Maurice Sendak

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Maurice Sendak (1928 – 2012), scrittore e illustratore statunitense.

Citazioni di Maurice Sendak[modifica]

  • Non scrivo per i bambini. Non scrivo per gli adulti. Scrivo e basta.[1]
  • [I parenti di Brooklyn] dicevano sempre qualche cosa di minaccioso tipo "Sei così carino che potrei mangiarti". E se mia madre non si fosse sbrigata con la cena, lo avrebbero fatto.[2]
  • I bambini sono tosti, anche se noi li pensiamo fragili. Devono essere tosti. L'infanzia non è facile. Abbiamo un'idea sentimentale dell'infanzia, ma loro sanno cosa reale e cosa non lo è. Capiscono le metafore e colgono i simboli.[3]
  • Abbiamo insegnato ai bambini a pensare che la spontaneità sia inappropriata. I bambini sono disposti a esporre sé stessi alle esperienze più disparate. Noi no. Gli adulti dicono sempre che stanno proteggendo i loro figli, ma in realtà stanno proteggendo sé stessi. E poi, non si possono proteggere i bambini. Loro sanno tutto.[3]
  • Non sono Hans Christian Andersen. Nessuno farà una statua di me in un parco con un sacco di bambini che si aggrappano a me. Non la avrò, okay?[4]
  • Andavo a letto senza cena molto spesso perché odiavo la cucina di mia madre. Quindi, andare a letto senza cena non era una tortura per me. Se voleva castigarmi, mi faceva mangiare.[4]
  • Non avevo intenzione di dipingere. Non avevo intenzione di fare disegni appariscenti. E non avevo intenzione di avere una mia galleria. Volevo solo nascondermi da qualche parte, dove nessuno mi avrebbe potuto trovare, ed esprimere completamente me stesso.[4]
  • Fare libri, illustrare è l'unica felicità che abbia mai sperimentato nella mia vita.[5]
  • Penso che quello che ho offerto sia diverso non perché ho disegnato meglio degli altri o ho scritto meglio degli altri, ma perché sono stato più onesto degli altri.[5]
  • Sono un scrittore di libri per bambini, ma non è vero che sono un scrittore di libri per bambini perché ho questa adorazione per l'infanzia. No, è una peculiarità, qualcosa che non funziona in me. Quello che faccio è peculiare, ma è l'unica cosa che so fare.[5]
  • Perché il mio ago sia incastrato nell'infanzia non lo so. Non lo so. Suppongo sia dove è il mio cuore.[5]

Nel paese dei mostri selvaggi[modifica]

  • E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi.[6]
  • Max gridò: «A CUCCIA!» e li domò con il trucco magico di fissarli negli occhi gialli senza battere ciglio e quelli ebbero paura e proclamarono che lui era più mostro selvaggio di tutti e lo fecero re di tutti mostri selvaggi.[6]
  • «E adesso» urlò Max, «attacchiamo la ridda selvaggia!»[6]

Note[modifica]

  1. Citato in Facing the Frightful Things, Los Angeles Times (11-10-1993)
  2. Citato in The Art of Maurice Sendak (1980)
  3. a b Citato in The Paternal Pride of Maurice Sendak, New York Times, (08-11-1987)
  4. a b c Citato in Interview, NOW with Bill Moyers, PBS (12-03-2004)
  5. a b c d Citato in Tell Them Anything You Want: A Portrait of Maurice Sendak (2009) (Spike Jonze, Lance Bangs)
  6. a b c Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, traduzione di Antonio Porta, Babalibri, Milano, 1999. ISBN 978-88-8362-007-2

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