Luís de Camões
Luís Vaz de Camões (pron. IPA /lu'iʃ vaʃ dɨ ka'mõj̃ʃ/; talvolta riportato come Camoens) (ca. 1524 – 1580), poeta portoghese.
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Incipit di I Lusiadi: poema [modifica]
Canto l'arme e i famosi cavalieri
Che sciolsero dal Tago armati legni,
E soldati magnanimi e nocchieri
Solcaro novi mar, fondaro regni,
E sott'astri d'incogniti emisferi,
Ciò che non era ardir d'umani ingegni,
Vinser nembi e procelle, e vider lieti
Correre l'aureo Gange in seno a Teti.
Né gli alti regi inonorati andranno.
Che per la fè di Cristo in campo usciti,
Dove regnava l'african tiranno
Casti costumi richiamaro e riti;
E quanti il patrio suolo ornato avranno,
O saggi in pace, o nelle imprese arditi,
Fian di robusti carmi altero segno,
Se venga al grande ardir pari l'ingegno
Taccia la fama intanto il greco Ulisse
E lui che pellegrino il Lazio tenne,
Sebben quei tante ondose vie s'aprisse,
Che de' venti stancate abbia le penne,
E questi a Roma i gran principj ordisse
Poiché d'ultrice dea l'ira sostenne;
Chè al lusitan valor, ch'io spargo in carte,
Cedon l'impero lor Nettuno e Marte.
Bibliografia [modifica]
- Luigi Camoens, I Lusiadi: poema, traduzione di A. Nervi, Edoardo Sonzogno editore, Milano, 1882.
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Opere [modifica]
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I Lusiadi (1572)