Mario Rigoni Stern
Mario Rigoni Stern (1921 – 2008), scrittore italiano.
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- [Sul caso K2] Come la gran parte degli italiani non avevo ancora la televisione e fu dalla radio, la mia prima fonte di informazioni, che seppi di Compagnoni e Lacedelli. Fui felicissimo, anche se dopo aver girato l'Europa scossa dalla guerra come soldato e come prigioniero il mio nazionalismo poteva dirsi affievolito. Era una bella impresa e tanto mi bastava. Tuttavia, ripensandoci, una punta di orgoglio nazionalista era emersa in me. Finalmente gli italiani tornavano a farsi sentire! Poi ho seguito sui giornali l'altalena delle polemiche fino al recente documento dei tre saggi voluto dal CAI, e sono sinceramente contento che Bonatti abbia ottenuto quanto da tempo andava chiedendo. (dall'edizione speciale supplemento a Lo scarpone n. 6 giugno 2004)
- Non ho mai ucciso per uccidere. Ho ucciso per tornare a casa, e per salvare i miei compagni. (dall'intervista al programma di Rai Tre Che tempo che fa, 2006)
- Un giorno ricevetti una lettera da San Pietroburgo (allora si chiamava Leningrado): di un uomo che, avendo letto il mio libro tradotto in russo, mi scriveva: "so chi mi ha sparato la notte del 26 gennaio. Quando gli Alpini ruppero l'accerchiamento a Nikolajewka. In quella notte ci siamo sparati, ma per fortuna siamo tutti e due vivi". (dall'intervista al programma di Rai Tre Che tempo che fa, 2006)
- Sergej Esenin, il poeta arcangelo-contadino che passò attraverso il bene e il male dell'esistenza per lasciarci un dolce messaggio.[1]
Il sergente nella neve [modifica]
Incipit [modifica]
Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli sternuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don. Ho ancora negli occhi il quadrato di Cassiopea che mi stava sopra la testa tutte le notti e i pali di sostegno del bunker che mi stavano sopra la testa di giorno. E quando ci ripenso provo il terrore di quella mattina di gennaio quando la Katiuscia, per la prima volta, ci scaraventò addosso le sue settantadue bombarde.
Citazioni [modifica]
- Chi lo avrebbe mai detto che lo sarei diventato anch'io, un autore? Ma forse, in fondo in fondo, quando scrivevo in segreto il mio diario lo speravo.
- Questi i risultati della pace e della libertà: lavorare e costruire per il bene degli uomini, di tutti gli uomini; non uccidere, distruggere e conquistare con la forza delle armi, ma vivere con il lavoro per la fratellanza e l'aiuto reciproco.
- Il tenente Moscioni che comandava il caposaldo era come noi. Riposava lavorando come i muli, scavava camminamenti con noi durante il giorno e veniva con noi di notte a portare reticolati davanti alla trincea, a fare postazioni, a prendere pali tra le macerie delle case [...]
- Il tenente Moscioni si ebbe bucata una spalla e poi in Italia la ferita non poteva chiudersi. Ora è guarito della ferita ma non delle altre cose. Oh no, non si può guarire [...]
- C'era la guerra, proprio la guerra più vera dove ero io, ma io non vivevo la guerra, vivevo intensamente cose che sognavo, che ricordavo e che erano più vere della guerra. Il fiume era gelato, le stelle erano fredde, la neve era vetro che si rompeva sotto le scarpe, la morte fredda e verde aspettava sul fiume, ma io avevo dentro di me un calore che scioglieva tutte queste cose.
- La luna correva fra le nubi; non c'erano più le cose, non c'erano più gli uomini, ma solo il lamento degli uomini.
- Vi era un bel sole: tutto era chiaro e trasparente, solo nel cuore degli uomini era buio.
- Dove abbiamo camminato quella notte? Su una cometa o sull'oceano? Niente finiva più.
- Nel terminare la lista di amici scomparsi: E tanti e tanti altri dormono nei campi di grano e di papaveri e tra le erbe fiorite della steppa assieme ai vecchi delle leggende di Gogol' e di Gor'kij.
