Magdi Allam
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Magdi Allam (1952 – vivente), giornalista e scrittore italiano di origine egiziana.
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[modifica] Citazioni di Magdi Allam
- [Hai scritto che bisogna prendere atto del fallimento di due modelli di convivenza, il multiculturalismo e l'assimilazionismo.] Il multiculturalismo si basa sulla certezza che sia possibile convivere pacificamente, nello stesso spazio sociale e giuridico, mantenendo identità e idee di cittadinanza diverse. È il modello nordeuropeo. Il multiculturalismo ha creato ghetti spaventosi: quartieri di pachistani, di indiani, di somali. Ha sfilacciato la società, ne causa l'esplosione. L'assimilazionismo è il modello francese. Impone a ciascuno di rinunciare alla propria identità religiosa e culturale per aderire a un patriottismo che coincide col laicismo. Insopportabile, nefasto. Non è possibile un'omogeneizzazione, gli uomini si ribellano. [Che fare?] Partiamo dal buon senso e da un punto fermo: nessuna deroga al rispetto delle leggi, ai valori percepiti come fondamentali dalla società. A livello istituzionale, un'identità forte dello Stato. Sul piano religioso, forte riferimento identitario del cattolicesimo. Su quello culturale, la necessità di imparare la lingua italiana. (dall'intervista a Libero, 21 novembre 2004)
- L'esplosione della guerra delle moschee in Iraq è la prova inequivocabile che il male vero dell'islam si annida al suo interno. Ed è l'ideologia dell'odio e della morte da parte di coloro che si sono auto-proclamati detentori della Verità, dell'unico «Vero Islam», finendo per disconoscere il diritto alla vita di tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio. Così come attesta, facendo il raffronto con la reazione alla pubblicazione delle vignette su Maometto, che il terrorismo è sempre aggressivo, mai reattivo. Se non ci fossero i burattinai del terrore che strumentalizzano la religione e fanno leva sulle frustrazioni delle masse, non ci sarebbe il terrorismo. (da "Un sacrilegio più grave delle vignette", Corriere della sera, 24 febbraio 2006, p. 1)
- Maria è così un vincolo di unione tra cristiani e musulmani, perché anche nel Corano essa è il modello dell'anima credente che si è abbandonata completamente nel Signore per compiere sempre e generosamente la sua divina volontà. (da Io, musulmano, al pellegrinaggio di Loreto, Corriere della sera, 10 giugno 2006)
- Preoccupa la reazione critica, se non ostile, di tanta stampa «autorevole» nei confronti del Papa. Se le mie posizioni dovessero coincidere con quelle di Bin Laden, dei Fratelli Musulmani e del regime nazi-islamico iraniano, capirei subito che ho sbagliato. (da "Se l'Occidente decide di autocensurarsi", Corriere della sera, 28 settembre 2006, p. 46)
- Diciamola tutta la verità: destra e sinistra sono finite nel vicolo cieco della faziosità partitica e del disinteresse della collettività perché è estremamente arduo in Italia definire il quadro delle certezze valoriali che sostanziano l'identità nazionale. (da "Non basta regolare i flussi. Vanno salvati i nostri valori", Corriere della sera, 25 aprile 2007, p. 36)
- La verità è che le istituzioni in Italia, dal governo al Parlamento, dalle forze dell'ordine alla magistratura, hanno paura di affrontare e di scontrarsi con gli estremisti islamici che si sono saldamente arroccati nelle moschee. (da "Predicatori di odio e istituzioni timide", Corriere della sera, 23 dicembre 2007, p. 34)
- E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo terrorismo islamico che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all'occupazione di una potenza straniera. (da "Il contrasto tra Islam e democrazia", Corriere della sera, 29 dicembre 2007, p. 36)
- Per me è il giorno più bello della vita. [...] Il miracolo della Resurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l'odio e l'intolleranza nei confronti del "diverso", condannato acriticamente quale "nemico", primeggiano sull'amore e il rispetto del "prossimo" che è sempre e comunque "persona"; così come la mia mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidiom la cieca sottomissione e la tiranniam permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione. (da "La mia scelta", Corriere della sera, 23 marzo 2008)
[modifica] Io amo l'Italia
[modifica] Incipit
Così come il primo vagito testimonia l'inizio della vita terrena del neonato, non scorderò mai la reazione traumatica e liberatoria che contrassegnò il mio ingresso nella vita dell'Italia trapiantata in Egitto. Avevo quattro anni. Era il settembre del 1956. I particolari appartengono ormai a un mondo onirico di cui riesco ad afferrare solo immagini sfuocate, pulsioni remote, odori rarefatti. Di quel giorno conservo labili tracce di colori distesi, il caldo attenuato, i profumi regalati da una natura che si rinnova segnalando il passaggio all'autunno.
[modifica] Citazioni
- I convegni servono poco o nulla. Nella gran parte dei casi [...] si risolvono in cerimonie autoreferenziali dove i relatori, comunque troppi, si parlano addosso e sono noiosi sino alla morte. (pag. 164)
- Il caso è come i granelli di polline che vagano nell'atmosfera, si posano su tanti fiori ma sposano solo quello che è pronto alla fecondazione. Anche noi dobbiamo essere pronti ad abbracciare il caso quando si presenta, se vogliamo, grazie a esso, rigenerarci di vera vita. (pag. 70)
- L'Italia è la patria dei tuttologi: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. (pag. 91)
- L'Italia è succube di una concezione letteraria dell'informazione in cui conta più la forma che il contenuto. Si pubblicano sciocchezze madornali, l'importante è che siano confezionate con eleganza. (pag. 92)
- Riconosco a Scalfari il merito di aver realizzato un miracolo creando il secondo quotidiano d'Italia che talvolta si aggiudica il primo posto. Ha avuto un'intuizione felice e ha saputo investire al meglio su alcuni professionisti per offrire un'alternativa a istanze politiche e culturali presenti nella sinistra italiana. Ma al tempo stesso lo reputo responsabile del degrado ideologico della stampa italiana, avendo legato lo straordinario successo di un grande giornale, formalmente indipendente, alla logica della militanza politica per promuovere campagne faziose e talvolta personali contro gli avversari. (pag. 84)
[modifica] Bibliografia
- Magdi Allam, Io amo l'Italia, Oscar Mondadori, 2007.
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