Lucio D'Ambra

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Lucio D'Ambra, pseudonimo di Renato Eduardo Manganella (1880 – 1939), accademico d'Italia, scrittore, autore drammatico, giornalista e regista italiano.

  • Ci sarebbe stato da rabbrividire se l'esperienza non avesse insegnato che, come altro è parlar di morte altro è morire, così per l'uomo di Stato, fortunatamente, altro è esporre le sue idee e altro è metterle in pratica. Tanto è vero che tutti gli uomini politici quando parlano dal loro banco di deputati, sono dissimili ; e tutti gli uomini di Stato, quando parlano dal banco del Governo, si rassomigliano. Talché se non sempre la legge è uguale per tutti, le leggi sono sempre uguali. (da La rivoluzione in "sleeping-car", p. 264)

Incipit di alcune opere[modifica]

Il romanzo di Abbazia[modifica]

Davanti ad Abbazia stesa ridente nel sole mattutino, due colpi ai vetri nella finestra del primo piano:
– Ci sei?
– Ci sono
Tu m'aimes?
Je t'adore.
Nello spiazzo sotto le finestre la bionda ungherese apre larghe le braccia, come un bianco gabbiano del golfo che spalanchi le ali. E il giovane Arciduca, pantalone nero, tunica candida ad alamari dorati, appare in piedi sul davanzale della finestra:
– Sei bella così, vestita di luce, o ambasciatrice del sole. E non ho pazienza, per raggiungerti, di fare le scale. Prendimi. Volo a te per le vie dell'aria. Hop là!

La Commedia a Pontassieve[modifica]

– Voi, uomo celebre.
La frase cadde così, nel giuoco della conversazione graziosamente polemica, dalle labbra della bella signora che si divertiva a punzecchiare, quella sera, dopo pranzo, su la terrazza della villa, l'insolita taciturnità del glorioso direttore d'orchestra, Alfredo Veneziani. La frase non finì, ché lo scatto del musicista la tagliò alla terza parola:
– Celebre?...Lasciatemi in pace, cara signora... Celebrità: vana parola... Chi è celebre veramente a questo mondo, in questo mondo immenso che noi vediamo sempre chiuso nel breve cerchio abitudinario di mille persone solite al nostro commercio più immediato?... Celebre! Chi è veramente celebre?... Se mi guardo attorno, per l'esperienza che ho della celebrità, io vedo celebre veramente, veramente su le labbra di tutti, solo chi è stato nello stomaco di tutti, cioè gli inventori delle più illustri pillole digestive, lassative o ricostituenti... Al di fuori di questi chimici fortunati non v'ha al mondo vera celebrità... L'universalità della conoscenza non va oltre lo specifico di ottava pagina... Tutt'il resto è illusione, è nostra pretenziosa e vana illusione...

La rivoluzione in "sleeping-car"[modifica]

Coloro che amano definire gli oggetti creati dall'industria degli uomini per la comodità del genere umano, rilevando con una certa segreta ironia la contraddizione di opposti ufficii cui quelli oggetti sono di sovente destinati, affermano che il letto serve agli uomini così per nascervi come per morirvi. Queste nuove memorie che io comincio a scrivere dimostreranno che una cabina di sleeping-car può servire a portare oltre confine un re deposto da un moto rivoluzionario come può anche servire a riportare in patria un re in esilio e restaurato sul trono da quel moto rivoluzionario a ritroso che prende il nome di controrivoluzione. Ma, come il letto serve a molte altre cose oltre che a nascervi e a morirvi, uno sleeping-car serve a molte altre persone che traversano il mondo senza per questo dovere, com'è proprio dei Sovrani, attraversare anche la Storia.

Bibliografia[modifica]

  • Lucio D'Ambra, Il romanzo di Abbazia, A. Mondadori, Milano 1937.
  • Lucio D'Ambra, La Commedia a Pontassieve, Edizioni dei Dieci, Sapientia – Roma, 1928.

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