Marco Aurelio

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L'originale statua equestre di Marco Aurelio, Roma, Musei capitolini (particolare)

Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto comunemente noto come Marco Aurelio[1] (121 – 180), filosofo, scrittore e imperatore romano.

Citazioni di Marco Aurelio[modifica]

  • L'essere dotato di ragione può fare di ogni ostacolo una materia del suo lavoro e trarne vantaggio.[2]

Pensieri[modifica]

Incipit[modifica]

Cesare Cassanmagnago[modifica]

Dal nonno Vero: l'abitudine all'amabilità e il rifiuto dell'ira.
[Marco Aurelio, Pensieri, a cura e traduzione di Cesare Cassanmagnago, Bompiani, 2008]

Fruttero & Lucentini[modifica]

Mio nonno Annio Vero mi è stato esempio di affabilità e mitezza. Mio padre, di modestia e fermezza virile. Mia madre, di pietà religiosa e liberalità. E debbo al mio bisnonno paterno di non aver frequentato le scuole pubbliche, avendo avuto in casa buoni maestri.
[Marco Aurelio Antonino, Ricordi[3], citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • Dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò gente vana, ingrata, violenta, fraudolenta, invidiosa, asociale; tutto ciò capita a costoro per l'ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene, che esso è bello, e sulla natura del male che esso è turpe e sulla natura di chi sbaglia che egli è mio parente, non perché si sia del medesimo sangue e seme, ma perché egli è, come me, provvisto di mente e partecipe del divino, e che non posso essere danneggiato da alcuno di loro, perché nessuno mi potrà coinvolgere nella sua turpitudine, ebbene, io non posso né adirarmi con un mio parente né provare odio per lui. Siamo, infatti, nati per la cooperazione, come i piedi, le mani, le palpebre, i denti in fila sopra e sotto. L'agire gli uni contro gli altri è dunque contro natura, ed è agire siffatto lo scontrarsi e il detestarsi. (da Pensieri, 2008; II, 1)
  • [...] Ma bisogna ormai, una buona volta, che ti renda conto di quale mondo sei parte, che capisca di quale realtà che governa il mondo sei efflusso e che un limite di tempo ti è fissato, [...] (da Pensieri, 2008; II, 4)
  • La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali. (da Pensieri, 2008; II, 11)
  • Solo il presente ci è tolto, dato che solo questo abbiamo. (da Pensieri, 2008; II, 14)
  • Quand'anche tu avessi da vivere tremila anni moltiplicati per diecimila, nondimeno ricorda che nessuno perde una vita altra da quella che vive, né vive altra vita da quella che perde [...] (da Pensieri, 2008; II, 14)
  • Questi due principi bisogna avere sempre pronti: l'uno, compiere unicamente quelle azioni che i principi dell'arte di re e di legislatore possono suggerire per il benessere dell'umanità, l'altro, cambiare idea, se c'è qualcuno capace di correggerti e di distoglierti. (da Pensieri, 2008; IV, 12)
  • A me ben si adatta, o mondo, ogni cosa che a te si adatta: non viene per me in anticipo né in ritardo ciò che per te è tempestivo. È per me frutto ogni cosa mi rechino le tue stagioni, o natura: da te viene ogni cosa, in te è ogni cosa, a te va ogni cosa. (da Pensieri, 2008; IV, 23)
  • Ogni evento è così ordinario e familiare come la rosa in primavera e la frutta d'estate. Fatti del genere sono la malattia, la morte, l'oltraggio, l'insidia e quante altre realtà rallegrano o deprimono gli stolti. (da Pensieri, 2008; IV, 44)
  • Sono composto da un fattore casuale e da un fattore materiale; nessuno dei due scomparirà nel nulla. Ogni parte di me sarà, dunque, sottoposta a trasformazione per diventare altra parte del mondo e di nuovo quella si trasformerà in altra parte del mondo e così all'infinito. (da Pensieri, 2008; V, 13)
  • Niente capita a nessuno, che questi non sia per natura in grado di reggere. (da Pensieri, 2008; V, 17)
  • Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato. (da Pensieri; V, 27)
  • Guarda sotto la superficie: non lasciarti sfuggire la qualità o il valore intrinseco delle cose. (da Pensieri; VI, 3)
  • Il modo migliore per difendersi da un nemico è non comportarsi come lui. (da Pensieri, VI, 6)
  • Il semplice inspirare l'aria e poi restituirla, ciò che facciamo ogni momento, è analogo al restituire, là onde l'hai tratta originariamente, l'intera facoltà respiratoria, che ieri o l'altroieri hai acquisito, al momento di nascere. (da Pensieri, 2008; VI, 15)
  • Com’è ridicolo quel che fanno [gli insipienti]! Non vogliono elogiare i contemporanei che vivono con loro, mentre danno un grandissimo valore all’essere elogiati dai posteri, gente che essi non hanno mai visto né mai vedranno. Il che è vicino all’affliggersi perché anche i tuoi più lontani progenitori non ebbero parole di elogio nei tuoi confronti. (da Pensieri, 2008; VI, 18)
