Luigi Valli

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Luigi Valli (1879 – 1930), critico letterario, docente universitario italiano.

Incipit de Il linguaggio segreto di Dante e dei «Fedeli d'amore»[modifica]

Quando la mia interpretazione della Croce e dellʹAquila, nella quale si risolvevano tutti i più ostinati problemi del simbolismo della Divina Commedia, fu compiutamente delineata e i consensi quasi unanimi di quelli che la conobbero mi ebbero fatto certo di aver posto un caposaldo sicuro per la conoscenza del pensiero segreto di Dante[1], io mi trovai dinanzi due quesiti.
1. In quale rapporto si trova la dottrina segreta della Croce e dellʹAquila, nascosta nella Divina Commedia, con il pensiero delle altre opere di Dante e specialmente con il pensiero così nebuloso e oscuro della Vita Nuova e di alcune canzoni?
2. Questo pensiero segreto di Dante era veramente il pensiero di un solitario, affidato a formule che nessuno doveva penetrare o era un pensiero che qualcuno, consapevole delle profonde idee del poeta, in qualche modo iniziato ad esse, compagno e partecipe delle sue lotte, doveva intendere per trarne conforto e speranza?

Note[modifica]

  1. Vedasi per questa interpretazione (riassunta nel presente volume al capitolo sulla Divina Commedia) Valli, Il segreto della Croce e dellʹAquila nella Divina Commedia, Bologna 1922; Valli, La chiave della Divina Commedia. Sintesi del simbolismo della Croce e dellʹAquila, Bologna 1926; Valli, Note sul segreto dantesco della Croce e dellʹAquila, in «Giornale dantesco», vol. XXVI, quad. 4, vol. XXVII, quad. 1, vol. XXVIII, quad. 3, vol. XXIX, quad. 4.

Bibliografia[modifica]

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