Linguaggio

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Citazioni sul linguaggio e le lingue.

Citazioni[modifica]

  • Ad opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere mai prima esistita. (Konrad Lorenz)
  • Avverrà sempre che il linguaggio darà il massimo di sé quando si misurerà con l'inesprimibile. (Gerhard Ebeling)
  • Ciascuna lingua, sotto l'aspetto delle relazioni intellettuali, è un vocabolario di metafore sbiadite. (Jean Paul)
  • Ciò che chiunque voglia deliberatamente nascondere, sia solamente nei confronti degli altri, sia nei confronti di sé stesso, anche ciò che inconsciamente egli porta dentro di sé, viene svelato dal suo linguaggio. (Victor Klemperer)
  • Colui che non sa le lingue straniere, non sa nulla della propria. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • Come il cranio e il sangue, la lingua di un popolo non può essere cambiata secondo il volere di qualcuno e nemmeno «cammuffata». (Simion Mehedinți)
  • Come un'innumerevole moltitudine di chiese e monasteri, colle loro cupole, le loro guglie, le loro croci, è disseminata per la santa e pia terra di Russia; cosí un'innumerevole moltitudine di stirpi, di generazioni, di popoli si affolla, svaria e si agita sulla faccia della terra. E ciascun popolo, che porta in sé il pegno delle sue forze, riboccante di spirituali forze creatrici, di spiccate caratteristiche proprie, e di tutto quello che ha avuto in dono da Dio, ciascuno in maniera originale si differenzia dagli altri con un suo proprio linguaggio, nel quale, qualunque cosa esprima, riflette nel modo di esprimerla un lato dell'indole che gli è propria. Comprensione del cuore e saggia esperienza della vita impregnano la parola del britanno; scintilla di lieve eleganza e vanisce l'effimera parola del francese; ingegnosamente escogita il tedesco, non a tutti accessibile, la sua parola profonda e scabra. Ma non c'è parola che scocchi così d'impeto, così indomita, che prorompa così diretta dal cuore, che sia così ribollente e palpitante di vita, com'è la ben aggiustata parola russa. (Nikolaj Vasil'evič Gogol')
  • Credo che l'originalità del linguaggio, l'assoluta indipendenza delle idee e la volontà di aprirsi agli altri siano valide alternative ai Muri. Di qualsiasi tipo essi siano. (Krzysztof Penderecki)
  • Credo che sia molto importante usare un linguaggio semplice, piano e comprensibile. Il telegiornale vive di comprensibilità. Non leggere testi preconfezionati ci permette di essere (e di apparire) più diretti, quasi stessimo parlando con chi ci guarda da casa. (Cesara Buonamici)
  • Dietro una lingua ci sta una letteratura, e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (Luigi Russo)
  • - Ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? [...]
    - Ahm... Eh... Di... comunicare?
    - No! Di rimorchiare le donne! (L'attimo fuggente)
  • Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. (Vasilij Andreevič Žukovskij)
  • Gli uomini parlano lingue diverse e reciprocamente inintelligibili, perché il punto di riferimento e la norma divina, valevole per ogni uomo, per ogni tempo e per ogni condizione, sono venuti a crollare. (Carlo Gnocchi)
  • I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. (Ludwig Wittgenstein)
  • Il fatto che la nostra lingua degradi è spiegabile: si tratta di un patrimonio comune, ma il confronto con il passato ci dice che c'è stato un progresso rispetto a 30-40 anni fa, quando usavamo molto di più il dialetto, o rispetto al periodo postunitario, quando era circa il 10 per cento della popolazione a usare l'italiano; mentre ora che tutti lo parlano (fondandosi peraltro sul modello televisivo) qualche colpo all'eleganza è spiegabile. (Pietro Trifone)
  • Il linguaggio è l'abito del pensiero. (Samuel Johnson)
  • Il linguaggio è un essere vivente che abita in te, e se lo accarezzi e lo fai giocare ti dà felicità. (Giuliano Scabia)
  • Il linguaggio non è una cintura di castità, ma un mezzo per comunicare. (Ezra Pound)
  • Il linguaggio non si riferisce alla generalità dei concetti ma getta le basi di un possesso comune. (Emmanuel Lévinas)
  • Il linguaggio opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. (Jacques Lacan)
  • Il passato se si ha una forte creatività, può dire tutto. Non c'è linguaggio che in mano a una fantasia creativa, a una grande immaginazione, non si trasformi. (Salvatore Sciarrino)
  • Il pensiero concettuale è nato di pari passo con il linguaggio. (Konrad Lorenz)
  • Il potere, oggi, è di chi controlla la televisione: che crea le mitologie del momento, fortunatamente solo istantanee, non perenni. Le immagini trasmesse sono selezioni preventive, regie a effetto speciale: "realtà" che fanno dell'inganno il loro linguaggio. Come avverte Orwell, il linguaggio politico è un artificio per far sembrare vere le menzogne. È l'idea che affiora nei miei film, fin da Papà è in viaggio d'affari. (Emir Kusturica)
  • L'ultimo grido della moda universitaria sembra sia la rinuncia alle lingue nazionali. Tutto in inglese. Così, si dice, si attirano gli studenti stranieri e gli studenti locali fanno un percorso, da subito; internazionale. Sarà, ma qualcosa mi preoccupa. Adeguarsi a una lingua imperiale è un atto saggio e funzionale a molti scopi pratici. Ma così la tutela delle culture europee perde di senso, e il plurilinguismo non è una risposta. Le lingue sono l'essenza di tradizioni e culture: via le lingue, addio. (Giuseppe Galasso)
  • La civiltà dell'immagine in genere usa la lingua per formulare slogan e non ragionamen­ti. (Cesare Segre)
