Luigi Baldacci

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Luigi Baldacci (1930 – 2002), critico letterario italiano.

  • La musica che si fa e si consuma oggi è in massima parte roba da pattumiera, ma d'altro canto il nulla nobile ed eroico della musica moderna si lascia sostituire in maniera massiccia dalla musica ottocentesca. (da Ottocento come noi. Saggi e pretesti italiani)
  • [Bartolo Cattafi] La sua poesia ha qualcosa delle combustioni di Burri o delle blasfeme solitudini di Bacon. (citato in Corriere della sera, 20 gennaio 2007)
  • Tra le cose che non hanno capito le nostre sinistre – l'equivoco più tragico – è quello di aver creduto a una progressività del mondo arabo. (citato in Alberto Vigevani, la civiltà delle lettere, Corriere della sera, 31 marzo 2009)
  • ... così come in quasi tutte le opere della Valduga, il rigido schema metrico, costituito dall'alternarsi obbligato di rime e misure sillabiche, serve all'autrice per poter incanalare la piena sensuale che traspare dalle sue composizioni poetiche e per attenuare il suo lessico estremamente crudo ed erotico. (in Nota introduttiva a Patrizia Valduga, Medicamenta e altri Medicamenta, Collezione di poesia, Torino, Einaudi, 1989 ISBN 8806116185)
  • La Valduga... ha fatto sua la crisi di linguaggio della poesia moderna. Non è un poeta in crisi, ma un poeta che parla con la crisi, servendosene. E nessuno ha colto, come lei, la situazione di impossibilità che ha lasciato dietro di lei il discorso di Montale: non perché fosse impossibile dire meglio, dire di più, ma perché è ormai impossibile dire qualcosa con quelle parole. In questa camera carceraria... sono ammessi ancora dei giochi; ma il più importante non è quello erotico: è quello di chi si diverte a ritagliare il linguaggio degli altri, a lavorare di forbicine e colla. ... non so trovare o vedere, oggi, un linguaggio poetico che sia più linguaggio di questo (in Nota introduttiva a Patrizia Valduga, Medicamenta e altri Medicamenta, Collezione di poesia, Torino, Einaudi, 1989 ISBN 8806116185)

Ottocento come noi. Saggi e pretesti italiani[modifica]

  • Dopo aver annunciato al suo tempo il crepuscolo degli dei, Wagner fu il vero problema del Novecento e non bastò Stravinskij a raddrizzare il timone perché in Wagner c'era una perentorietà del negativo che incarnava meglio il moderno: la consapevolezza, dimostrata nella radice linguistica della sua musica, che tutte le rette confluivano a un punto solo, il nulla in cui è inghiottito Tristano [Opera di Wagner].
  • Nell'Ottocento è avvenuto il grande scollamento, la grande divaricazione tra l'autore e il pubblico, ma la sua lingua di base è anche l'unica che si sia continuato a parlare.
  • È Pirandello, coi Vecchi e i giovani, a chiudere la partita sulla giustizia e sull'ingiustizia politico e sociale: il resto sarà populismo, da Silone a Jovine. Ma l'Ottocento, che del populismo fu il secolo, trasmise anche messaggi ambigui; e si torna a Verga, la cui ambiguità, appunto, fu fraintesa da Vittorini come reazionaria.

[Luigi Baldacci, Ottocento come noi. Saggi e pretesti italiani, Rizzoli, 2003]

Citazioni su Luigi Baldacci[modifica]

  • Critico rigoroso e al tempo stesso inventivo, capace di grandi immagini suggestive che fanno pensare a colui che per molti aspetti può essere considerato il suo predecessore, Giacomo Debenedetti, Baldacci lascia un' eredità di cui ancora dobbiamo valutare fino in fondo l'importanza e che risulterà indispensabile per la comprensione della letteratura negli ultimi decenni. (Giovanni Raboni)

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