Leo Ortolani

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Leo Ortolani

Leonardo Ortolani, meglio noto come Leo (1967 – vivente), fumettista italiano.

Indice

Citazioni di Leo Ortolani [modifica]

  • Ai lettori piace proprio il lato in stile "Simpson" del mio personaggio. (da un'intervista di Diego Del Pozzo[1])
  • [...] All'inizio La lunga notte dell'investigatore Merlo non era affatto ispirata a Casablanca, per il semplice motivo che non avevo ancora visto quel film! (da Suonala, Sam... suona ancora As time goes by... in La lunga notte dell'investigatore Merlo, Panini Comics, maggio 2001, pp. 6-7)
  • Cerco sempre di fare un numero di Rat-Man come se fosse l'ultimo. Per questo ci metto tanto, ho una mano continuamente attaccata ai testicoli. (da Uomini & Topi in Rat-Man Collection n. 53, Panini Comics, febbraio 2006, pp. 62-63)
  • Cosa potevo fare, da grande? Le strade erano due. O donavo gli organi, o facevo il fumettista.
    Il cuore l'aveva già preso mia moglie Caterina, il resto era da buttare.
    Così ho fatto fumetti. (da "Welcome to The Rock!", in Rat-Man: Vent'anni senza condizionale, ed. Panini Comics, aprile 2009, p. 6)
  • E allora via che si comincia a bussare. Toc! Toc! Una casa editrice dopo l'altra, sperando che qualcuno apra. Che qualcuno mi faccia entrare. "L'investigatore Merlo?" mi risponde al telefono la voce dell'editore della casa editrice Taldeitali. "Sì, in redazione lo hanno letto, lo hanno trovato molto divertente. Non ci interessa." Giuro, disse così. (da Toc! Toc! in Rat-Man Collection n. 50, Panini Comics, settembre 2005, p. 36)
  • Fin da bambino, la presenza alle chine di [Joe] Sinnott era per me garanzia di altissima qualità e riconoscevo il suo stile potente e al tempo stesso preciso e curato, che elevava la qualità delle storie al di sopra di quelle inchiostrate dagli altri, Dick Ayers, Chic Stone e Vince Colletta. (da Una bella cosa su Rat-Man Collection n. 52, Panini Comics, dicembre 2005, p. 57)
  • Giulia mi chiede se io odio i gatti. Perché vede che nelle storie sono trattati male da Rat-Man e allora le è venuto il dubbio. Quale dubbio, Giulia? Ma no, che non li odio! A me piacciono un sacco! Sanno di pollo! (risposta a una lettrice nell'angolo della posta di Rat-Man Collection n. 61, Panini Comics, luglio 2007, p. 62)
  • Mi sento prima di tutto un narratore. Per questo motivo, tutte le volte che ho scritto una storia, la considero già terminata; visto che con i disegni mi devo semplicemente divertire. (da un'intervista di Diego Del Pozzo[1])
  • Non so spiegare cosa significhi per me l'arte di Jack Kirby. Quando ho dei momenti di incertezza o di difficoltà faccio sempre lo stesso sogno: mi fermo in un'edicola e trovo delle splendide storie inedite dei Fantastici Quattro. (1995, citato in Andrea Plazzi, ...e lo chiamarono "IL RE", in Rat-Man Collection n. 33, Panini Comics, novembre 2002, p. 39)
  • Per me il marketing era quando mio babbo andava al supermercato e tornava con l'auto carica di tonnellate di cibo e suonava e tutti noi tre fratelli si andava giù ad aiutarlo a portare su le borse. Terzo piano senza ascensore. Però, fisicamente, a distanza di anni, facciamo ancora la nostra figura. (da "Welcome to The Rock!", in Rat-Man: Vent'anni senza condizionale, ed. Panini Comics, aprile 2009, p. 5)
  • Rat-Man potrebbe vivere benissimo di sole storie brevi, ma la sua vita non cambierebbe di una virgola e non è quello che ho in mente per lui! Io vorrei farlo crescere, caratterizzarlo in maniera sempre più accurata e portarlo a una naturale e convincente conclusione delle sue avventure. Per riuscire a farlo occorrono storie di respiro più ampio che devo necessariamente dividere in più puntate, storie in cui posso approfondire ogni lato del suo carattere grazie a un ritmo più lento rispetto alle storie di 24 pagine. Avremo così un Rat-Man non soltanto comico, ma a volte drammatico, a volte tenero, a volte odioso e insopportabile... (da Uomini & Topi in Rat-Man Collection n. 9, Panini Comics, novembre 1998, pp. 60-64)
  • Se in Venerdì 12 si parla di amori finiti, ne Gli intaccabili si parlerà di amori sognati, di ragazze irraggiungibili, di una leggendaria Vera Donna che, al pari di una creatura mitologica, qualcuno giura di essere stata vista una volta dal cugino che poi è morto. (da Dopo Venerdì 12... su Rat-Man Collection n. 40, Panini Comics, dicembre 2003, pp. 57-59)
  • Se volete sapere da dove vengono le battute di Rat-Man, guardatevi il film The Blues Brothers. Non il sequel, che lì il regista si è bevuto il cervello. Il primo, mitico film. Capirete tante cose sul mio modo di fare umorismo. (da Uomini & Topi in Rat-Man Collection n. 77 Panini Comics, marzo 2010, pp. 60-63)
  • [...] [Le meraviglie della natura] Sono acido puro! Maneggiare con cura e tenere lontano dagli episodi di South Park, potrebbe scioglierli. (da Uomini & Topi in Rat-Man Collection n. 18, Panini Comics, maggio 2000, pp. 58-62)
  • Una metafora è una figura retorica. Una figura retorica è quando ti suona il cellulare in chiesa. La solita figura retorica. (da "Welcome to The Rock!", in Rat-Man: Vent'anni senza condizionale, ed. Panini Comics, aprile 2009, p. 7)

Due figlie e altri animali feroci [modifica]

Incipit [modifica]

C'è un particolare, all'inizio di questa storia, che ricordo solo io.
Siamo in macchina, sto guidando, a fianco c'è Caterina, mia moglie, dietro ci sono la sorella di Caterina e suo marito, siamo giovani e belli, e ridiamo e scherziamo, e a un certo momento sento la mia voce che dice: «A me l'adozione non interessa».

