Lucio Battisti

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Lucio Battisti al Festival di Sanremo del 1969

Lucio Battisti (1943 – 1998), cantautore e musicista italiano.

Citazioni di Lucio Battisti[modifica]

  • [Rivolto a Maurizio Vandelli, dopo l'esibizione al Cantagiro 1968] A Maurì, nun me ferma più nessuno![1][2][3]
  • L'importante è comunicare con il pubblico. Il resto conta molto poco. Il guaio è che in Italia ci sono ancora troppi cantanti alla Claudio Villa.[4]
  • Ragazzo dal pubblico: Lucio, vorrei sapere se ti senti originale.
    Battisti: No, mi sento Lucio Battisti.[5]
  • Trovo i suoi testi [di Fabrizio De André] interessanti, ma piuttosto goliardici, tant'è vero che piacciono solo agli studentelli. La parte musicale poi è solo accompagnamento, mentre io ritengo che debba sempre avere il ruolo principale nelle canzoni.[6]
  • Ma che c'entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo.[6]
  • Paolo Villaggio: Preferiresti passare alla storia come cantante o come autore?
    Lucio Battisti: Come autore perché a tutt'oggi la mia attività più importante è quella di autore. Comunque preferisco non passare alla storia della musica.[7]
  • Paolo Giaccio: Ma guarda che veramente oggi si vede che sta molto in forma, Lucio!
    Lucio Battisti: No, non è che sto molto in forma, è che è un giorno qualsiasi, oggi![8]
  • [sull'album Anima latina] Già ne Il nostro caro angelo si avvertiva questa mia ironia verso il Lucio Battisti degli anni precedenti, questa demitizzazione, non per volontà suicida, non per autolesionismo, non per voler rinnegare, ma semplicemente per preparare il terreno all'azzeramento di una personalità monumentale, per azzerarla prima e successivamente umanizzarla al massimo, farla partecipare alla vita degli altri, conversare con gli altri per mezzo della musica [...] con cose vere, dette in mezzo agli altri in mezzo alla musica, non falsamente o ipocritamente modeste, solo uguali a quelle di tutti gli altri.[9]
  • [...] basti pensare a Picasso, a quello che ha significato la rottura, la provocazione dei primi esperimenti dell'artista, divenuti poi documenti, divenuti addirittura scuola, serviti da stimolo e apertura a nuove cose. Anche nella musica più elementare è utile fare oggi queste operazioni; nella musica contemporanea l'hanno già fatto, nel mondo delle canzoni, quello più vicino alle masse, quello più immediato, per la gente più semplice, ancora invece non è stato fatto, siamo ancora legati alla strofa, alla rima, sia pure, trattandosi di cantautori, di brani impegnati e ricchi di significato. Ma son sempre cose che si subiscono. Questa sudditanza dell'ascoltatore deve essere modificata [...][9]
  • Giornalista: Perché sei sempre di moda?
    Battisti: Perché me ne infischio delle mode.[10]
  • Mi sono reso conto che fare l'ermetico crea meno problemi, mentre invece parlare un linguaggio più semplice ti espone a maggiori possibilità di esser giudicato. Infatti più gente ti capisce e più hai potenziali giudici di ciò che fai. Ma questo mi è sembrato un rischio che vale la pena di correre: l'ermetico dorme sonni tranquilli, ha come unico giudice sé stesso visto che non è capito da nessuno.[11]
  • La vita è un contrasto di forze contrastanti.[12]
  • Ecco, l'ermetismo è una cosa che abbiamo individuato, come un fattore un po' di fuga, nel senso che è facile fare l'ermetico, tanto ho capito io e tu no.[13]
  • Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali. Devo distruggere l'immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso.[14]
  • Aho, io se volevo sudà facevo il minatore! [Osservando Zucchero in concerto][15]
  • Petruccio Montalbetti: Perché non si capisce più niente nei tuoi dischi?
    Lucio Battisti: I miei LP costano come quelli di Venditti ma io nei miei ci metto il cuore: siccome non costano di più non ci metto più le emozioni.[16]

Citazioni tratte dalle sue canzoni[modifica]

Lucio Battisti[modifica]

Etichetta: Ricordi, 1969.

