Magda Szabó

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La tomba di Magda Szabó

Magda Szabó (1917 – 2007), scrittrice ungherese.

Incipit de L'altra Ester[modifica]

Avrei voluto venire prima, ma ho dovuto aspettare Gyurica e tu sai che non è mai puntuale. Aveva detto che sarebbe venuto alle nove, ma erano già le undici passate quando l'ho visto entrare nella casa. Tutti prendono Gyurica per un propagandista o un rappresentante di riviste, nonostante la valigetta da dottore che porta in mano. Si è fermato in mezzo al cortile e ha strizzato gli occhi, cercava la porta numero 39. L'avevano chiamato lì. Le donne si erano ritirate dal ballatoio negli alloggi, quando l'avevano visto arrivare, e avevano chiuso le porte. Quando finalmente ci ha trovate, era ansante, si è asciugato il sudore della fronte e ha chiesto un bicchier d'acqua a Gizike.

Incipit de La porta[modifica]

Sogno raramente. E se mi capita, mi risveglio di soprassalto in un bagno di sudore. In questi casi, poi mi abbandono nel letto e medito sul potere magico e inesorabile delle notti aspettando che il cuore si calmi. Da bambina, o da ragazza, non facevo sogni, né belli né brutti, è la vecchiaia che mi trasporta senza sosta un orrore impastato di detriti del passato, che mi travolge con la sua massa via via sempre più compatta, sempre più opprimente, un orrore più tragico di ogni esperienza reale perché le cose che vedo nell'incubo non le ho mai vissute sul serio. E mi risveglio urlando.

Bibliografia[modifica]

  • Magda Szabó, L'altra Ester (AZ OZ), traduzione di Lia Secci, CDE, Milano 1964.
  • Magda Szabó, La Porta (Az ajtó), traduzione di Bruno Ventavoli, Einaudi, Torino 2005.

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