Marguerite Yourcenar
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Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour (1903 – 1987), scrittrice statunitense di origine belga.
[modifica] Citazioni di Marguerite Yourcenar
- Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo. (da Pellegrina e straniera)
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- C'è un femminismo estremista che non amo. Soprattutto per due suoi aspetti. Il primo: l'ostilità verso l'uomo. Mi sembra che nel mondo ci sia già troppo ostilità bianchi e neri, destra e sinistra, cristiani e non cristiani, cattolici e protestanti che non c'è bisogno di creare un altro ghetto. Il secondo: il fatto che sia un progresso per la donna moderna mettersi nella stessa condizione dell'uomo moderno il manager che fa affari, il finanziere, il politico senza vedere il lato assurdo e anche inutile di queste attività.
- Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz'acqua diretti al macello.
- Gli animali hanno propri diritti e dignità come noi stessi. [...] Ci sarebbero meno bambini martiri se non ci fossero animali torturati, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senza acqua diretti al macello. [...] Mangiare carne è digerire le agonie di altri esseri viventi.
- Il tuo nome di cui ciascuna lettera è uno dei chiodi della mia passione.
- In genere, a guardare spassionatamente, nella famiglia c'è molto più ostilità, tirannia verso i figli soprattutto che non amore, tenerezza, comprensione. Il pericolo di scaricare i propri sentimenti e desideri di violenza all'interno della famiglia è molto forte.
- L'ossessione del presente è caratteristica delle persone che vivono e pensano in modo convenzionale, dominati dalla moda. E così non si accorgono che tutto quello che è davvero importante nella nostra vita è uguale, ieri come oggi.
- La libertà basta volerla.
- La morte s'avvicina, e il suo rumore: Fratello, Amico, Ombra, cosa importa? È la morte la nostra unica porta per uscire da un mondo dove tutto muore.
- Nessuno può a lungo aver una faccia per se stesso e un'altra per la folla, senza rischiare di non sapere più quale sia quella vera.
- Non credo che la politica sia la cosa più importante del mondo, anche se siamo tutte sue vittime. Un autobus può oggi travolgermi, e io posso morire così: non per questo l'autobus è la cosa più importante che ci sia.
- Non ho l'impressione che l'Eterno sia morto, qualunque nome si voglia dare all'Ineffabile. Muoiono soltanto le forme, sempre limitate, che l'uomo dà a Dio.
- Ogni anima si ammaestra attraverso la carne.
- Pochissimi sanno essere liberi e pochissimi sanno cosa vuol dire esserlo.
- Si è schiantato un cielo di ferro | su questa tenera statua.
[modifica] Alexis
[modifica] Incipit
Questa lettera, amica mia, sarà lunghissima. Non mi piace troppo scrivere. Ho letto sovente che le parole tradiscono il pensiero, ma mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di piú. Tu sai ciò che resta di un testo dopo due successive traduzioni. E poi, io non sono abile. Scrivere è una scelta perpetua tra mille espressioni, nessuna delle quali, avulsa dalle altre, mi soddisfa completamente. Eppure dovrei sapere che soltanto la musica permette il concatenarsi degli accordi. Una lettera, anche la più lunga, costringe a semplificare ciò che non avrebbe dovuto essere semplificato: si è sempre cosí poco chiari quando si tenta di essere esaurienti!
[modifica] Citazioni
- Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.
- È l'opinione altrui che conferisce ai nostri atti una sorta di realtà.
- Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi.
- La sofferenza che si cagiona è l'ultima di cui ci si accorge.
- Le cose, nella vita, non sono mai troppo precise; ed è mentire dipingerle nude, poiché non le vediamo mai se non in una nube di desiderio.
- Ogni felicità è un'innocenza.
- Più difficile è essere dinanzi agli altri quel che siamo davanti a Dio.
- Si può essere felici senza mai smettere di essere tristi.
- Talora i nostri difetti sono i migliori avversari dei nostri vizi.