  • Tu sei mia fino a quando gli occhi miei avran luce per guardare gli occhi tuoi... Innamorato! sempre di più, in fondo all'anima per sempre tu, perché non è una promessa ma è quel che sarà domani e sempre, sempre vivrà! (da Un'avventura)
  • Se non sai più cosa fare, puoi cantare. E così tu sarai uno in più, con noi... (da Uno in più)
  • Avere nelle scarpe la voglia di andare, avere negli occhi la voglia di guardare... E invece restare prigionieri di un mondo che ci lascia soltanto sognare, solo sognare... (da Prigioniero del mondo)
  • Nel mio silenzio anche un sorriso può fare rumore. (da Nel cuore, nell'anima)

Emozioni[modifica]

Etichetta: Ricordi, 1970.

  • Capire tu non puoi... Tu chiamale, se vuoi, emozioni... (da Emozioni)
  • Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore. (da Emozioni)
  • E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire dove il sole va a dormire. (da Emozioni)
  • E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me ma nella mente tua non c'è. (da Emozioni)
  • Solo, credevo di volare e non volo, credevo che l'azzurro di due occhi per me, fosse sempre cielo non è... posso stringerti le mani? Come sono fredde tu tremi, no, non sto sbagliando mi ami, dimmi che è vero... (Da Fiori rosa, fiori di pesco)
  • Ieri era oggi e oggi è già domani. (da Fiori rosa, fiori di pesco)
  • Quella sera ballavi insieme a me e ti stringevi a me. All'improvviso mi hai chiesto lui chi è, lui chi è. Un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso, il nostro amor dissolversi nel vento... Ricordo, sono morto in un momento. (da Mi ritorni in mente)
  • Un angelo caduto in volo, questo tu ora sei in tutti i sogni miei. Come ti vorrei... come ti vorrei... (da Mi ritorni in mente)
  • Ho visto un uomo che moriva per amore, ne ho visto un altro che più lacrime non ha. Nessun coltello mai ti può ferir di più di un grande amore che ti stringe il cuor. (da Dieci ragazze)
  • Vorrei sapere chi ha detto che non vivo più senza te. Matto! Quello è proprio matto perché forse non sa che posso averne una per il giorno, una per la sera... però quel matto mi conosce perché ha detto una cosa vera. (da Dieci ragazze)

Amore e non amore[modifica]

Etichetta: Ricordi, 1971.

  • Tu non sei molto bella, e neanche intelligente, ma non t'importa niente perché tu non lo sai. (da Una, lato A, n.° 3)
  • Io ti apro il mio cuore, tu fai finta di ascoltare, ed intanto guardi in giro: vuoi qualcosa da mangiare... (da Una, lato A, n.° 3)
  • Anche tu | ami tanto le banane, anche tu | ma però costan troppo le banane e perciò | questo nostro grande amore, | che sfortuna, oggi stesso finirà | per questioni vegetali di risparmio | ed anche di praticità. (da Supermarket, lato B, n.° 3)

Lucio Battisti vol. 4[modifica]

Etichetta: Ricordi, 1971.

  • La mia sincerità per rubare la sua verginità. (da Pensieri e parole)

Umanamente uomo: il sogno[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1972.

  • Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te. Le mie mani, come vedi, non tremano più e ho nell'anima, in fondo all'anima, cieli immensi e immenso amore, e poi ancora, ancora amore, amor per te... (da I giardini di marzo)
  • L'universo trova spazio dentro me, ma il coraggio di vivere, quello, ancora non c'è. (da I giardini di Marzo)
  • Non so con chi adesso sei, non so che cosa fai ma so di certo a cosa stai pensando... è troppo grande la città per due che, come noi, non sperano però si stan cercando. (da E penso a te)

Il mio canto libero[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1972.

