Mary Wortley Montagu

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Mary Wortley Montagu, dipinto di Charles Jervas (1716 ca.).

Lady Mary Wortley Montagu (1689 – 1762), scrittrice, poetessa e aristocratica inglese.

Citazioni di Mary Wortley Montagu[modifica]

  • [Su Alexander Pope] Aveva tutto il fuoco della giovinezza, e tutta la forza dell'età matura. (da Poema; citato in Alexander Pope, Eloisa ad Abelardo, a cura di Vincenzo Forlani, presso Giuseppe Rocchi, Lucca, 1792, p. 8)

Incipit di Poesie[modifica]

Che comodi bensì, ma non delizie[modifica]

Che comodi bensì, ma non delizie
la vita coniugale a l'uomo arrechi,
disse saggio novello[1], e applauso n'ebbe
da la gente che sola esser nel mondo
colta si vanta e dar le leggi e i nomi
del costume leggiadro a tutta Europa.

Sollecitata da l'istanze vostre[modifica]

Sollecitata da l'istanze vostre
sovente replicate, alfin risolvo
di svilupparvi, o mia diletta amica,
i più arcani pensier de l'alma mia.

O mille volte voi felice e mille[modifica]

O mille volte voi felice e mille
che abbandonate ognor la mente e il core
a de' piaceri sempre varî e nuovi!
La vostra mente per sei mesi volta
non era che a i palladici modelli,
né vi si udia parlar che di colonne
e di scale a lumaca e d'atrî e logge,
di passeggi coperti e vie nascoste

Poco conosci il cor che tu consigli[modifica]

Poco conosci il cor che tu consigli.
Vegg'io con occhio egual la varia scena
delle cose fallaci, e della Corte
tra la gran folla io mi ritrovo sola,
e ad un trono più alto offro gli omaggi.

Se etade, infermità, dolori, angustie[modifica]

Se etade, infermità, dolori, angustie,
m'assaliranno con tormenti alterni,
so che l'uomo a lagnarsi è destinato,
e a le fatiche ed a le noie mie
io sottrarmi saprò. Ma come io posso
non innalzar acute grida contro
il decreto del Ciel, che de' prodigi
inventa e manda per la mia rovina?

I patetici versi a me son sacri?[modifica]

I patetici versi a me son sacri?
Tutto ciò dunque che vi diede il Cielo
inutilmente è sparso e a voi non giova
fortuna immensa e bella sposa? Assai
non è ricompensato il vostro amore,
la vostra vanità non è contenta?

Perché vivete voi così solinga[modifica]

Perché vivete voi così solinga,
o Delia, e in languidezze ed in omei
trapassate la vita? Assai toglieste
a una folla d'amanti il vostro aspetto
per ber l'angliche gocce. Il volto mesto,
il mesto cor non renderà la vita
al diletto Damone. È lungo tempo
che i vermi il divorâr; né più il vedrete.

Colà vedete quelle due colombe[modifica]

Colà vedete quelle due colombe
raddoppiare a vicenda i dolci baci,
e non curando l'invide censure
gl'innocenti piacer seguir contente.

Della notte secreta argentea Diva[modifica]

Della notte secreta argentea Diva,
testimon fido de' piaceri ignoti,
custode degli amanti e delle Muse
fautrice, reggi me ne' boschi oscuri.

I nostri padri, nati schiavi, a forza[modifica]

I nostri padri, nati schiavi, a forza
di contrasti, di sangue e di fatiche
comprâr la cara libertade; e noi,
posterità degenerata, tutto
per schiavi ritornar mettiamo in opra.

Note[modifica]

  1. Il Sig. della Rochefoucaut nelle sue Massime [CXIII].

Bibliografia[modifica]

  • Mary Wortley Montagu, Poesie, traduzione di Antonio Conti, in "Versioni poetiche", a cura di Giovanna Gronda, Bari, Gius. Laterza & Figli, 1966.

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