[Marguerite Yourcenar, Alexis o il trattato della lotta vana, traduzione di Maria Luisa Spaziani, Feltrinelli, Milano]
[modifica] Archivi del nord
- Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione.
- Alcuni, di fronte alla malvagità e alla cattiveria, si ritraggono non per viltà ma per ripugnanza a discutere con un insolente.
- Bisogna aver vissuto in una piccola città per sapere come i congegni della società vi giochino allo scoperto e fino a che punto i drammi e le farse della vita pubblica e privata vi siano messi a nudi.
- C'è il momento in cui ogni scelta diventa irreversibile.
- Ci pare sempre di essere vissuti a lungo nei luoghi in cui abbiamo vissuto intensamente.
- Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto.
- Di fronte agli eccessi compiuti in altri tempi dal partito a cui si tiene, la tecnica molto semplice consiste da una parte nel denigrare le vittime, dall'altra nel dichiarare che le condanne erano necesarie per garantire l'ordine.
- È dai fatti e dai gesti più banali che si deve cominciare a delineare un personaggio, come uno schizzo a grandi linee.
- Il coraggio che rimuove troppo radicalmente il dolore avvelena questo e noi stessi.
- L'antipatia è come un'amicizia a rovescio.
- L'entusiasmo non si comunica come attraverso una miccia. La polvere è lenta ad accendersi e non basta mettere la gente di fronte ad un bel paesaggio o ad un buon libro per farglieli apprezzare.
- L'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono ma sono i due stati più profondi che è dato di vivere.
- La riflessione profonda, se espressa, cade facilmente nel luogo comune.
- La vita fa presto a riformare dei vincoli che prendono il posto di quelli da cui ci si sente liberati: qualunque cosa si faccia e ovunque si vada, dei muri ci si levano intorno creati da noi, dapprima riparo e subito prigione.
- Le più piccole gentilezze nei suoi confronti lo commuovevano fino alle lacrime: mi ci è voluto molto tempo per capire che quella forma di emotività è spesso prerogativa delle nature meschine che non danno nulla in cambio e si stupiscano che gli altri diano.
- Lo scopo di ogni scittore: comunicare un'impressione che non si potrà più dimenticare.
- Lo strano impulso dell'artista consiste nel sovrapporre ai brulicanti aspetti del mondo reale una folla di figurazioni nate dal suo spirito, dal suo occhio e dalle sue mani.
- Modesti sono coloro che hanno una traquilla fiducia in sé stessi.
- Molti grandi scrittori (soprattutto nel nostro tempo), nel collegio hanno trovato l'amore, il piacere, l'ambizione, i nobili pensieri, i bassi intrighi, tutta la vita in sunto. A volte è come se non avessero più imparato nulla in seguito e come se in loro l'essenziale fosse morto a vent'anni.
- Per gli psicologi l'oblio nasconde sempre un segreto: questi analisti si rifiutano di affrontare il vuoto desolato.
- Quei cattolici osservanti non si chiedevano se il lusso delle chiese non insultasse la miseria de poveri.
- Quelle famiglie i cui stemmi tappezzano i muri delle chiese discendono a volte da straccioni ribelli.
- Un argomento poco sfruttato dalla letteratura ma che quando esiste è uno dei più forti e più completi in assoluto: l'affetto reciproco tra padre e figlia.
- Un guscio di indifferenza talvolta circonda l'infanzia e la difende dalle provocazioni degli adulti.
[Marguerite Yourcenar, Archivi del nord, traduzione di Graziella Cillario, Einaudi, 1982]
[modifica] Il colpo di grazia
- Abbiamo l'abitudine di parlare come se le tragedie si svolgessero nel vuoto: ma chi le condiziona è lo sfondo.
- Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un uomo esiste realmente, e altri in cui egli non è che un agglomerato di responsabilità, di fatiche e, per le teste deboli, di vanità.
- La crudeltà è un lusso da oziosi, come le droghe e le camicie di seta.