  • Il fiume va. Guardo più in là: un'automobile corre e lascia dietro sé del fumo grigio e me, e questo verde mondo indifferente, perché da troppo tempo ormai apre le braccia a nessuno, come me che ho bisogno di qualche cosa di più che non puoi darmi tu. Ma un auto che va basta già a farmi chiedere se io vivo. (da L'aquila)
  • Ma come un'aquila può diventare aquilone? Che sia legata oppure no, non sarà mai di cartone! (da L'aquila)
  • Mi son svegliato solo, poi ho incontrato te, l'esistenza un volo diventò per me... (da Vento nel vento)
  • Se sei figlia della solita illusione è se fai confusione. (da Confusione)
  • Tu vorresti imbalsamare anche l'ultima più piccola emozione. (da Confusione)
  • Come può uno scoglio arginare il mare. Anche se non voglio, torno già a volare. Le distese azzurre e le verdi terre. Le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto, e poi ancora in alto con un grande salto. (da Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi)
  • Perché non mi volete? Forse con un altro mi scambiate: non feci mai del male. Mio padre è guardia comunale, mia madre lavora all'ospedale.
    Per questo tu non sei a noi uguale! (da Gente per bene e gente per male)
  • E, vista l'ora, gentile signora, ti possa accompagnare. [a una prostituta] (da Gente per bene e gente per male)
  • Nasce il sentimento | nasce in mezzo al pianto | e s'innalza altissimo e va | e vola sulle accuse della gente | a tutti i suoi retaggi indifferente | sorretto da un anelito d'amore | di vero amore. [Sul divorzio] (da Il mio canto libero)

Il nostro caro angelo[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1973.

  • Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante, e quasi sempre dietro la collina è il sole. (da La collina dei ciliegi)
  • Col dentifricio puro e trasparente dove ti fanno dire che illumina la mente, e mentre indossi un super super super reggiseno per casalinga tutta veleno. E mentre parli insieme a una semplice comparsa vestita da dottore, che brutta farsa! Ti fanno alimentare l'ignoranza fingendo di servirsi della scienza! [Si critica la pubblicità] (da Ma è un canto brasileiro)
  • Non puoi partecipare a quella storia dove racconti che la benzina quasi quasi quasi purifica l'aria, sarà al mentolo l'ultima scoria! Fotografata insieme a dei bambini che affidi al fosforo dei formaggini! (da Ma è un canto brasileiro)
  • Come prostitute che nella notte vendono un gaio cesto di amore che amor non è mai. (da Il nostro caro angelo)
  • Le rughe han troppi secoli oramai, truccarle non si può più. [a proposito della Chiesa cattolica] (da Il nostro caro angelo)
  • Non voglio entrare in mezzo all'invidia e la perfidia, non voglio stare a duellar fra gelosie, sporche dicerie e il bigottume delle dolci e care figlie di marie. E la politica del curato contro quella della giunta, tutti lì a vedere chi la spunta. No, no, io non ci sto... (da Le allettanti promesse)
  • Io non posso parlare solo di calcio e di donne, di membri lunghi tre spanne, non posso parlare di tutte le corna del droghiere, dell'ulcera doudenale del padre del salumiere non posso parlare! (da Le allettanti promesse)

Anima latina[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1974.

  • Che ne pensi, dimmi, di un uomo tanto stupido da crederti "sua"? (da Abbracciala abbracciali abbracciati)
  • L'amore è qualcosa di più del vino, del sesso che tu prendi e dai. (da Due mondi)
  • Ah, sarei una cosa tua? Amore, gelosia, amor di borghesia. Da femmina latina a donna americana non cambia molto, sai. (da Due mondi)
  • Troverai sul cammino fango e corruzione. E la voglia tu avrai di sdraiarti al suolo, per guardare come in un film i colombi in volo. (da Gli uomini celesti)
  • Ti diranno che il vento è il respiro di una donna... (da Gli uomini celesti)
  • Ma se tu rifiuterai di giocare all'attore forse un libro scriverai come libero autore, e tu forse parlerai di orizzonti più vasti... (da Gli uomini celesti)
  • Quando musica e miseria diventan cosa sola. (da Anima latina)
  • La gioia della vita, la vita dentro agli occhi dei bambini denutriti, allegramente malvestiti che nessun detersivo potente può aver veramente sbiaditi. (da Anima latina)
  • D'amor la terra è pregna, anche se gramigna nel seme, il seme ha dell'esclusività. (da Macchina del tempo)
  • E certamente parleranno di sindrome depressiva, o più semplicemente diranno che è morto un altro matto. Ma io avrò cercato solamente altrove quel contatto che qui non trovo, che qui non ho... (da Macchina del tempo)
  • I pazzi sono i saggi e viceversa ormai. (da Macchina del tempo)
  • Il senso della vita, confuso ed umiliato, si è perso oramai tra i fili di un tessuto di riti e paure, di rabbie e di preghiere. (da Macchina del tempo)
  • Siamo, siamo, siamo, siamo vivi e dobbiamo restarlo perché programmare una vita in un giorno vuol dire morire quel giorno con te. (da Macchina del tempo)

