Mai + come prima

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Mai + come prima

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Titolo originale Mai + come prima
Paese Italia
Anno 2005
Genere drammatico
Regia Giacomo Campiotti
Sceneggiatura Giacomo Campiotti, Alexander Adabachian
Interpreti e personaggi

Mai + come prima, film italiano del 2005 con Laura Chiatti, diretto da Giacomo Campiotti.

Frasi[modifica]

  • Ma hai visto quest'albero, come esce dalla roccia? Martina, se avessimo la forza che ha lui sposteremmo le montagne! (Enrico)
  • Giulia, sei ancora arrabbiata con me per la storia delle tette? Hai ragione, è stata colpa mia. I miei problemi non devono diventare quelli degli altri. Ma guarda che io ti voglio bene! Mi è piaciuto che ti sei arrabbiata con me. Non mi succede mai. Odio la pietà. (Max)
  • Il passato non esiste, e vale anche per la nostra vita. Dieci minuti fa stavamo per morire, e adesso siamo qui, sdraiati a guardare le stelle. E le cose che non ti piacciono di te, le puoi mandare a fanculo. Però bisogna volerlo. Dentro di noi c'è l'energia per farlo. (Enrico)
  • A' Siddharta, sposta 'er culo! (Cesare, a Enrico)
  • Oggi abbiamo finito la scuola. Maturo?
    Adesso vado in montagna con Max. Gli altri andranno al mare, o chissà dove.
    Dopo cinque anni forse non ci vedremo più. Cosa potrebbe servire ai miei amici delle cose che ho?
    A Giulia, la mia chitarra. A Max, le mie scarpe. A Lorenzo, la videocamera. A Fava, un vocabolario. A Martina, il mio zaino.
    Invece alla fine siamo tutti qui. Sorprese delle vita. Quale sarà la prossima? (Enrico)
  • Non so chi sei o come Ti chiami, Tu che hai fatto tutto questo. Enrico mi ha detto che tutto ha una logica, un senso, e nulla capita per caso, né sulla vita né sulla morte. E allora spiegami cosa serve a Te la vita di un ragazzo? E poi è un ragazzo che capisce queste cose meglio di chiunque altro, e le sa spiegare agli altri.
    Signore, Tu che sei questa forza, questa potenza... lascialo con noi. Lascialo con noi. Lascialo con noi! (Martina)
  • Io continuo a ripetermi che mio figlio amava la montagna. Preferisco pensare che l'abbia lasciata a noi, questa sfida. È morto così, cercando la bellezza. (padre di Enrico)
  • Perché non vuoi prendere la telecamera di Enrico? Per non vedere la cassetta? E lasciare ancora qualcosa in sospeso tra te e lui? È normale, soffriamo. Cerchiamo di non mollare le persone che amiamo e che abbiamo perso. Ma Enrico non c'è più, non soffre più! Questo dolore non serve a nessuno, né a lui, né a te. Se ci pensi, è anche abbastanza stupido, no? Non sappiamo nemmeno dov'è ora, Enrico... e forse questa tua sofferenza non fa bene nemmeno a lui. Lascialo andare!
    Dai che ce la fai... sei un guerriero della luce! (Martina)
  • Mi spingi dentro? Sono spastico: non è contagioso! (Max, a una bambina)

Dialoghi[modifica]