  • Ritorna sobrio e riprenditi, desto di nuovo e consapevole che dei sogni ti davano inquietudine; svegliatoti nuovamente, osserva queste cose come osservavi quelle. (da Pensieri, 2008; VI, 31)
  • Adatta te stesso alle cose a cui la sorte ti ha assegnato. E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito. (da Pensieri, 2008; VI, 39)
  • L'uomo ambizioso ripone il suo bene nelle mani degli altri; l'uomo sensuale nelle sue sensazioni; l'uomo ragionevole nelle sue azioni. (da Colloqui; libro VI, 51)
  • Ciò che non giova all'alveare non giova neppure all'ape. (da Pensieri; VI, 54)
  • Tutte le cose sono reciprocamente intrecciate, il loro legame è sacro e quasi nessuna cosa è estranea ad un'altra. Si trovano, infatti, armonicamente ordinate e insieme danno ordine e bellezza al medesimo mondo. E quest'ultimo è unico, formato da tutte le componenti, unico è il dio che le attraversa tutte quante, unica la sostanza e unica la legge, la ragione comune a tutti i viventi intelligenti, unica la verità, se è vero che una sola è la perfezione dei viventi aventi medesima natura e partecipanti alla medesima ragione. (da Pensieri, 2008; VII, 9)
  • È preciso dovere dell'uomo quello di amare persino chi gli fa torto. (da Ricordi; VII, 22)
  • Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento. (da Pensieri, 2008; VII, 32)
  • Scava dentro. Dentro è la fonte del bene, che sempre ha il potere di sgorgare, a condizione che tu sempre scavi. (da Pensieri, 2008; VII, 59)
  • La natura universale ha questa attività: sposta le cose che stanno qui, trasforma le cose, le prende da un luogo per portarle in un altro. Tutto è rivolgimento, non però da temere che qualcosa di nuovo emerga: tutto è consueto e sempre uguali le distribuzioni. (da Pensieri, 2008; VIII, 6)
  • Prendi senza orgoglio, rinunzia senza difficoltà. (da Pensieri; IIX, 33)
  • Non dire a te stesso niente più di quanto le rappresentazioni che più contano ti comunicano. Ti è stato annunciato che un tale parla male di te. Questo è l'annuncio fatto. Però che tu ne abbia avuto un danno non si trova nell'annuncio. (da Pensieri, 2008; VIII, 49)
  • Gli uomini sono nati gli uni per gli altri: dunque, insegna loro o sopportali. (da Pensieri, 2008; VIII, 59)
  • Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole. (da Pensieri, 2008; IX, 3)
  • Spesso commette ingiustizia non solo chi fa ma anche chi non fa. (da Pensieri, 2008; IX, 5)
  • Il ragno si fa bello perché ha preso una mosca; qualcuno perché ha preso una lepre; un altro, una sardella con la rete adatta; un altro, un cinghiale; un altro, un orso; un altro, dei sàrmati. Non si tratta pur sempre d'assassini, se fai attenta indagine su quello che ne muove il pensiero? (da Colloqui con se stesso, 2001; X, 10)
  • Acquisisci un metodo di indagine per esaminare come tutte le cose si trasformino vicendevolmente, presta attenzione di continuo all'indagine ed esercitati in questa materia, perché niente è altrettanto fattore di magnanimità. (da Pensieri, 2008; X, 11)
  • Settimo: non sono le azioni del prossimo che ci danno noia, perché quelle stanno negli egemonici del prossimo, sono, invece, le nostre opinioni in merito. Elimina, dunque, il tuo giudizio, abbi la volontà di sopprimere il giudizio che si tratti di una cosa terribile, e l'ira è già scomparsa. (da Pensieri, 2008; XI, 18)
  • Tre sono le componenti di cui sei formato: corpo, soffio, mente. Di queste le prime due sono tue, per quanto devi curartene; solo la terza è sovranamente tua. (da Pensieri, 2008; XII, 3)
  • Spesso mi sono stupito di come ciascuno, pur amando se stesso più di ogni altra cosa, tenga in minor conto l'opinione che ha di se stesso di quella degli altri. (da Pensieri, 2008; XII, 4)
  • Una sola è la luce del sole anche se interrotta da muri, motagne e infiniti altri ostacoli. Una sola è la sostanza universale, anche se è divisa in infiniti corpi di specifiche qualità. Una sola è l'anima, anche se è divisa e circoscritta in infinite nature e realtà individuali. Una sola è l'anima intelligente, anche se dà l'impressione di trovarsi divisa. (da Pensieri, 2008; XII, 30)
  • Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause. (da Colloqui con se stesso, 2001)
  • Troverai sollievo alle vane fantasie se compirai ogni atto della tua vita come se fosse l'ultimo. (da Colloqui con se stesso, 2001)
Devi sempre agire, parlare e pensare, come se fosse possibile che tu, in quell'istante, lasciassi la vita. (da Pensieri, 1989)
  • Ama il modesto mestiere che hai imparato e accontentati di esso. (da Ricordi)
  • Oh, quanto tempo guadagna, chi non attende a quello che il prossimo dice, fa o pensa![4]
  • Contro le cose non conviene adirarsi, giacché esse non se ne curano affatto. (da Pensieri, 1989)
  • Non v'è nulla di nuovo: tutto si ripete, e subito passa. (da Pensieri, 1989)
  • Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla. (da Pensieri, 1989)