- Incominciava e nevicare. Piangevo senza sapere che piangevo e nella notte nera sentivo solo i miei passi nel camminamento buio.
- Una mela guasta può far marcire una mela sana, ma una mela sana non può sanare una mela guasta.
- Qualcuno mi mette in mano un rasoio di sicurezza e un piccolo specchio. Guardo queste cose nelle mie mani e poi mi guardo nello specchio. E questo sarei io: Rigoni Mario di GioBatta, [...]. Una crosta di terra sul viso, la barba come fili di paglia, i baffi sporchi di muco, gli occhi gialli, i capelli incollati sulla testa dal passamontagna, un pidocchio che cammina sul collo. Mi sorrido.
L'ultima partita a carte [modifica]
Incipit [modifica]
Allora, nel 1938, non erano molti quelli che nell'imminente e prevedibile Seconda guerra mondiale vedevano l'orribile catastrofe nella quale sarebbero precipitati.
Citazioni [modifica]
- Per spirito d'avventura e perché mi ero innamorato di una ragazza di Venezia che veniva quassù a villeggiare, nell'estate del 1938 feci domanda di essere arruolato nei Corpi Reali Equipaggi Marittimi. Non avevo mai visto il mare se non dall'alto delle mie montagne, lontanissimo; il mare che conoscevo era quello dei romanzi di Salgari, di Verne, di Conrad. (p. 6)
- Iniziò allora la fine dell'era fascista, non dal 25 luglio 1943, ma con la resistenza dei poveri soldati greci, con la nostra cacciata dalla loro terra quando stupidamente li aggredimmo. Anche se poi, in primavera, le cose ebbero altro esito finale, questo fatto restava. Proprio che eravamo stati i più esposti e i più sacrificati non ce ne rendevamo conto, tanto quello che per anni ci avevano insegnato a scuola, o predicato, si era radicato nella nostra mente e aveva reso ottusa la ragione. (p. 50)
Explicit [modifica]
Questa mattina, con il primo sole, sono uscito a fare una breve passeggiata con il cane Sirio. Con dieci giorni di anticipo ho ascoltato il canto del cuculo. È un buon segnale e il cuore si è rallegrato.
Sentieri sotto la neve [modifica]
Incipit [modifica]
Ormai il Lager era lontano. Nemmeno piú ci pensava, anche se erano passati pochi giorni. Ora stava risalendo le montagne verso il confine; camminava di notte, e di giorno se ne stava rintanato lungo il fiume come un animale notturno. Nascosto dentro i cespugli, ogni tanto chiudeva gli occhi e si lasciava prendere da un sonno leggero e bastava il frullo di un'ala a risvegliarlo. Per nutrirsi staccava dai rami degli alberi del bosco germogli di peccio, foglie tenerissime di faggio e di acero appena nate, raccoglieva e portava alla bocca i germogli di mirtillo, di lampone e di rosa canina. Masticava lentamente assaporando i diversi gusti che erano pur sempre piú buoni e graditi della brodaglia che passava il Terzo Reich.
Citazioni [modifica]
- Attraversò Thiene. Non pensò di fermarsi alla stazione per chiedere se il trenino a cremagliera funzionasse ancora. Ma poi come avrebbe potuto pagare il biglietto ? Era anche convinto, chissà perché, che solamente a piedi, con le sue gambe, poteva arrivare. E andava. (parte I, cap. 1, p. 25)
- I ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la bottiglia. (parte II, cap. 5, p. 93)
Explicit [modifica]
Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mulattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pressi dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondante ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciatori. E sotto quella neve vivono i miei ricordi.
Note [modifica]
- ↑ Da Arboreto Salvatico, Einaudi, 2006, p. 50.
Bibliografia [modifica]
- Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1965.
- Mario Rigoni Stern, Sentieri sotto la neve, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1998.
- Mario Rigoni Stern, L'ultima partita a carte, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2009, ISBN 978-88-06-19647-9
Altri progetti [modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Mario Rigoni Stern
Wikinotizie contiene l'articolo: È morto lo scrittore Mario Rigoni Stern 17 giugno 2008