La batteria, il contrabbasso, eccetera[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1976.

  • Ho fame anch'io, e non soltanto di te. (da Ancora tu)
  • Ma lasciarti non è possibile. (da Ancora tu)
  • Resta solo il tuo profumo, il profumo della pelle, lo sfondo delle stelle, e un vago senso di dolore che scompare col respiro, col respiro del tuo amore. (da Dove arriva quel cespuglio)

Io tu noi tutti[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1977.

  • Amarsi un po' è come bere, più facile è respirare. (da Amarsi un po')
  • Dolcemente stanco, come un medico che ha operato fino al mattino. (da L'interprete di un film)
  • Come areoplani nella nebbia io e te disperatamente cerchiamo un campo di atterraggio in noi. (da Soli)
  • Sì, viaggiare, evitando le buche più dure... (da Sì, viaggiare)
  • Probabilmente il mio papà insieme a mia mamma, chi lo sa, desideravano non me ma un altro bambino. Un arrivato, un costruttore, un presidente da onorare, un uomo comunque da invidiare, un altro bambino. Eh no eh no, non è questione di cellule ma della scelta che si fa: la mia è di non vivere a metà. Io, comunque io, comunque vada... sia molto in alto che nella strada. (da Questione di cellule)

Una donna per amico[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1978.

  • E non studiarsi, ubriacarsi di fiducia per uscirne finalmente fuori. (da Aver paura d'innamorarsi troppo)
  • Può darsi che io non sappia cosa dico, scegliendo te – una donna – per amico. (da Una donna per amico)
  • Ma il mio mestiere è vivere la vita, che sia di tutti i giorni o sconosciuta. (da Una donna per amico)
  • Guarda lei, è proprio come ti vorrei. (da Al Cinema)

Una giornata uggiosa[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1980.

  • Andiamo via, via dai fantasmi, in fretta via da questi inutili spasmi lasciando qui i tormentosi masochismi che inventano, alla fine, una tristezza che non c'è. (da Gelosa cara)
  • L'odio feroce, l'odio ruggente, fa male dentro e brucia la mente, io ti capisco ne so qualcosa, esser civile come pesa. (da Gelosa cara)
  • Ma che colore ha una giornata uggiosa? Ma che sapore ha una vita mal spesa? (da Una giornata uggiosa)
  • Sogno di abbracciare un amico vero, che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro. (da Una giornata uggiosa)
  • Sogno [...] gente giusta che rifiuti di esser preda di facili entusiasmi e ideologie alla moda. (da Una giornata uggiosa)
  • Sogno il mio paese infine dignitoso; un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa; di non sognare la Nuovissima Zelanda per fuggire via da te, Brianza velenosa! (da Una giornata uggiosa)
  • Chissà chi sei? Chissà che sarai? Chissà che sarà di noi? Lo scopriremo solo vivendo... (da Con il nastro rosa)
  • Perché non sei una mela, con la buccia tutta lucida e croccante. (da Perché non sei una mela)
  • Grande amore mio, nato in Provincia, è con te che ora spezzo la lancia. (da Amore mio di Provincia)

