Madame de Staël
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Anne Louise Germaine de Staël (1766 – 1817), scrittrice francese di origini svizzere.
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Citazioni di Madame de Staël [modifica]
- Chiunque prevede in politica il domani eccita la collera di quanti non concepiscono altro che la giornata che passa.[1]
- Dovrebbero a mio avviso gl'italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a' loro cittadini.[2]
- Havvi oggidì nella Letteratura italiana una classe di eruditi che vanno continuamente razzolando le antiche ceneri, per trovarvi forse qualche granello d'oro: ed un'altra di scrittori senz'altro capitale che molta fiducia nella lor lingua armoniosa, donde raccozzano suoni vôti d'ogni pensiero, esclamazioni, declamazioni, invocazioni, che stordiscono gli orecchi, e trovan sordi i cuori altrui, perché non esalarono dal cuore dello scrittore. Non sarà egli dunque possibile che una emulazione operosa, un vivo desiderio d'esser applaudito ne' teatri, conduca gl'ingegni italiani a quella meditazione che fa essere inventori, e a quella verità di concetti e di frasi nello stile, senza cui non ci è buona letteratura, e neppure alcuno elemento di essa?[2]
- Il Colosseo, la più bella rovina di Roma, termina il nobile recinto dove si manifesta tutta la storia. Questo magnifico edificio, di cui esistono solo le pietre spoglie dell'oro e de' marmi, servì di arena ai gladiatori combattenti contro le bestie feroci. Così si soleva divertire e ingannare il popolo romano, con emozioni forti, quando i sentimenti naturali non potevano più avere slancio.[3]
- L'uomo volgare scambia per follia il disagio di un'anima che non respira in questo mondo abbastanza aria, abbastanza entusiasmo, abbastanza speranza.[4]
- Nella vita non esistono che gli inizi.[5]
- Quando una nobile vita si è preparata per la vecchiaia, quello che rivela non è il declino ma i primi giorni dell'immortalità.[6]
Incipit di Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni [modifica]
Trasportare da una ad altra favella le opere eccellenti dell'umano ingegno è il maggior benefizio che far si possa alle lettere; perchè sono sì poche le opere perfette, e la invenzione in qualunque genere è tanto rara, che se ciascuna delle nazioni moderne volesse appagarsi delle ricchezze sue proprie, sarebbe ognor povera: e il commercio de' pensieri è quello che ha più sicuro profitto.
Note [modifica]
- ↑ Da Considérations sur les principaux événements de la Révolution française, Parigi, 1818.
- ↑ a b Da Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni.
- ↑ Da Corinne, 1807, in Lettere a E. G. Lambert, Mosca, 1915.
- ↑ Da La Germania, libro XIII, cap. IV, 1810.
- ↑ Citato in Corriere della Sera, 15 luglio 2006.
- ↑ Citato in Focus, n. 115, pag. 170.
Bibliografia [modifica]
- Madame de Staël, Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni, traduzione di Pietro Giordani, in Biblioteca italiana, gennaio 1816.
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Opere [modifica]
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Corinna o l'Italia (1807)