Citazioni su Marco Aurelio[modifica]

  • In un settimanale inglese, un attacco contro Marco Aurelio, che l'autore accusa d'ipocrisia, di filisteismo e di affettazione. Furente, mi apprestavo a rispondere quando, pensando all'imperatore, mi sono in fretta ripreso. Era giusto che non mi indignassi in nome di chi mi ha insegnato a non indignarmi mai. (Emil Cioran)

Note[modifica]

  1. Marco Aurelio è autore di un'unica opera in lingua greca: Τα εις εαυτόν, titolo tradotto in vari modi, qui convenzionalmente indicato come Pensieri.
  2. Citato in Simone Weil, Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale, a cura di Giancarlo Gaeta, RCS, Milano, 2011, p. 11.
  3. Il titolo tradizionale italiano è Ricordi, inteso però (come i Ricordi del Guicciardini) non nel senso di memorie, ma in quello di ammonimenti a se stesso, cose e pensieri da tenere presenti.
  4. Citato in G. B. Garassini e Carla Morini, Gemme, classe 5 maschile, Sandron, Milano [post. 1911].

Bibliografia[modifica]

  • Marco Aurelio, Colloqui con se stesso, traduzione di Enrico Turolla, Fabbri Editori, 2001.
  • Marco Aurelio, Pensieri, a cura di M. Ceva, Mondadori, 1989.
  • Marco Aurelio, Pensieri, a cura e traduzione di Cesare Cassanmagnago, Bompiani, 2008.

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