Luigi Blanch

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Luigi Blanch (1784 – 1872), economista, politico, storico e militare italiano.

  • L'opera che cerchiamo far conoscere [Sull'Istoria della filosofia antica di Enrico Ritter], per la nobiltà de' sentimenti, per l'elevatezza delle idee, per la chiarezza dell'esposizione, è una di quelle che hanno il raro vantaggio di servire di consolazione e di conforto quando da generale calamità si è afflitto, e di confermarci nella differenza che passa tra I'inerte fatalismo che i Musulmani ci oppongono, e l'attiva rassegnazione che il cristianesimo c'impone. (da Sull'Istoria della filosofia antica di Enrico Ritter, tradotta in francese da Tissot citato in Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti, vol. XVI, Anno VI, Tipografia Flautina, Napoli 1837)

Incipit di Della scienza militare[modifica]

Idee generali intorno alla scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale[modifica]

Volendo pubblicare alcune idee sulla scienza militare, crediamo utile anzi indispensabile esporre innanzi ogni cosa il metodo piú atto a seguire in questo lavoro, a fine di renderlo piú chiaro ai lettori. E perché abbiamo in animo di scrivere non solamente pei militari ma bensí per coloro che attendono all'altre scienze, stimiamo sia d'uopo far noto il rapporto e il collegamento che la scienza della quale trattiamo ha colle altre. Ad ottener questo fine conviene risolvere le seguenti quistioni:
1. La disposizione alla guerra nasce forse dalla nostra natura ovvero dalla corruttela di essa?
2. Quai sono le relazioni che passano tra lo stato sociale e la scienza bellica?
3. In che modo la scienza bellica si lega alle arti e alle scienze i cui progressi costituiscono la civiltá di un popolo? Indispensabile è dessa per conservare?
4. Giova forse a sviluppare l'intelletto e la volontá?

Delle differenze tra la scienza militare degli antichi e quella de' moderni[modifica]

Avendo nel primo nostro discorso dichiarato i legami che ha la scienza militare con le altre tutte, mostreremo ora in questo le differenze di essa scienza tra' vari popoli in tempi diversi. E perché la piú chiara ed esatta distinzione si è quella fra antichi e moderni, cosí riserbando ad altro luogo il parlar d'altre cose attinenti all'arte della guerra, terremo qui ragionamento dei caratteri particolari i quali separano le usanze guerriere degli antichi da quelle de' popoli moderni, e dimostreremo come tali differenze risultino dallo stato civile e dalla istruzione scientifica delle nazioni.

Della scienza della guerra nel medio evo e delle sue relazioni con le altre scienze e con lo stato sociale[modifica]

Il medio evo, considerato come un'èra di distruzione e di rinnovazione, è una delle epoche piú importanti dell'istoria dell'umanitá.
In effetto quale spettacolo piú atto a risvegliar la meditazione che la distruzione successiva dell'antico mondo? La quale vedesi compiere per lo spazio di piú secoli nelle leggi del pari che nei costumi, sí nelle istituzioni come nelle credenze, tanto nelle idee quanto nelle passioni; e scorgiamo poi questi elementi scomposti dell'antico ordine fondersi coi nuovi e preparare un sistema di progressiva civiltá che fa l'orgoglio della presente Europa e ch'è la piú bella pagina degli annali della specie umana.

Della scienza della guerra e delle sue correlazioni con le altre scienze e con lo stato sociale dalla scoverta della polvere fino al suo risorgimento sotto Nassau e Gustavo Adolfo[modifica]

Il periodo che ci siamo proposti di trattare in questo discorso comprende lo spazio di tempo trascorso fra 'l 1350 e 'l 1560, cioè tra la scoverta della polvere ed il rinascimento dell'arte militare in un modo piú compiuto. Il carattere di questo periodo differisce da quello dell'antichitá ove segnalammo la diversitá grande che interveniva tra le nazioni, e da quell'epoca distruggitrice dell'antica civiltá e del lento risorgimento della nuova che nel medio evo riconoscemmo.

Delle relazioni della scienza della guerra colle altre scienze e con lo stato sociale nel periodo compreso tra il 1555 e il 1648, vale a dire tra l'abdicazione di Carlo quinto e la pace di Westfalia[modifica]