E già[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1982

  • Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale, mostra a te stesso che non sei un vegetale, e per dimostrare che si può cambiare, sposta il confine di ciò che è normale. Bella giornata è questa qua, l'aria più fresca ti esalta già, il momento migliore per cominciare un'altra vita, un altro stile. (da Scrivi il tuo nome)
  • La musica è come l'amore, è un divertimento; quando si complica, invece, diventa un tormento, e dal piacere allora subentra la noia e davvero la noia. (da Registrazione)
  • Lo sai cosa è cattivo e cosa è buono, che cosa è brutto e cosa invece è bello? Quello che stabilisce il tuo cervello. (da Una montagna)
  • Dentro di noi c'è un libro bianco e nero che io mi fermo a leggere ogni tanto quando non son sicuro del sentiero, perché è lì che è scritto tutto quanto! (da Una montagna)
  • E già, che la verità è solo un'immaginazione, che una certezza propria non ha. Ti puoi avvicinare, e questo servirà, ma è sempre un'interpretazione, finché il contrario non accadrà. (da E già)
  • E il tuo rapporto con la verità: niente è definitivo per te, provi e riprovi, non ti fermi mai e intanto aggiungi, tagli e sintetizzi. (da E già)
  • Chiamala, risponderà chiamandola per nome. (da La tua felicità)

Don Giovanni[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1986.

  • In nessun luogo andai | per niente ti pensai | e nulla ti mandai per mio ricordo. (da Le cose che pensano)
  • Su un dolce tedio a sdraio amore ti ignorai. (da Le cose che pensano)
  • E tu dici ancora che non parlo d'amore | batte in me un limone giallo, basta spremerlo! (da Fatti un pianto)
  • Con lacrime salate agli occhi tuoi | ben condita amata t'ho. (da Fatti un pianto)
  • Il vero è | nella memoria | e nella fantasia. (da Madre pennuta)
  • Non penso quindi tu sei | questo mi conquista. (da Don Giovanni)
  • Cassiodoro Vicinetti, Olindo Brodi, Ugo Strappi, Sofio Bulino, Armando Pende Andriei Francisco Poimò. Tristo Fato, Quinto Grado, Erminio Pasta, Pio Semi, Ottone Testa, Salvo Croce, Facoffi Borza, Aldo Ponche (o Punch) (da Equivoci amici)
  • Piove con ghiaccia semplicità, con truci gocce dal bel luccichio. (da Il diluvio)
  • Un ingordo gorgo umido è l'addio. (da Il diluvio)

L'apparenza[modifica]

Etichetta: Numero Uno, 1988.

  • Ah come sono vivace, come uno che tace. (da Per altri motivi)
  • Un affetto non si prova, s'indossa direttamente. (da Per altri motivi)
  • Tutto è dimostrabile, soprattutto il contrario, con un'abile manipolazione dello scenario. (da Lo scenario)
  • Sapessi tu come me ne ricordi un'altra | della quale non ho alcun ricordo, | perché non avemmo motivi | nemmeno di disaccordo, | anzi come i lati | di un triangolo isoscele | non avemmo motivo di conoscerci. (da Per Altri Motivi)
  • Quindi facendo finta che non sai parlare, ti metti un dito in bocca, l'anulare; dirigi una quinta qualsiasi. (da L'apparenza)

La sposa occidentale[modifica]

Etichetta: CBS, 1990.

  • Non dobbiamo avere pazienza, ma accampare pretese intorno a noi. (da La sposa occidentale)
  • Come la ragione, perché con la ragione si sopravvive a tutto. (da I ritorni)
  • Si sopravvive a tutto per innamorarsi. (da I ritorni)
  • E i sogni si allontanano come i cavalli scossi, caduti i sognatori. (da I ritorni)
  • Amarsi è questo: escludere | d'essere i soli al mondo, | i soli ad esser soli amando, | sterminandola l'invincibile armata. (da I ritorni)
  • Ho stravisto per te, non so chi, non so che. (da Campati in aria)

Cosa succederà alla ragazza[modifica]

Etichetta: Columbia, 1992.

  • Si può tacere senza dare il silenzio come spiegazione. (da Ecco i negozi)
  • I minutini, gli attimi, gli instanti | tengono a bada tutti tutti quanti | ma le mezz'ore perse sono già funeste. (da I sacchi della posta)
  • L'amore è un gesto pazzo come rompere | una noce con il mento sopra il cuore. (da Però il rinoceronte)
  • Per lei un sovrano avrebbe rinunciato a nascere. (da Però il rinoceronte)
  • L'alba, la barba, la lanolina candida. (da Cosa succederà alla ragazza)

Hegel[modifica]

Copertina di Hegel

Etichetta: Numero Uno, 1994.

