Margherita Maria Alacoque
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Margherita Maria Alacoque (1647 – 1690), monaca e mistica francese, santa della Chiesa cattolica.
- È per amore di Voi solo, o mio Dio, che mi sottometto a scrivere, al fine di obbedirvi, domandandovi perdono se ho opposto resistenza ai vostri voleri. Ma poiché solo Voi conoscete la grande ripugnanza che m'ispira, Voi solo potete darmi la forza di superarla, avendo io accolto questa obbedienza come un vostro cenno.... O mio supremo bene, fate che io non scriva nulla se non per la vostra maggiore gloria e per la mia maggiore vergogna.[1] (da Autobiografia, cap. I, par. 1)
- Era io delicata a segno, che anche una lieve immondezza moveami nausea. Di un cotal vizio il Signore ripresemi sì gravemente, che una volta accingendomi a pulire il suolo dal vomito d'un'ammalata, non potei contenermi di tergerlo colla lingua, e di tranguggiarlo, al mio Signore dicendo: Se mille corpi avessi, mille amori, mille vite, tutto ciò a voi ben volentieri immolerei, per esser tutta vostra. (da Vita della venerabile madre Margherita Maria Alacoque, cap. XL, p. 79)
- Io cattivo e miserabile niente protesto al mio Dio di sottomettermi e di sagrificarmi a tutto ciò che da me desidera, immolando il mio cuore all'adempimento del suo beneplacito, senz'altra riserva che della sua maggior gloria, e del suo puro amore. Io gli consacro e abbandono tutto il mio essere, e tutti i miei momenti. Io sono per sempre del mio Diletto, sua serva, sua schiava, sua creatura, poiché egli è tutto mio. Sua indegna sposa Suor Margherita Maria, morta al mondo. (scritto col proprio sangue; citato in Vita della Beata Margherita Maria Alacoque, p. 42)
- La Santissima Vergine si è sempre presa una gran cura di me; ricorrevo a lei in tutte le mie necessità, e lei mi ha tirato fuori da grandi pericoli. Non osavo affatto rivolgermi al suo divin Figlio, ma sempre a lei, offrendole la mia piccola corona del rosario, stando con le ginocchia nude per terra, o facendo tante genuflessioni e baciando il suolo a ogni Ave Maria che dicevo. (dall'autobiografia, cap. III; citato in Ivan Gobry, p. 26)
- Mio Dio, ti consacro la mia purezza e ti faccio voto di castità perpetua. (da Autobiografia, cap. I, par. 2)
- Poiché non si trovava nessun rimedio al mio male, i miei fecero un voto alla Santa Vergine promettendole che, se mi avesse guarita, sarei diventata, un giorno, una delle sue figlie. Il voto era stato appena da me formulato, che fui subito guarita... (da Autobiografia, cap. I, par. 6)
- Trascorrevo le notti nella stessa afflizione del giorno, versando lacrime copiose ai piedi del crocifisso, il quale mi rivelò (senza che io ne capissi molto) che voleva divenire il Padrone assoluto del mio cuore e voleva rendermi in tutto conforme alla sua vita sofferente [...] Da quel momento il mio animo fu così penetrato da tale pensiero, da desiderare che le mie pene non avessero mai fine. (da Autobiografia, cap. II, par. 8-9)
- Un altro giorno avendo con qualche nausea servita un'inferma di dissenteria, ei me ne diè una sì forte riprensione, ut lasanum exportans, adactam me, hujus culpae sarciendae causa, senserim ad linguam longo temporis intervallo intingendam in eas sordes, quas aegrota egesserat, et ad buccas iisdem implendas.[2] Appresso il Signore dolcemente, ed in amichevol modo mi rimproverò del far tali cose: Ed io, O mio Signore, gli dissi, così fo a fin di piacervi, e di così obbligarmi il Cuor vostro divino, e tanto spero io conseguire da voi. Ma che non faceste voi, mio Signore, per guadagnarvi i cuori degli uomini, che vel niegano, e da sé spesso vi scacciano? "Il confesso, o mia figlia, che fui sospinto dalla potenza dell'amor mio a segno di tutto sagrificare per la lor salvezza, benché al mio amore con niuna dimostrazione di gratitudine essi rispondano. Or voglio che da' meriti del mio Sacratissimo Cuore tal ingratitudine tu misuri. A te io voglio darlo questo mio Cuore." (da Vita della venerabile madre Margherita Maria Alacoque, cap. XL, pp. 80-81)
[modifica] Note
- ↑ La Santa scrisse l'autobiografia in obbedienza a Padre Claudio la Colombière che le impose di scrivere tutto quello che avveniva nella sua anima, nonostante la sua estrema ripugnanza nell'eseguire quest'ordine.
- ↑ [...] che, per riparare a questa colpa, mi vidi costretta, mentre andavo a buttare via ciò che aveva fatto, a bagnarvi la lingua dentro e a riempirmene la bocca. (citato in Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale, Odradek Edizioni, Roma, 2008)
[modifica] Bibliografia
- Margherita Maria Alacoque, Vita della venerabile madre Margherita Maria Alacoque, religiosa della Visitazione di S. Francesco di Sales, Antonio Zatta e Figli, Venezia, 1784.
- Ivan Gobry, Margherita Maria Alacoque e le rivelazioni del Sacro Cuore, traduzione di Andrea Marchesi, Città Nuova, Roma, 20024 [1989]. ISBN 88-311-5324-2
- Jean-Joseph Languet de Gergy, Vita della Beata Margherita Maria Alacoque, religiosa professa dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria nel Monastero di Paray-Le-Monial, traduzione di P. Ludovico Paravicino, Tipografia Salviucci, Roma, 1864 [1729].
- Margherita Maria Alacoque, Autobiografia, Apostolato della Preghiera Edizioni, 1990.
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