- Le risposte sincere non sono mai nette né rapide.
[Marguerite Yourcenar, Il colpo di grazia, traduzione di Maria Luisa Spaziani, Feltrinelli.]
[modifica] Fuochi
- Bestia stanca, uno staffile di fiamme mi colpisce le reni. Ho ritrovato il vero senso delle metafore dei poeti. Mi sveglio ogni notte nell'incendio del mio stesso sangue.
- Come sarebbe stato scialbo essere felici!
- L'amore è un castigo. Veniamo puniti per non essere riusciti a rimanere soli.
- Si arriva vergini a tutti gli avvenimenti della vita. Ho paura di non sapere come fare con il mio Dolore.
[Marguerite Yourcenar, Fuochi, traduzione di Maria Luisa Spaziani, Bompiani, 1986.]
[modifica] L'opera al nero
[modifica] Incipit
Enrico-Massimiliano Ligre procedeva a piccole tappe sulla via di Parigi.
Dei contrasti che opponevano il Re all'Imperatore, ignorava tutto. Sapeva solamente che la pace conclusa da qualche mese si sfilacciava già come un abito indossato troppo a lungo. Non era un segreto per nessuno che Francesco di Valois persisteva nell'adocchiare il Milanese come un amante sfortunato la sua bella; si sapeva da fonte sicura che si adoprava in silenzio a equipaggiare e adunare su i confini del duca di Savoia truppe nuove, per mandarle a raccattare a Pavia gli speroni che vi aveva perduti.
[modifica] Citazioni
- Esageri l'ipocrisia degli uomini. [...] La maggior parte pensa troppo poco per pensare doppio.
- I pensieri periscono come gli uomini.
- L'uomo è un'istituzione che ha contro di sé il tempo, la necessità, la fortuna e l'imbecille e sempre crescente supremazia del numero.
[Marguerite Yourcenar, L'opera al nero, traduzione di Marcello Mongardo e Gabriella Cartago, Feltrinelli, Milano]
[modifica] Memorie di Adriano
[modifica] Incipit
Mio caro Marco,
Sono andato stamattina dal mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo d'accordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica; mi sono adagiato sul letto. Ti risparmio particolari che sarebbero altrettanto sgradevoli per te quanto lo sono per me, e la descrizione del corpo d'un uomo che s'inoltra negli anni ed è vicino a morire di un'idropisia del cuore. Diciamo solo che ho tossito, respirato, trattenuto il fiato, secondo le indicazioni di Ermogene, allarmato suo malgrado per la rapidità dei progressi del male, pronto ad attribuirne la colpa al giovane Giolla, che m'ha curato in sua assenza. È difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana; l'occhio del medico non vede in me che un aggregato di umori, povero amalgama di linfa e di sangue.
[modifica] Citazioni
- Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t'appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti.
