Luigi Bernardi

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Luigi Bernardi (1953 – 2013), editore, scrittore, saggista, sceneggiatore e critico fumettistico italiano.

  • È arida la scienza quando si mette a spiegare perché le madri uccidono i loro bambini, scheletrica quando delinea quadri clinici sempre più circostanziati, inutile quando non sa prevedere il gesto fatale. È arida, scheletrica, inutile, ma forse lo stesso necessaria. (da Il male stanco, Zona)
  • E il pensiero va alla povera signora Armida. Dopo l’ultimo dissesto del terreno non riesce più a chiudere la finestra della camera da letto. È inverno e fa freddo, l’abbiamo vista con i nostri occhi la signora Armida tappare alla bell’e meglio le fessure con strisce di spugna e, prima di mettersi a letto, infilarsi un vecchio maglione di lana, lo stesso che il suo defunto marito indossava quando usciva all’alba per andare a funghi con gli amici del dopolavoro. (da Crepe, Il maestrale, 2013)
  • Gregorio pensa che non ci sia niente di male a non volersi confondere con gli altri, a mantenere una distanza di sicurezza da chi pretenderebbe di avvicinarsi troppo. Il prossimo non lo si deve per forza amare, non è il primo che lo pensa, non sarà l’ultimo. In lui quest’attitudine è arrivata ad acquisire risvolti anche fisiologici. A ogni vicinanza indesiderata la pelle della faccia comincia a macchiarsi, la fronte a sudare, le ginocchia a vibrare. Il mestiere l’ha scelto di conseguenza: è anatomopatologo. La prossimità dei corpi morti non ha lo stesso effetto di quelli vivi, non lo disturbano, gli lasciano liberi i pensieri, li rendono sconfinati, come ogni volta senza limite è il desiderio di spingerli oltre. (da Crepe, Il maestrale, 2013)
  • La città non si emoziona, le città non si emozionano mai, come fossero fatte della stessa pietra fredda che chiude le sue case. La città non si emoziona, neppure oggi che i presupposti ci sarebbero tutti. [...] La città non si emoziona, la città sono i cittadini, e i cittadini hanno ormai l’abitudine di farsi gli affari propri, ognuno dentro un confine personale, sempre più stretto, ogni giorno più inviolabile. (da Crepe, Il maestrale, 2013)



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