi tuoi amori quali te, credo, tengono pur certo occupato. So io che ogni animo gentile amando tanto ama quanto e' può. Ma poi ch'io mi ravidi ogni cosa potere l'amante salvo che durare sanza spesso rivedere chi egli ama, diliberai per satisfare a' piaceri miei non volerti essere grave.

[modifica] Intercenali

Ho iniziato a raccogliere le mie Intercenali in piccoli libri, così che possano essere lette più facilmente mentre si mangia e si beve. Tu, carissimo Paolo, curi corpi malati come fanno tutti gli altri medici, con medicine amare che provocano anche disgusto, ma io, con i miei scritti, fornisco un modo per alleviare le malattie della mente, che produce riso e allegria. In tutte le mie Intercenali voglio che i miei lettori vedano come io abbia soprattutto voluto renderli partecipi della mia arguzia e abbia cercato argomenti adatti ad alleviare le loro più serie preoccupazioni.

[Leon Battista Alberti, Intercenali (Intercoenales), traduzione di Ida Garghella, Edizioni Scientifiche Italiane]

[modifica] Citazioni su Leon Battista Alberti

  • Leonbatista Alberti fu uno de' più grandi uomini di questo secolo, in cui si videro maravigliosamente congiunte quasi tutte le scienze. (Girolamo Tiraboschi, Vita di Leonbatista Alberti, 1804)

[modifica] Note

  1. Traduzione dello stesso autore.

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