- Animula vagula, blandula,
Hos pes comesque corporis,
Quæ nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos. (Publio Elio Traiano Adriano)
- Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, raguionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? (I, 1: p. 20)
- Ripugna allo spirito umano accettare la propria esistenza dalle mani della sorte, esser null'altro che il prodotto caduco di circostanze alle quali nessun dio presieda, soprattutto non egli stesso. (I, 2: p. 26)
- Quando tutti i calcoli astrusi si dimostrano falsi, quando persino i filosofi non hanno più nulla da dirci, è scusabile volgersi verso il cicaleccio fortuito degli uccelli, o verso il contrappeso remoto degli astri. (I, 2: p. 26)
- M'importava assai poco che l'accordo ottenuto fosse esteriore, imposto, probabilmente temporaneo; sapevo che il bene e il male sono una questione d'abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto. (III, 1: p. 94)
- Ciascuno di noi ha più qualità di quel che non si creda, ma solo il successo le mette in luce, forse perché allora ci si aspetta di vederci smettere d'esercitarle. (III, 2: p. 100)
- Fino a oggi, tutti i popoli sono periti per mancanza di generosità: Sparta sarebbe sopravvissuta più a lungo se avesse interessato gli iloti alla sua sopravvivenza. [...] Tenevo a che la più diseredata delle creature, lo schiavo che sgombra le cloache delle città, il barbaro che si aggira minaccioso alle frontiere, avessero interesse a veder durare Roma. (III, 3: p. 110)
- Le nostre raccolte di aneddoti rigurgitano di storie di crapuloni che gettano i domestici alle murene, ma i crimini scandalosi, facilmente punibili, son poca cosa di fronte alle mille e mille angherie oscure, perpetrate ogni giorno da persone cosiddette perbene, ma dal cuore arido, che nessuno si sogna di molestare. (III, 3: p. 111)
- Le nostre vecchie religioni, che non impongono all'uomo il gioco di alcun dogma, si prestano a interpretazioni tanto varie quanto la natura stessa, e lasciano che i cuori austeri si foggino, se lo vogliono, una morale più alta, senza costringere le masse a precetti troppo rigidi per evitare che ne scaturiscano subito costriuzione e ipocrisia. (V, 1: p. 208)
- Mi dicevo che è vano sperare, per Atene e per Roma, quell'eternità che non è accordata né gli uomini né alle cose, e che i più saggi tra noi negano persino agli dèi. [...]
«Natura deficit, fortuna mutatur, deus omnia cernit.» La natura ci tradsce, la fortuna muta, un dio dall'alto guarda ogni cosa. [...]
Là dove un tessitore rattopperebbe la sua tela, dove un calcolatore corrgegerebbe i suoi errori, dove l'artista ritoccherebbe il suo capolavoro ancora imperfetto o appena danneggiato, la natura preferisce ricominciare dall'argilla, dal caos; e questo sperpero è ciò che si chiama l'«ordine delle cose». (V, 3: pp. 227-9) - La mia opinione su di lui si modificava senza posa, il che accade solo per gli esseri che ci toccano da vicino: gli altri, ci contentiamo di giudicarli alla grossa, e una volta per tutte. (V, 5: p. 241)
- Mi fa meraviglia che la maggior parte degli uomini abbia tanta paura degli spettri, mentre si acconsente così facilmente a parlare con i morti, in sogno. (VI, 2: p. 272)
- Il tempo non c'entra per nulla. Mi ha sempre sorpreso che i miei contemporanei, convinti d'aver conquistato e trasformato lo spazio, ignorino che si può restringere a proprio piacimento la distanza dei secoli. (Taccuini di appunti: p. 288)
- Mi sorprende sempre constatare quanto rari siano, soprattutto in Italia, i lettori disposti ad accettare questo libro per quello che è: uno studio sul destino umano, l'immagine d'un uomo che delle sue virtùe dei suoi difetti, delle sue esperienze personali e della sua cultura poco a poco si compone una sorta di saggezza pragmatica d'amministratore e di principe... (da una lettera alla traduttrice, citato in Una traduzione e un'amicizia: p. 327)
- Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.
- Ho cercato la libertà più che la potenza, e quest'ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà.
- Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha.
- Per un uomo di gusto, l'ostacolo più grave consiste nel fatto di occupare una posizione preminente, che implica ineluttabilmente il rischio dell'adulazione e della menzogna.
[Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, Giulio Einaudi editore]
[modifica] Scritto in un giardino
- Il colore è l'espressione di una virtù nascosta.
- L'idraulica costringe l'acqua a comportarsi come una fiamma, a rinnovare incessantemente all'interno della sua liquida colonna la sua ascensione verso il cielo. L'acqua, così forzata, sale fino alla punta estrema dell'obelisco fluido prima di ritrovare la sua libertà che consiste nel discendere.
- L'acqua aspira a diventare vapore e il vapore a ridiventare acqua.
[Marguerite Yourcenar, Scritto in un giardino, traduzione di Carlo Angelino, Il melangolo, Genova 2004]
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