Massimo Bontempelli
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Massimo Bontempelli (1878 – 1960), scrittore e drammaturgo italiano.
- Il cinema «puro» come tutte le purità è distruttivo. Il cinema sta nel suo nascere come spettacolo, nel dover rispondere a una necessità: essere popolare. Esso vive in quanto c'è un milioni d'occhi che guardano. Naturalmente il mestierante è distruttivo e assurdo quanto il «puro». [...] L'arte cinematografica può diventare il fuoco centrale dell'espressione di un tempo e la più efficace educazione di un popolo. (da Lo Schermo, 30 ottobre 1926; citato in Gianfranco Gori, Alessandro Blasetti. Firenze, La nuova Italia, 1984. p. 26)
- La medicina è un'opinione. (da La donna del Nadir, Mondadori)
- La prima qualità delle anime candide è la incapacità di accettare i giudizi altrui e farli propri... Luigi Pirandello si affacciò anima candida alla vita e alla intelligenza delle cose, in uno dei tempi meno candidi che si possono immaginare... (Commemorazione di Pirandello del 17 gennaio 1937,citato in Il teatro di Luigi Pirandello, introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, 1976)
- Noia è non sapersi accorgere delle variazioni minime, quelle dalle quali comincia il cammino per scendere in profondità. (da Ali dell'Ippogrifo, in Racconti e romanzi, a cura di P. Masino, Mondadori, Milano 1961)
- Racconto fatti veri, accaduti a me, nella città di Milano. Questa narrazione – la quale comprende tutte le avventure che mi sono accorse una mattina, tra le 12 e le 12.30, andando da via San Paolo alla Galleria – potrà sembrare troppo complicata a quanti hanno l'abitudine di andare da casa alla trattoria senza incontrare nulla che sia degno di essere raccontato. Eppure questa è una storia vera. E io non la scrivo per quegli uomini troppo semplici. (dalla prefazione a La vita intensa – Romanzo dei Romanzi)
- Una sola cosa ha da temere l'arte da parte di un regime politico: la protezione. (da L'avventura novecentista, Vallecchi, Firenze 1938)
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[modifica] L'amante fedele
[modifica] Incipit
- Possedevo un'automobile: una sera da un luogo di villeggiatura accompagnai certa gente alla stazione della città più vicina. Il treno era in ritardo, loro dicevano: "Vattene pure, si fa buio, fino a casa hai forse cento chilometri, ecc.". Ma io ho preferito aspettare, per andarmene poi traverso la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno.
Partita la gente uscii dalla stazione e ripresi in fretta il mio posto al volante. In breve ero fuori delle case, via per il bel viale diritto, a fari accesi.
[modifica] Citazioni
- In uno di quegli anni incerti tra giovane e uomo, fui per una notte pellegrino. (p. 35)
- Fu tenace, l'antico nottambulo, e vinse la prova. Arrivato ai settant'anni s'era dovuto rasegnare a un nottambulismo casalingo; ma contro ogni prescrizione, insistenza, preghiera, non accettò mai di andare a letto prima delle due dopo la mezzanotte (e gli parve gran condiscendenza rinunziare per sempre a quelle ultime ore preziose quando la tenebra si disfa). Così durò fino al suo anno settantaseiesimo; nel quale morì: di notte, come di notte aveva sempre vissuto; e non in casa morì, ma fuori all'aperto. (p. 51)
[modifica] Incipit di Eva ultima
- I casi, che sto per raccontare, sono semplici, ma tutt'insieme m'è sembrato che formino una storia amabile a narrarsi, forse anche a sentirsi; e perfino spero che altri sappia cavarne ammaestramenti, la cui precisione a me sfugge. Così semplici quali mi paiono, e sono, qualcuno potrà trovarli strani e sino incredibili, tanta è la diffidenza degli uomini: io li ho saputi da fonti dirette e in certo modo riscontrati dimorando qualche tempo nei luoghi ove si svolsero. M'importava stenderne la storia prima che il ricordo impallidisse in me, o forse la fantasia li trasformasse.
[modifica] Bibliografia
- Massimo Bontempelli, Eva ultima, Alberto Stock Editore, Roma, 1923.
- Massimo Bontempelli, L'amante fedele, I Premi Strega, CDE, Milano, 1979.
- Massimo Bontempelli, La vita intensa – Romanzo dei Romanzi, Vallecchi editore Firenze, 1920.
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