Mario Luzi
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Mario Luzi (1914 – 2005), poeta italiano.
- Bisogna fargliela conoscere, proporgliela, fargliela leggere, ai giovani, la poesia. Bisogna creare occasioni di scoperta e di novità. Non si può dire che, soprattutto in questi ultimi anni, non lo si faccia. Ma l'esito è comunque incerto. (da Offrire versi con simpatia)
- Che mi riserva rivederti, amore, | quale viaggio t'hanno dato i venti? (da Amanti, in Onore del vero, Neri Pozza)
- Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. (dall'intervista di Paolo Di Paolo, Offrire versi con simpatia, ItaliaLibri, Milano, 11 dicembre 2002)
- Il Palio è il Palio. Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa. (1998, dal sito del comune di Siena)
- Non è vero che tutti coloro che obbediscono a un solenne richiamo del loro nume – qualunque sia – presumano di essere degni e di trovarsi tra gli eletti. (citato in Poesia, anno XIV, maggio 2001, n. 150, Crocetti Editore)
- Si ripensa all'adolescenza, quando si avevano grandi velleità e si pensava che il mondo era nostro: ma potevamo acciuffare poco, perché troppo giovani. (dall'intervista di Sebastiano Grasso, Mario Luzi. I versi, la pittura, gli amori. E quel duello mancato, Corriere della sera, 10 ottobre 2004, p. 29)
Indice |
[modifica] La porta del cielo
[modifica] Incipit
Nella propria esistenza: gli incontri, le letture
VERDINO. Voglio cominciare da alcuni tuoi versi: in Per il battesimo dei nostri frammenti, ci sono due sezioni «Madre e figlio», in cui rievochi il tuo rapporto con tua madre. Sono poesie degli anni '80 e tua madre era morta da oltre 20 anni (1959); in queste poesie non ne intendi una commemorazione, ma piuttosto cerchi di ritrovare il senso e l'evento di quella relazione madre-figlio per te tanto importante.
[modifica] Citazioni
- Forse, infranto il mistero, nel chiarore | del mio ricordo un'ombra apparirai, | un nonnulla vestito di dolore. | Tu, non diversa, tu come non mai. (p. 11)
- Udire voci trapassate insidia | il giusto, lusinga il troppo debole, | il troppo umano dell'amore. Solo | la parola all'unisono di vivi | e morti, la vivente comunione | di tempo e eternità vale a recidere | il duro filamento d'elegia. | È arduo. Tutto l'altro è troppo ottuso. (p. 15)
- Scendi anche tu, rimani prigioniera | nella sfera angosciosa di Parmenide | immota sotto gli occhi della moira, | nel recinto di febbre dove il nascere | è spento e del perire non è traccia. (p. 23)
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