Ludwig Wittgenstein

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Ludwig Josef Johann Wittgenstein (1889 – 1951), filosofo austriaco.

[modifica] Citazioni di Ludwig Wittgenstein

  • Anche se il risultato della filosofia è semplice, non può esserlo il metodo per arrivarci. La complessità della filosofia non è quella della sua materia, ma del nostro intelletto annodato. (da Osservazioni filosofiche, Einaudi)
  • La stupida aspirazione all'eleganza è una delle cause principali per cui i matematici non comprendono le loro proprie operazioni; ossia: l'incomprensione e quell'aspirazione sgorgano da una sorgente comune. (da Grammatica filosofica)
  • La vita di conoscenza è la vita che è felice nonostante la miseria del mondo. (da Quaderni 1914-1916, nota del 13 agosto 1916, Einaudi)
  • Non necessariamente chi conosce una proposizione matematica conosce qualcosa. (da Osservazioni sopra i fondamenti della matematica)
  • Quando, ad esempio, sento le espressioni ammirate che per secoli sono state dedicate a Shakespeare da grandi uomini, non posso sottrarmi al sospetto che quelle lodi siano state solo convenzionali. (citato in George Steiner, Una lettura contro Shakespeare, in Nessuna passione spenta, p. 57)
  • Se (la matematica) ci insegna a contare, perché non ci insegna anche a confrontare i colori? (da Osservazioni sopra i fondamenti della matematica)
  • Un tizio [Godfrey H. Hardy?] allarga il dominio della matematica: dà nuove definizioni e trova nuovi teoremi – e, da un certo punto di vista, si può dire che non sa quello che fa. Immagina vagamente di aver scoperto qualcosa simile a uno spazio (e a questo punto si pensa a una stanza), di aver aperto un nuovo regno, e se gli si chiedesse qualcosa al proposito direbbe una gran quantità di cose insensate. (da Osservazioni sopra i fondamenti della matematica)

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  • Anche i pensieri talvolta cadono immaturi dall'albero.
  • Chi è soltanto in anticipo sul proprio tempo, dal suo tempo sarà raggiunto.
  • Come si può per tutta una vita viaggiare nello stesso piccolo paese e credere non vi sia nulla fuori di esso!
  • Dopo aver guardato un temporale, alla domanda "quante gocce di pioggia hai visto?" la risposta più adatta è "molte": non che il numero preciso non esista, ma non lo si può conoscere.
  • Essere buoni con chi non ti ha caro richiede non solo molta benevolenza ma anche molto tatto.
  • Gli animali vengono verso di noi, se li chiamiamo per nome. Esattamente come gli uomini.
  • Giusto e interessante non è dire: questo è nato da quello, ma questo potrebbe essere nato così.
  • Il linguaggio è un labirinto di strade, vieni da una parte e ti sai orientare, giungi allo stesso punto da un'altra parte e non ti raccapezzi più...
  • In filosofia si deve scendere nell'antico caos e ivi sentirsi a proprio agio.
  • In logica non ci possono essere sorprese.
  • L'ambizione è la morte del pensiero.
  • L'enigma non esiste. Se una domanda può essere posta in modo compiuto, allora le si può anche trovare risposta.
  • La filosofia non è una mera teoria ma un'attività concreta.
  • La matematica è un metodo logico... Le proposizioni matematiche non esprimono alcun pensiero. Nella vita non è mai una proposizione matematica ciò che ci serve, ma usiamo le proposizioni matematiche solo per dedurre a partire da proposizioni che non sono matematiche altre che ugualmente non appartengono alla matematica.
  • La tragedia consiste in questo: che l'albero non si piega ma si spezza.
  • Le nostre più grandi stupidaggini possono essere sagge.
  • Le parole sono azioni.
  • Le possibili domande scientifiche hanno avuto una risposta, ma i nostri problemi vitali non sono ancora neppure stati toccati.
  • Nella filosofia odierna troviamo tutte le teorie infantili, ma senza quell'aspetto accattivante proprio di ciò che è infantile.
  • Nella vita, come nell'arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio.
  • Nessuna confessione religiosa ha tanto peccato per abuso di espressioni metafisiche quanto la matematica.
  • Non c'è un metodo della filosofia, ma ci sono metodi; per così dire differenti terapie.
  • Non ci devono mai essere sorprese nella logica.
  • Non temer mai di dire cose insensate! Ma ascoltale bene, quando le dici.
  • O inventare nuovi usi per le parole, usi talvolta assurdi, per aiutare ad allentare la stretta delle forme abituali del linguaggio.
  • Possiamo presentare spazialmente un fatto atomico che contraddica le leggi della fisica, ma nessuno che contraddica le leggi della geometria.
  • Può suonare troppo semplice ma si può dire che la differenza fra magia e scienza consiste in questo, che esiste un progresso nella scienza ma non nella magia. La magia non ha una direzione di sviluppo che le sia intrinseca.
  • Riposare sui propri allori è altrettanto pericoloso che riposare su una slavina. Ti appisoli, e muori nel sonno.
  • Se nella vita siamo circondati dalla morte, così anche nella salute dell'intelletto siamo circondati dalla follia.
  • Sentiamo dire, sempre e continuamente, che il matematico lavora con l'istinto (o magari che non procede meccanicamente, al modo di un giocatore di scacchi) ma non riusciamo a percepire che cosa questo abbia a che fare con la natura della matematica.
  • Tutto ciò che la filosofia può fare è distruggere idoli. E questo significa non crearne di nuovi.
  • Tutto ciò che può essere detto, può essere detto chiaramente.
  • Un nuovo vocabolo è come un seme fresco gettato nel terreno della discussione.
  • Un trattato di filosofia potrebbe benissimo essere composto da battute umoristiche.
  • Una confessione deve far parte della tua nuova vita.
  • Vi sconsiglio vivamente di diventare filosofi accademici. Tra loro la tentazione del pensiero fasullo è diffusissima.

