Marco Malvaldi
Marco Malvaldi (1974 — vivente), scrittore italiano.
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Incipit di alcune opere [modifica]
La carta più alta [modifica]
Sarebbe stato tutto perfetto.
In piedi, di fronte alla finestra aperta, Massimo rimirava il suo pratino rasato di fresco. A piedi nudi, tazzina in mano, il caffè ancora troppo caldo per tentare di berlo, il nostro stava approvando orgoglioso con lo sguardo il risultato del proprio lavoro.
Sì, sarebbe stato tutto meraviglioso.
Odore di chiuso [modifica]
L'aspetto della collina di San Carlo dipende principalmente dall'ora della giornata.
Di mattina, il sole si alza alle spalle del colle; e poiché il castello è stato costruito un po' sotto la sommità, i suoi raggi diretti non arrivano a penetrare nelle finestre delle camere dove riposano il settimo barone di Roccapendente, i suoi familiari e i suoi (solitamente molti) ospiti, che così possono tranquillamente dormire fino a tardi.
Il gioco delle tre carte [modifica]
Se questa era confusione, allora l'Italia doveva essere il paese più bello del mondo. Questo pensava Koichi Kawaguchi, appena sceso dal volo JL3476 che lo aveva preso in consegna all'aeroporto di Narita e lo aveva fatto atterrare, tra incomprensibili applausi degli italiani presenti sull'aereo, su una delle piste di Roma Fiumicino.
La briscola in cinque [modifica]
Quando cominci a ciondolarti sulle gambe, quando ti accendi un'altra sigaretta per far passare altri cinque minuti anche se hai la gola che ti brucia e la bocca talmente impastata da credere di aver mangiato un copertone, così anche gli altri se ne accendono una e si sta lì ancora un po', insomma quando è così è veramente ora di andare a letto.
Erano le quattro e dieci di mattina, in pieno agosto, e tre ragazzi stavano in piedi accanto a una Micra verde. Avevano bevuto tutti più dello stretto necessario, il proprietario della Micra più degli altri. Altri che ora stavano cercando di convincerlo a non guidare.
— Ti porto a casa io — diceva il più basso dei tre, che aveva i capelli rasati dappertutto tranne che sulla sommità del cranio, cosa che gli conferiva un aspetto da palma. — Lasci la macchina qui e ti ci porto io.
Il secondo tentava di negare. Era appena uscito di discoteca e oltre all'alcolemia da disoccupato russo aveva la testa tutta piena di lucine che gli rendevano difficile pensare, ma opponeva comunque le sue ragioni. — Guarda che se mi' pa' vede che ho lasciato la macchina e son venuto con te, mi dice Te se' tornato briào, e mi fa un culo come un granaio. Mica è stupido mi' pa'.
Bibliografia [modifica]
- Marco Malvaldi, La carta più alta, Sellerio, 2012. ISBN 9788838926556
- Marco Malvaldi, Odore di chiuso, Sellerio, 2011. ISBN 9788838925443
- Marco Malvaldi, Il gioco delle tre carte, Sellerio, 2008. ISBN 9788838923340
- Marco Malvaldi, La briscola in cinque, Sellerio, 2007. ISBN 9788838922190
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