  • Max: Enrico! Non potete continuare a interrompermi!
    Enrico: A' Libero, per una volta che siamo noi a dipendere da te! Dovresti essere contento!
  • Professoressa: E cosa ne pensi dell'esperienza scolastica?
    Lorenzo: In teoria, bellissima.
    Professoressa: E in pratica?
    Lorenzo: Mah, in pratica... preferirei non rispondere.
    Professore: No no, dai! Lorenzo, non avere paura, eh! Dai, ci interessa.
    Lorenzo: Be', allora... in pratica, credo che la preparazione dei professori non sia all'altezza. Spesso sono ignoranti, a volte sadici, quasi mai motivati. Sono noiosi, frustrati e invidiosi. Grazie.
  • Martina: [parlando della vacanza in montagna] Cavolo, piacerebbe venire anche a me! Non lo so se mi piace, non ho mai camminato!
    Max: Neanch'io!
  • Fava: Pure tu, Libero! Senza offesa, ma gli handicappati se ne devono stare a casa loro! Non s'è mai visto, portare un handicappato a far trekking è crudele! È come portare un cieco al cinema!
    Max: A vedere un film muto!
  • Fava: [tentando di fare elemosina] Guardate 'sto povero handicappato grave! Gli hanno rubato tutto, pure la carrozzella gli hanno rubato!
    Max: Sono orfano!
    Fava: Visto che voi avete i soldi, lo lascio qua, lo lascio!
    Max: Ho anche un po' di diarrea!
  • Enrico: Sessanta milioni di anni fa qui c'era il mare, te lo ricordi? Tu cos'eri, polipo o cozza?
    Martina: Io? Un delfino!
  • Martina: Cavoli, Enrico! Non pensavo che tu... Sembri a casa tua!
    Enrico: Questa è casa nostra.
    Martina: Nostra di chi?
    Enrico: Mia. Tua. Di tutti. Dei guerrieri della luce.
  • Lorenzo: Andiamo, ragazzi. Tanto tra mezz'ora torna indietro, non lo vedete che è distrutto?
    Fava: Io ce so' nato, distrutto!
  • Enrico: Hai visto dove dormiamo, eh? Quante stelle ha, 'sto albergo?
    Fava: Mille!
    Enrico: Tu non lo guardi mai il cielo?
    Fava: A' voglia! Tutte le domeniche, allo stadio, quando passa l'aeroplanino: forza Roma, forza Roma!
    Enrico: Lo sai che anche noi siamo fatti di polvere di stelle?
    Fava: Io no.
    Enrico: Sì, anche tu. Tutti i guerrieri della luce.
  • Fava: Frate', tu non lo sai... ma io t'ho sempre stimato. Io ti spiavo di nascosto, per diventa' come te. Ma non ce la faccio! Non ci riesco, io sono fatto così! Non posso cambia'...
    Enrico: Se proprio vuoi, resta come sei. Però ricorda che sei tu a deciderlo.
  • Madre di Max: Le persone non sono tutte uguali, capisci? Tu non sei lo stesso per tutti, ecco. Enrico era una persona speciale, ma non puoi pensare che tutto sia come prima! Enrico non c'è più! Oddio, è terribile se penso al suo funerale...
    Max: Enrico non era lì.
    Madre di Max: ...ma che stai dicendo?
    Max: Ci ho pensato tanto, dopo che ho visto la bara. Lui non era lì! Quello era il suo corpo! Noi non siamo solo corpo.
    Madre di Max: Va bene, basta. Adesso sei fuori di testa!
    Max: Non sono impazzito, io lo so bene! Dimmi: se noi siamo solo corpo, allora io valgo la metà?
  • Fava: [parlando di Lorenzo] Ma magari quello sta in Svizzera a lucida' i denti alle mucche! Ma piuttosto, lo sapete che in Svizzera gli studenti prima fanno pratica sulle mucche, e solo dopo mettono le mani in bocca ai banchieri?
    Max: Ma non dire cazzate, Fava!
    Fava: No no, giuro! Io 'na volta ho visto una mucca con un dente d'oro!
  • Lorenzo: La chitarra per Giulia... poi l'ultima volta che abbiamo parlato mi ha detto che finalmente aveva capito. Enrico voleva dirle che doveva cominciare lei a fare la sua musica.
    Fava: Mo' suona pure lei?!
    Lorenzo: Ma no! Prima ascoltava sempre il walkman, quello che diceva la madre, quello che dicevo io. È che adesso deve avere il coraggio di fare lei la sua melodia.

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