[modifica] Pensieri diversi

  • Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere.
  • Ciò che è stracciato, stracciato deve rimanere.
  • Con i miei numerosi segni d'interpunzione in realtà io vorrei rallentare il ritmo della lettura. Perché vorrei essere letto lentamente.
  • Gli interrogativi scientifici possono, sì, interessarmi, ma mai avvincermi davvero. Solo gli interrogativi concettuali ed estetici possono farlo.
  • Il concetto de 'il bello' ha creato qualche danno.
  • Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una preposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la preposizione.
  • Il mio scopo è diverso da quello dell'uomo di scienza, il corso del mio pensiero è diverso dal suo.
  • Il talento è una fonte da cui sgorga acqua sempre nuova. Ma questa fonte perde ogni valore se non se ne fa il giusto uso.
  • In arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buono del non dire niente
  • In nessuna confessione religiosa si è tanto peccato per abuso di espressioni metafisiche quanto nella matematica.
  • Io non posso fondare una scuola perché, in realtà, non voglio essere imitato. In ogni caso non da coloro che pubblicano articoli in riviste di filosofia.
  • Io penso effettivamente con la penna, perché la mia testa spesso non sa nulla di ciò che la mia mano scrive.
  • Nella corsa della filosofia vince chi sa correre più lentamente. Oppure: chi raggiunge il traguardo per ultimo.
  • Scrivo quasi sempre soliloqui. Cose che mi dico a quattr'occhi.
  • Sono io soltanto incapace di fondare una scuola oppure nessun filosofo può farlo?