  • A volte essere nemici facilita. | Piacersi è così inutile. | Un bacio dai bei modi grossolani | sfuggì come uno schiaffo senza mani. (da Hegel)
  • Sul viso la sintassi | non ha imperio | non ha nessun comando. (da La voce del viso)
  • E per somigliarci a noi più che noi stessi, | ci vuole fermi che appena respiriamo | e mobili ogni tanto | come un tratto sicuro di matita. (da Estetica)
  • Di te in te stessa | l'attività assoluta | era una lotta contro la natura | che è dimessa al vento | succube alla furia. (da La bellezza riunita)
  • Ogni tuo gesto è compreso | in tutto quello che sa | di te stessa quel gesto. (da La bellezza riunita)
  • Chi teme la moda è immerso in essa comunque, e d'essa intriso come un cardo dal gambo reciso. (da La moda nel respiro)
  • Dici la via di mezzo ecco la via | quella percorsa dai ragazzi alteri | che vanno a divertirsi nei misteri | spiegabili perché non intralciati | dai cupi sedimenti dei passati. (da La moda nel respiro)
  • Con i freschi provvisori che soffiano | sotto i cuscini e tu li assalivi | con gli abbracci e le guance | giaciute con l'equatore | perché di te già cibata | non è di calore che hai bisogno | ma di un orgoglioso refrigerio. (da Almeno l'inizio)
  • Il posto è qui. | È qui quel lavorio | dell'erba simile al pensiero | che contiene nel vello | quell'orma del tuo corpo | ed uno stelo sconvolto | dal tuo gomito che avrebbe | dimenticato d'essere carnale | per non dimenticarlo in generale. (da Stanze come questa)

Singoli[modifica]

  • Un fiore in bocca può servire, sai | più allegro tutto sembra. (da La canzone del sole, 1971)
  • Mi hai detto: diventa un uomo medio americano e tu, tu più civile sarai. Cosa diverrò, giuro, non lo so... (da Elena no)
  • Io non conosco quel sorriso sicuro che hai, non so chi sei, non so più chi sei, mi fai paura oramai! (da La canzone del sole, 1971)

Inediti[modifica]

  • Sogno un mio volteggio umano, da gabbianone. (da Gabbianone)

Per altri[modifica]

Citazioni di canzoni scritte da Lucio Battisti e interpretate da altri cantanti/gruppi.

  • Perché l'amore sai, l'amore sai, non si può fermare mai. E quando arriva tu non puoi, soprattutto tu non vuoi andare via da lui... (da Hey ragazzo)
  • Ah, l'amore, questo folle sentimento... (da Questo folle sentimento)
  • Mio padre mi ha lasciato un'eredità speciale: un barile di idee sotto il sale. (da Prima e dopo la scatola)
  • Potrei crederci ma l'istinto mio non mente. [...] Uomo libero che vivi nella mia mente, prima e dopo la scatola non c'è niente. (da Prima e dopo la scatola)
  • Sui rami e sul tuo corpo indugia il tempo... Ti senti grande, eterno per un istante. (da Aeternum)

Citazioni su Lucio Battisti[modifica]

