Matteo Ricci
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Padre Matteo Ricci (1552 – 1610), gesuita, matematico e cartografo italiano.
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Dell'amicizia [modifica]
- Il mio amico non è altro che la metà di me stesso; anzi, un altro me stesso. Perciò devo considerare l'amico come me stesso.
- Sebbene l'amico e io abbiamo due corpi, nei due corpi c'è un cuore solo.
- Ragion d'essere dell'amicizia sono il bisogno reciproco e il mutuo aiuto.
- Il figlio devoto eredita le amicizie del padre come ne riceve le proprietà.
- Quando tutto procede tranquillamente e non ci sono contrarietà, è difficile distinguere i veri dai falsi amici; ma, quando le avversità sopraggiungono, si dimostra l'amicizia. Infatti, nel momento dell'urgenza i veri amici si avvicinano sempre più, mentre i falsi si allontanano sempre più.
- Un uomo di grande virtù, se non ebbe nemici fuor dal comune, ebbe certamente buoni amici. Se non ebbe nemici straordinari che lo costrinsero a essere accorto, certamente ebbe buoni amici che lo aiutarono.
- Prima di contrarre amicizia, bisogna osservare; dopo averla contratta, bisogna fidarsi.
- Se gli amici sono pochi, avrò poca gioia; ma avrò in tal modo anche poca tristezza.
- Un vecchio amico è un buon amico: non dobbiamo abbandonarlo. Chi senza motivo lascia un vecchio amico per uno nuovo, dopo poco se ne pentirà.
- Dopo aver contratto un amico, in ogni cosa potrò consultarmi con lui; ma, prima, devo decidere chi sia vero amico.
- L'amicizia prevale sulla parentela solo per questo: i parenti possono non amarsi reciprocamente, gli amici no. Infatti le relazioni di parentela restano anche senza amore tra i parenti; ma, se togliete l'amore reciproco tra gli amici, come potrebbe sussistere l'essenza dell'amicizia?
- Possono prosperare solo le imprese di chi ha degli amici.
- È profonda amicizia essere amico degli amici dell'amico e nemico dei nemici dell'amico.
- Se il mio amico è retto, sa amare e sa odiare; perciò nei miei giudizi lo seguo.
- Chi non aiuta l'amico nel bisogno, quando si troverà nel bisogno non avrà chi l'aiuti.
- Gli amici volgari stanno insieme più nel divertimento che nella gioia dell'animo; così, quando si separano, restano tristi. Gli amici virtuosi stanno insieme più nella gioia dell'animo che nel divertimento; così, quando si separano, non hanno di che pentirsi.
- Se sei il mio vero amico, allora mi ami per l'affetto, non per le cose.
- Le cose degli amici sono tutte comuni.
- L'amicizia è più utile al mondo che non le ricchezze. Non c'è nessuno che ami le ricchezze solo per le ricchezze, ma c'è chi ama l'amico solo per l'amico.
- Si lascia l'amico che offenda la giustizia in modo veramente grave.
- Quando nell'amicizia il piacere prevale sulla virtù, non si può restare amici per lungo tempo.
- Ma che epoca! Che epoca! Le parole ossequiose producono amicizia e le parole vere producono odio!
Il vero significato del "Signore del Cielo" [modifica]
- Di tutte le cose che distinguono l'uomo dagli animali, nessuna è più grande dell'intelletto.
- L'uomo trascende le altre creature perché è dotato di un'anima spirituale all'interno di sé, e dell'abilità di osservare i principi delle cose all'esterno.
- Ciò che è portato alla luce dall'intelletto, non può accondiscendere alla falsità.
- La ragione ha con l'uomo la stessa relazione che il sole ha col mondo, diffondendo la sua luce per ogni dove. Abbandonare i principi affermati dall'intelletto e conformarsi alle opinioni altrui è come chiudere fuori la luce del sole e cercare un oggetto con una lanterna.
- L'uomo superiore fa della verità il suo vessillo. Quando si deve trovare la verità, bisogna conformarsi ad essa, ma quando non vi sia verità, si opporrà.
Citazioni su Matteo Ricci [modifica]
- Matteo Ricci è un simbolo in Cina. È il primo esempio positivo di incontro tra Oriente e Occidente. È un personaggio popolare che appartiene a tutti, non solo ai cattolici. Ha insegnato ai nostri antenati la matematica, l'astronomia, la geografia e il più significativo esempio di dialogo interreligioso. (Zhāng Yìmóu)
Bibliografia [modifica]
- Matteo Ricci, Dell'amicizia, a cura di Filippo Mignini, Quodlibet, Macerata.
- Matteo Ricci, Il vero significato del "Signore del Cielo", traduzione e cura di Alessandra Chiricosta, Urbaniana University Press, Città del Vaticano 2006.
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