Manly Wade Wellman

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Manly Wade Wellman (1903 – 1986), scrittrice statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Addis, Tolie & C.[modifica]

Il fatto che la macchina si fosse fermata proprio quando la strada stava per cessare di essere un sentiero montagnoso, e proprio nel momento in cui le prime dispettose gocce di pioggia cominciavano a cadere nella luce del tramonto, lo buttò in una terribile disperazione. Ma in un secondo tempo, alla disperazione si sostituì il sollievo: la macchina infatti si era guastata nel cortile di una casa seminascosta tra cespugli ed alberi ombrosi che in un primo tempo non aveva notato. Chi ci abitava l'avrebbe certo accolto e l'avrebbe aiutato.

Dove s'arrampica il caprifoglio[modifica]

Dopo avere dato una mano a lavare e ad asciugare i piatti, Jess Warrick salì per la scala a pioli nel soppalco dove dormiva e, quando ridiscese, sua madre gli disse: — Come mai ti sei cambiato, figliolo?
Jess aveva infilato i jeans nuovi e una camicia pulita, con le maniche arrotolate sulle braccia brune e robuste. — Mi sentivo sudato dopo aver spaccato legna tutta la giornata — rispose lui.

Il caso del signor Craw[modifica]

«Dottore, desidero che parliate un momento col si­gnor Craw,» mi cinguettò all'orecchio Lola Wurther. «In­siste a dire d'essere un lupo mannaro, e questo è seccante.»
La bella moglie del senatore mi volse le spalle, facen­do svolazzare l'ampia gonna di seta verde, e i suoi lunghi capelli biondi quasi mi strapparono il bicchiere di mano. Un attimo dopo era tornata a immergersi fra i suoi ospiti, fra i lampioncini colorati e i tavoli colmi di rinfreschi. L'uomo che l'aveva seguita lungo la terrazza mi considerò con uno sguardo acuto e triste mentre passavo il Martini nella sinistra. Gli strinsi la mano, borbottando il «Piace­re» di rito, ma il modo in cui si limitò ad annuire mi spie­gò la fretta con cui la padrona di casa aveva cercato qual­cuno a cui sganciarlo.

Il posto di Goodman[modifica]

Quando il dottor Ferro arrivò tra le montagne, gli abitanti gli chiesero di guarirli dai mali di cui soffrivano. Lui disse che era dottore in filosofia, non in medicina, ma soffiò sulla mascella piagata di Lottie Burden, e mise polvere di fiori sul braccio slogato di Sam Taber, e loro guarirono. Il dottor Ferro si sistemò nella casa degli Uttiger.

Il "rondache" di Leonardo[modifica]

Tra Prendic Norbier e John Thunstone non c'erano molte differenze fisiche. Erano entrambi alti più di un metro e ottanta, entrambi larghi in proporzione all'altezza, e avevano entrambi i capelli neri e i lineamenti decisi. Ciascuno dei due aveva mani lunghe ed enormi, e ciascuno dei due era costretto a indossare abiti e scarpe fatti su misura. E in quel momento, nel piccolo capanno che fungeva da studio dietro la casa di campagna di Norbier, erano seduti, l'uno di fronte all'altro, al tavolo illuminato vivacemente. Entrambi avevano sul volto la stessa espressione di interesse e di avidità.

La proposta del diavolo[modifica]

Il vento agitava la cima dei pini e scuoteva la folta foresta sulle colline dirimpetto; ma l'erbosa valle in mezzo, con le sue case rosse e bianche, era quieta come il fondale dipinto di un teatro. Non vi era neanche una cavalletta che cantasse.
Due cavalleggeri montavano le loro cavalcature all'estremità dei pini. Quello nella lacera blusa grigia si raschiò la gola e sputò, e il suono sembrò stranamente forte in margine a quel silenzio.

La roccia della paura[modifica]

Enid Mandifer tentò di sollevarsi nonostante quello che aveva udito. Ci riuscì, ma le sue orecchie ronzavano e aveva gli occhi annebbiati. Si sentiva come se stesse annegando.
La voce di Persil Mandifer le giunse attraverso la nebbia, uniforme e lenta, con quel pizzico di accento straniero che nessuno riusciva a identificare:
«Ora che sai di non essere veramente mia figlia, probabilmente sarai curiosa di sapere perché ti ho adottata».

Vandy, Vandy[modifica]

Quella valle non aveva nome. La gente di fuori, che lo sapeva, diceva Laggiù, e quella dentro Qui. Il carro della posta lasciava qualche lettera nella cavità di un albero nei pressi di un crinale dove il sentiero prima saliva e poi scendeva. Tre, quattro volte l'anno, degli uomini con la barba, con vestiti e scarpe fatte in casa, portavano ai commercianti le loro mercanzie... perlopiù, piatti e pentole d'argilla... da vendere ai turisti. Ricevevano in cambio caffè, sale, polvere da sparo e chiodi. Roba del genere.

Bibliografia[modifica]

  • Manly Wade Wellman, ''Addis, Tolie & C., traduzione di Laura Serra, Mondadori, 1980.
  • Manly Wade Wellman, Dove s'arrampica il caprifoglio, traduzione di G. Rosella Sanità e Beata Della Frattina, in "Il dilemma di Benedetto XVI", Mondadori, 1978.
  • Manly Wade Wellman, Il caso del signor Craw, traduzione di Gianluigi Zuddas, in "Sempre Weird Tales", Fanucci, 1985.
  • Manly Wade Wellman, Il posto di Goodman, traduzione di Rosella Sanità, Mondadori, 1976.
  • Manly Wade Wellman, Il "rondache" di Leonardo, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480
  • Manly Wade Wellman, La proposta del diavolo, La roccia della paura, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di diavoli", Newton & Compton, 1997.
  • Manly Wade Wellman, Vandy, Vandy, traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068

Altri progetti[modifica]