[modifica] Tractatus logico-philosophicus

  • Il mondo è tutto ciò che accade. (proposizione 1)
  • Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose. (p. 1.1)
  • Il mondo è determinato dai fatti e dall'essere essi tutti i fatti. (p. 1.11)
  • Ché la totalità dei fatti determina ciò che accade, ed anche tutto ciò che non accade. (p. 1.12)
  • I fatti nello spazio logico sono il mondo. (p. 1.13)
  • Il mondo si divide in fatti. (p. 1.2)
  • Una cosa può accadere o non accadere e tutto l'altro restare eguale. (p. 1.21)
  • Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose. (p. 2)
  • Noi ci facciamo immagini dei fatti. (p. 2.1)
  • L'immagine presenta la situazione nello spazio logico, il sussistere e non sussistere di stati di cose. (p. 2.11)
  • L'immagine è un modello della realtà. (p. 2.12)
  • Agli oggetti corrispondono nell'immagine gli elementi dell'immagine. (p. 2.13)
  • Gli elementi dell'immagine sono rappresentanti degli oggetti nell'immagine. (p. 2.131)
  • L'immagine consiste nell'essere i suoi elementi in una determinata relazione l'uno all'altro. (p. 2.14)
  • L'immagine è un fatto. (p. 2.141)
  • Un'immagine vera a priori non v'è. (p. 2.225)
  • L'immagine logica dei fatti è il pensiero. (p. 3)
  • «Uno stato di cose è pensabile» vuol dire: Noi ce ne possiamo fare un'immagine. (p. 3.001)
  • La totalità dei pensieri veri è un'immagine del mondo. (p. 3.01)
  • Il pensiero contiene la possibilità della situazione che esso pensa. Ciò che è pensabile è anche possibile. (p. 3.02)
  • Non possiamo pensare nulla d'illogico, ché altrimenti dovremmo pensare illogicamente. (p. 3.03)
  • Non: "Il segno complesso 'aRb' dice che a sta nella relazione R a b", ma: Che "a" stia in una certa relazione a "b", dice che aRb. (p. 3.1432)
  • Il pensiero è la proposizione munita di senso. (p. 4)
  • La totalità delle proposizioni è il linguaggio. (p. 4.001)
  • L'uomo possiede la capacità di costruire linguaggi, con i quali ogni senso può esprimersi, senza sospettare come e che cosa ogni parola significhi. – Cosí come si parla senza sapere come i singoli suoni siano emessi. Il linguaggio comune è una parte dell'organismo umano, né è meno complicato di questo. È umanamente impossibile desumerne immediatamente la logica del linguaggio. Il linguaggio traveste i pensieri. E precisamente cosí che dalla forma esteriore dell'abito non si può concludere alla forma dei pensiero rivestito; perché la forma esteriore dell'abito è formata per ben altri scopi che quello di far riconoscere la forma del corpo. Le tacite intese per la comprensione del linguaggio comune sono enormemente complicate. (p. 4.002)
  • Tutta la filosofia è «critica del linguaggio». (p. 4.0031)
  • La filosofia non è una delle scienze naturali. (La parola «filosofia» deve significare qualcosa che sta sopra o sotto, non già presso, le scienze naturali.) (p. 4.111)
  • Scopo della filosofia è la chiarificazione logica dei pensieri. La filosofia è non una dottrina, ma un'attività. Un'opera filosofica consta essenzialmente d'illustrazioni. Risultato della filosofia non sono «proposizioni filosofiche», ma il chiarirsi di proposizioni. La filosofia deve chiarire e delimitare nettamente i pensieri che altrimenti, direi, sarebbero torbidi e indistinti. (p. 4.112)
  • La proposizione è un funzione di verità delle proposizioni elementari. (La proposizione elementare è una proposizione elementare di sé stessa.) (p. 5)
  • I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. (p. 5.6)
  • La logica riempie il mondo; i limiti del mondo sono anche i suoi limiti. Non possiamo dunque dire nella logica: Questo e quest'altro v'è nel mondo, quello no. Ciò parrebbe infatti presupporre che noi escludiamo certe possibilità, e questo non può essere, poiché altrimenti la logica dovrebbe trascendere i limiti del mondo; solo cosí potrebbe considerare questi limiti anche dall'altro lato. Ciò, che non possiamo pensare, non possiamo pensare; né dunque possiamo dire ciò che non possiamo pensare. (p. 5.61)
  • La forma generale della funzione di verità è: [P, ξ, N(ξ)]. Questa è la forma generale della proposizione. (p. 6)
  • La logica non è una dottrina, ma un'immagine speculare del mondo. La logica è trascendentale. (p. 6.13)
  • La matematica è un metodo logico. Le proposizioni della matematica sono equazioni, dunque proposizioni apparenti. (p. 6.2)
  • La proposizione della matematica non esprime un pensiero. (p. 6.21)
  • Tutte le proposizioni son d'egual valore. (p. 6.4)
  • Il senso del mondo dev'essere fuori di esso. Nel mondo tutto è come è, e tutto avviene come avviene; non v'è in esso alcun valore – né, se vi fosse, avrebbe un valore. Se un valore che ha valore v'è, dev'esser fuori d'ogni avvenire ed essere-cosí. Infatti ogni avvenire ed essere-cosí è accidentale. Ciò che li rende non-accidentali non può essere nel mondo, ché altrimenti sarebbe, a sua volta, accidentale. Dev'essere fuori del mondo. (p. 6.41)
  • È chiaro che l'etica non può formularsi. L'etica è trascendentale. (Etica ed estetica son uno.) (p. 6.421)
  • I fatti appartengono tutti soltanto al problema, non alla risoluzione. (p. 6.4321)
  • D'una risposta che non si può formulare non può formularsi neppure la domanda. L'enigma non v'è. Se una domanda può porsi, può pure aver risposta. (p. 6.5)
  • Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto una risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure toccati. (p. 6.52)
  • Vive eterno colui che vive nel presente. (p. 6.4311)
  • Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere. (p. 7)

[modifica] Citazioni su Ludwig Wittgenstein

  • Una certa aria di misticismo l'avevo già sentita nel suo libro, ma sono rimasto sconcertato nello scoprire che è diventato un mistico, nel senso pieno del termine. Legge autori come Kierkegaard e Angelus Silesius e sta valutando seriamente l'idea di farsi monaco. (da una lettera di Bertrand Russell a proposito del suo discepolo Wittgenstein, citata da Brian McGuinness in Wittgenstein. Il giovane Ludwig)

[modifica] Bibliografia

  • Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, a cura di G. Henrik von Wright e M. Ranchetti, Adelphi, Milano, 1980.
  • Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, a cura di Amedeo G. Conte, Einaudi, Torino, 1964.

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