  • A quei tempi anche la musica contribuiva a turbarci: Lucio Battisti ci cantava «Dieci ragazze per te possono bastare...», e lo diceva proprio a noi che c'eravamo sempre dovuti accontentare di sei-sette ragazzi, ovvero l'indispensabile per fare una partita a pallone in cortile! (Giobbe Covatta)
  • Aveva colto il momento politico dell'epoca e il pericolo dell'involuzione che avrebbe portato ai nostri giorni. [...] fu il riferimento di tante generazioni giovanili del Msi, in contrapposizione ai cantautori che, negli anni Settanta, foraggiati dal sistema politico, avevano seminato nelle giovani generazioni i germi di tutti gli aspetti deteriori della odierna società. (Pino Rauti)
  • Battisti è grande perché riesce a "musicarmi". A togliere dai testi di ogni brano la "mia" musica e a metterci la sua. (Pasquale Panella)
  • [a proposito del brano Emozioni] È una cosa straordinaria, unica! (Pete Townshend)
  • Della musica leggera italiana mi piace tutto quello che ha fatto Lucio Battisti. (David Bowie)
  • Fra noi c'era una grandissima stima reciproca, una stima esagerata. Io pensavo che lui fosse un musicista straordinario, lui pensava che io fossi un grande poeta. (Mogol)
  • Ho amato molto le sue canzoni e il suo desiderio di vivere appartato. (Indro Montanelli)
  • Il mio cantante preferito è di gran lunga Lucio Battisti. (David Bowie)
  • Lucio colpisce solo esistendo. Non faceva nulla per colpire, anche da solo con la chitarra. (Mogol)
  • La prima volta che mi sono davvero sentito un cantante è stato quando, con un microfono in mano e una chitarra davanti, ho strimpellato l'intero repertorio di Lucio Battisti. Lui è la musica leggera, in Italia. (Vasco Rossi)
  • Nella sua musica c'è qualcosa che ricorda Puccini. (Luciano Pavarotti)
  • Non sono stati i mass media a far resuscitare il mito Battisti. Ma il suo mito a far risuscitare i mass media. (Gigi Proietti)
  • Quando Lucio Battisti usciva con un suo album faceva a tutti noi un grosso favore. Perché i suoi erano dei capolavori, quindi tu, con il tuo prodotto, dovevi cercare di non essere troppo scarso. Lucio lo ha fatto per anni. Poi ha prodotto dischi più raffinati e un po' meno accessibili, ma è giusto che un artista cresca, anche perché con lui cresce il pubblico. Quando alla gente dai solo cazzate, non puoi imputare al pubblico di comprare solo cazzate. Un pubblico educato recepisce anche prodotti un po' più complessi. Magari non subito, ma basta dargli tempo. (Renato Zero)

Note[modifica]

  1. Rai - Videosera: A proposito di Lucio Battisti, testimonianza di Maurizio Vandelli, 1980
  2. Canale 5 - Cavalcarono insieme 2, testimonianza di Maurizio Vandelli
  3. Gianfranco Salvatore - L'arcobaleno - storia vera di Lucio Battisti - pagina 104
  4. Marcello D'Antoni, Intervista polemica con Lucio Battisti. «Canto i motivi che mi piacciono. L'opinione del pubblico non mi interessa.»,in Sogno n.° 28, 13 luglio 1969
  5. Speciale per voi, secondo canale RAI, 2 giugno 1970
  6. a b Da Tino Roberti, Io sono un rullo compressore, Gaber un triciclo, in Oggi n. 37, 15 settembre 1970.
  7. RAI - Programma radiofonico Formula uno, 1971
  8. RAI, Per voi giovani, puntate dal 3 al 7 gennaio 1972
  9. a b Renato Marengo, Siamo ancora legati alla strofa e alla rima, in Ciao 2001, 1 dicembre 1974
  10. Gherardo Gentili, Me ne infischio delle mode, in Tv Sorrisi e Canzoni, 3 dicembre 1978
  11. Aldo Bagli, «Ho scoperto il lavoro d'équipe», Ciao 2001 n.° 43, 29 ottobre 1978, pag. 23-25. Consultabile anche su Francesco Mirenzi, Battisti talk, Coniglio editore, terza edizione (2009), pag. 290-296.
  12. Intervista alla radio svizzera di lingua italiana – Giorgio Fieschi, 18 maggio 1979
  13. Intervista alla radio svizzera di lingua italiana – Giorgio Fieschi, 18 maggio 1979
  14. Pino Casamassima, Lucio Battisti – il mio canto libero, frase riportata nel retrocopertina
  15. Gianfranco salvatore – L'arcobaleno – Storia vera di Lucio Battisti vissuta da Mogol e gli altri che c'erano, pagina 233
  16. Pensieri e parole, Rete 4, 2004 – testimonianza di Petruccio Montalbetti

Bibliografia[modifica]

  • Lucio Battisti (testi di Pasquale Panella), Hegel, Edizioni Musicali Aquilone, 1995.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]