Per tre principali caratteri si distinguono i diversi periodi della storia dell'umanitá.
1. Quei periodi che hanno un sistema sociale quasi compiuto per l'armonia delle sue parti e una durata corrispondente al tempo necessario per alterarne gli elementi e le proporzioni e per esaurire i risultamenti che ne derivano.
2. Quelli che a questi succedono, nei quali è un interno lavoro, una sorda lotta tra i bisogni, i sentimenti, le idee ed i costumi che hanno corso il loro tempo e quelli che germogliano e tendono a svolgersi e dominare. Epoche vaghe e incerte il cui marchio è il non averne alcuno, perché transitorie di loro natura: in esse esistono contemporaneamente l'elemento antico e 'l moderno che lottano insieme, il primo destinato a perire, ma che sembra ancor forte, l'altro a trionfar destinato. Non pertanto senza una sagace e laboriosa osservazione, sfugge allo sguardo comune se la vittoria sará dal lato di ciò che resiste o da quello di ciò che invade.
3. I periodi che a questi vengon dietro tanto nell'ordine dei tempi che in quello delle idee, ove la lotta non è piú tenebrosa ma a campo aperto, ove le dottrine e gli uomini si urtano, ove il nuovo trionfa ed il vecchio, condannato alla sorte passiva di una retroguardia destinata a perdere uomini e spazi, ritarda la sua disfatta non per trionfare ma per ritardare il trionfo de' suoi avversari.

Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle scienze e collo stato sociale dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz[modifica]

L'epoca di cui imprendiamo a trattare in questo discorso comprende lo spazio di tempo che va dal 1648 al 1718, cioè dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz. È questa l'epoca in cui l'èra moderna sviluppasi compiutamente e si veste di tutti i caratteri che le corrispondono; per il che essendo semplice tutto ciò ch'è compiuto, si potrá questa epoca riassumere e quasi comprendere sotto una sola denominazione, la quale sará: «secolo di Luigi decimo quarto».

Dello stato della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e le arti e con lo stato sociale dal trattato di Passarowitz del 1718 alla rivoluzione francese del 1789[modifica]

Il principio conservatore delle societá risiede nel loro movimento progressivo. L'esame della nostra esistenza individuale e l'esame di quello delle societá in generale dimostrano compiutamente l'asserto. In effetto come si conserva la vita dell'individuo? Mercé di una serie di trasformazioni costanti, lente, insensibili, che segnano i periodi tutti che percorriamo dalla infanzia all'etá decrepita fino alla nostra distruzione, la quale teologicamente e filosoficamente può considerarsi come una piú alta e compiuta trasformazione.

Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale dal 1789 al congresso di Vienna nel 1815[modifica]

I movimenti delle umane societá per compire i misteriosi fini della provvidenza divina s'operano continuamente, ma non si manifestano cosí chiaramente a tutti se non che in certe epoche, in cui tutte le trasformazioni lentamente e quasi insensibilmente operate nel corso dei secoli si riassumono in un grave avvenimento, che non crea ma rivela bensí e mette in luce quella serie di modificazioni che il corpo sociale subiva, e le presenta nel loro insieme cosí coordinate nei metodi come determinate nello scopo.

Intorno ai rapporti della scienza bellica colle scienze, le lettere, le arti e lo stato sociale, considerati sotto un aspetto generale dall'antichitá fino ai dí nostri[modifica]

Nei precedenti discorsi abbiamo avuto per iscopo l'indicare moltiplici rapporti che si scovrono tra le scienze belliche, le scienze tutte e lo stato sociale. In quest'ultimo ci proponiamo di trattare le tre seguenti quistioni:
1. Se vi esistano rapporti, e quali sieno, tra la guerra considerata come fatto sociale e come scienza, e la letteratura e le belle arti.
2. In quale categoria di scienze possa andar compresa la guerra considerata come scienza, se in quella delle esatte o in quella delle approssimative. Quale sia il metodo piú adattato per l'insegnamento di essa, determinato il carattere che scientificamente considerata assume. In ultimo quanta sia l'importanza dello studio teorico in una scienza tutta di applicazione pratica.
3. Quali sieno le veritá che risultano dall'insieme del nostro lavoro sull'importanza della scienza, e quali perfezionamenti sia questa capace di ricevere dallo stato attuale dello scibile e della societá[1].

Note[modifica]

  1. La natura delle relazioni di cui parliamo in questa quistione non è ai nostri sguardi la stessa di quella che abbiam dimostrato esistere tra l'arte della guerra e le scienze tutte e della quale ci siamo occupati negli anteriori discorsi. Non pretendiamo punto dimostrare che i progressi delle arti della pace sieno stati per cosí dire paralleli e coordinati a quelli delle arti della guerra. Non è sotto l'aspetto puramente intellettuale che noi consideriamo questi rapporti, ma sotto quello piú particolare de' sentimenti eccitati dalle une ed espressi ed esternati dalle altre. Ben vediamo che un metodo di esprimere de' sentimenti eccitati da un avvenimento qualunque, una volta che sia trovato, può servire ad esprimerne degli altri totalmente diversi. Allora pare che il metodo non abbia alcun rapporto col primo sentimento espresso, e chi volesse parlare di quel primo rapporto caderebbe in una apparente contraddizione. A noi basta ricordare a questo proposito per giustificare il nostro assunto in questa quistione la sentenza di Dante, che credette la poesia non poter toccare il suo apice se non che quando avrebbe parlato di armi, materia di altissimo canto.

Bibliografia[modifica]

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