  • La creazione di un linguaggio genera di per sé una mitologia, perché creazione della lingua e creazione della mitologia sono funzioni correlate. (John Ronald Reuel Tolkien)
  • La forma elementare della comunicazione è il linguaggio. Non ho alcuna indulgenza per chi disprezza la lingua parlata. [...] Parlano molto di comunicare con gli altri, ma non si preoccupano per nulla di imparare la forma più elementare di comunicazione che è il linguaggio. Ci sono altri modi di comunicare oltre che passarsi una sigaretta di marijuana o scopare, e d'altronde mi auguro che si dedichino a questa seconda attività piuttosto che alla prima! (Joseph L. Mankiewicz)
  • La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto. (Aldo Busi)
  • La lingua esiste per servire il pensiero, non per esser conservata in un museo. (Ezra Pound)
  • Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. (Vasilij Andreevič Žukovskij)
  • Molti stati mentali complessi si trasmettono meglio con gesti che con frasi, mentre altri sembrano sottrarsi completamente al linguaggio verbale. I tentativi di comunicare sentimenti sottili o elusivi lasciano in tutti noi un senso di inadeguatezza del linguaggio. La poesia, dopo tutto, è un tentativo di trasmettere sentimenti, umori, stati d'animo, e persino pensieri che sono difficili da afferrare e che sembrano sfidare il linguaggio in prosa. E in effetti alcuni sentimenti eludono del tutto il linguaggio, e persino la poesia. L'arte e il silenzio cominciano là dove la parola ci abbandona. (Jeffrey Moussaieff Masson)
  • Nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero. (Jorge Luis Borges)
  • Nel linguaggio vi è solo debolezza. (Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad)
  • Nella vostra interlocuzione piú corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all'altro la sensazione che siete sempre lí, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi. (Jacques Lacan)
  • Non butterei tutta la responsabilità sui giovani perché il turpiloquio non è più appannaggio dei giovani. Però è vero: la parolaccia è brutta da sentire ma se diventa un intercalare comune si depotenzia. E quando poi vogliamo usare una parolaccia vera, che facciamo? È una zona di eversione del linguaggio che dovrebbe continuare a esistere — mentre i giovanilismi sono come i brufoli, poi passano: la lingua è in movimento, è un organismo vivo che si evolve. (Silvia Ballestra)
  • Non esistono linguaggi puri. Un linguaggio è vivo fin che è in evoluzione, fin che sa accogliere stimoli e aperture. Oggi invece le nostre orecchie sono sempre più chiuse, distratte, conformiste. (Salvatore Sciarrino)
  • Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo. (Carlos Ruiz Zafón)
  • Non posso considerare libero un essere che dentro di sé non nutra il desiderio di sciogliere i legami del linguaggio. (Georges Bataille)
  • Se Segre dice che c'è un'evoluzione nella lingua italiana, avrà certo le basi scientifiche per dirlo. Ma decidere che questa evoluzione è inopportuna, questa è un'opinione. (Giulio Mozzi)
  • Se non pos­siedi la struttura della tua lingua non sei in grado di imparare le altre, per que­sto le campagne a favore dell'inglese non hanno senso se non si legano a un miglioramento dell'italiano. (Cesare Segre)
  • Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all'utero della propria madre. (Italo Calvino)
  • Un linguaggio è un dialetto che possiede il suo esercito e la sua marina. (Max Weinreich)
  • Un fonarsi e un affonarsi continuo: la lingua è suono, concerto di brevi e di lunghe. I tempi danno il sentimento. Così, il disegno cominciò a formarsi piano piano per gemmazioni, sentivo che dovevo far accadere una discesa agl'inferi e misurarmi con l' altro mondo. (Giuliano Scabia)
  • Un populu | mittitulu a catina | spugghiatulu | attuppatici a vucca | è ancora libiru. || Livatici u travagghiu | u passaportu | a tavola unni mancia | u lettu unni dormi | è ancora riccu. || Un populu, diventa poviru e servu | quannu ci arrubbano a lingua | addutata di patri: è persu pi sempri. (Ignazio Buttitta)
Un popolo rimane libero anche se lo mettono in catene, se lo spogliano di tutto, se gli chiudono la bocca; un popolo rimane ricco anche se gli tolgono il lavoro, il passaporto, la tavola su cui mangia, il letto in cui dorme. Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua ereditata dai padri: allora sì, è perso per sempre!
  • Una lingua si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono ; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose ; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. (Cesare Cantù)
  • Una lingua universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere, di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua [...] uno scheletro, un'ombra di lingua, piuttosto che lingua veramente. (Giacomo Leopardi)

Proverbi italiani[modifica]

  • Chi parla due lingue è doppio uomo.
  • Chi conosce molte lingue, è lodato e amato da tutti.
  • Chi sa le lingue va in ogni dove.
  • Il latino è la lingua di cucina dei dotti.
  • L'uso nelle lingue è un tiranno.
  • La lingua è la colla dei popoli.
  • La lingua è la pittura del pensiero.
  • La lingua spagnola è la più amabile; quando il diavolo tentò Eva, le parlo in spagnolo.
  • La lingua unge e il dente punge.
  • Lingua senese in bocca pistoiese.
  • Lingua toscana in bocca romana.
  • Lingua uguale fa uguaglianza d'animo.
  • Lingue straniere, stranieri costumi.
  • Ogni lingua vale un uomo.
  • Per la lingua si langue.
  • Quattro lingue sono comuni nel mondo: mentire, bestemmiare, calunniare, prometter molto e dar poco.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]