Dieci anni dopo, mi sveglio in un fosso senza un rene e con due figlie colombiane.

Citazioni [modifica]

  • Io la fecondazione assistita me la sono sempre immaginata che sono tutti lì a guardare, mentre sei a letto con tua moglie, e intervengono continuamente: «Dai! Dai, muovi il bacino!» «Vai di gambe, gioco di gambe!» «Smarcati! Smarcati!» «Ma daaai! Ma nooo! Ma come si fa?!!» «Fallo!»
  • Quante volte, la vocina squillante di una delle due creature esclama: «YO ECIO PEO!» Che significa: «Ho mollato una brenza». Una brenza lo immaginate, cos'è, vero? Che hai in braccio la Johanna e senti come una vibrazione sull'avambraccio su cui è seduta. E non è arrivato un messaggio sul cellulare. È una brenza. E lesta, a sottolinearlo, con un'espressione di meraviglia e anche con una qual soddisfazione: «YO ECIO PEO!»
  • Stasera eravamo tutti piuttosto frizzi, a cena, che ci stava anche che corressero intorno al tavolo a darmi delle manate sulla schiena e io a dire: «Ora vi mangiooooo!» e però restavo seduto sulla sedia e le acchiappavo mentre passavano, mangiavo a una la gamba o la chiappa e via con l'altra. Che se non riuscivo a prenderle non c'era problema, venivano loro a farsi prendere, perché vuoi mettere il ridere a farsi mordere una chiappa? E io che passo giorni a cercare una battuta decente per fare Rat-Man. Basterebbe che passassi a casa di ogni lettore a mordergli una chiappa. Successone!

Explicit [modifica]

Vi racconto solo questa scena che un giorno mi sono immaginato. Che saluto tutti e vado in studio a lavorare, e la Lucy mi accompagna fino alla porta, bacio, bacio e poi chiude, CIAO CIAO CIAO. BUM! Chiude sempre come se fosse la portiera del suo camion, che si chiude male, devi fare forte. E poi, quando torno a casa, sono passati vent'anni, e mi viene ad aprire una signorina, e io vedo subito che è la Lucy, e si è fatta una bella ragazza, e mi sorride e mi chiede: «Come è andata papà? Hai scritto quel pezzo che ti avevano chiesto i due fratellini?» E io le dico...

PI!
PIRIPIRIPI!
PIRIPIRIPI!

Sono le sette e mezza.

Citazioni sul libro [modifica]

  • Avevo scritto quelle lettere per ricordare a Johanna e a Lucy, un giorno, che tra il febbraio e il primo aprile del 2010 la nostra vita era cambiata, ma Elisabetta [Elisabetta Albieri di Sperling & Kupfer] e Andrea [Plazzi] hanno pensato che poteva essere interessante anche per quelli che devono ancora andare in qualche Paese che ci fa paura, a prendere i loro, di figli. O stanno pensando di andarci. O stanno pensando comunque che andare in giro a cercare i figli è faticosissimo e a volte ci si dispera, e allora, magari, sorridere un po', non gli farebbe male. (Leo Ortolani, da un post sul suo sito)
  • Dalla Colombia Leo e Caterina tenevano informati gli amici e i parenti con mail bellissime e divertentissime su quello che succedeva tutti i giorni, e sui progressi con questi due animali strani e ferocissimi con cui cercavano di fare la conoscenza. Mail talmente belle e divertenti (e utili, se anche voi volete adottare degli anim... dei bambini) che anche un editore grande e importante come Sperling & Kupfer, dopo avere riso un sacco ha detto: "Be', io quasi quasi ci farei un libro. Tra l'altro, è il mio mestiere, quindi, Leo, se va bene a te..." (Andrea Plazzi)

[Leo Ortolani, Due figlie e altri animali feroci, Sperling & Kupfer, 2011. ISBN 978-8820051297]

Citazioni su Leo Ortolani [modifica]

  • Come sempre, Ortolani si conferma un autore dal background cinematografico ricco e affascinate, da cui attinge a piene mani per restituircene i personaggi dopo un inimitabile restyling. (Pier Giuseppe Fenzi[2])
  • Io e Leo siamo fatti per lavorare insieme. (Ade Capone)
  • Leo Ortolani è il più grande autore Marvel vivente. (Andrea Plazzi)

Fumetti [modifica]

Serie televisive [modifica]

Note [modifica]

  1. a b A tu per tu col più grande autore Marvel vivente, cfr. qui
  2. Jason e Phibes (i papà di Aldo?) in Venerdì 12 – Il risveglio, Special Events n. 44, agosto 2004, ed. Panini Comics

Altri progetti [modifica]

Leo Ortolani

Rat-Man: Rat-Man (serie televisiva) · Star Rats - Episodio I
Altre opere: La lunga notte dell'investigatore Merlo · Le meraviglie del mondo · Venerdì 12