Klemens von Metternich

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Klemens von Metternich in un ritratto di Thomas Lawrence

Klemens Wenzel Lothar von Metternich (1773 – 1859), diplomatico e politico austriaco.

Citazioni[modifica]

  • È inutile sbarrare le porte alle idee: le scavalcano. (citato in Harold Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli, Giunti Editori, Firenze)
  • Gli avvenimenti che non possono essere impediti, devono essere diretti. (citato in Arthur Herman, Metternich, dall'Oglio editore, Milano 1958)
  • Il mondo è perduto, l'Europa è in fiamme; dalle ceneri sorgerà un nuovo ordine di cose, o, meglio, l'antico ordine apporterà la felicità ai nuovi regni. (citato in Arthur Herman, Metternich, dall'Oglio editore, Milano 1958)
  • L'Europa sarà salvata, e mi lusingo che non mi si ascriverà la minore parte del merito. Il mio sentiero politico è quello stesso che ho percorso da molti anni. Prima d'essermi accinto al grande lavoro, ho studiato, e non invano, il mio nemico e la sua forza. (da una lettera al padre; citato in Arthur Herman, Metternich, dall'Oglio editore, Milano 1958)
  • L'Italia è un'espressione geografica (in Lettere, 19/11/1849).
Italien ist ein geographischer Begriff
  • Qui sareste la creatura più felice del mondo. Tutto ciò che la natura ha fatto di più bello, di più maestoso e di più incantevole è versato qui a torrenti, su tutto ciò che si vede, si sente e si tocca. (da una lettera alla madre, 21 maggio 1819; citato in Napoli nobilissima, vol. I, Arturo Berisio editore, 1970)
  • Sire, voi siete perduto. Ne avevo la sensazione quando sono venuto qui – ora che me ne vado ne sono certo. (da un colloquio con Napoleone Bonaparte; citato in Herbert Fisher, Napoleone)

Dalle lettere alla Contessa di Lieven[modifica]

  • Con voi, sono stato quello che sono raramente, assolutamente sincero sin dal primo momento della nostra relazione. (Aquisgrana, 20 novembre 1818)
  • È impossibile vedervi partire senza dirvi quello che sento. La storia della nostra vita è compendiata in pochi momenti. Vi ho trovato solo per perdervi.
  • Quello che mi lega a voi è la tranquillità intima che non mi lascia dubbio sulla perfetta identità dei nostri pensieri. (Bruxelles, 27 novembre 1818(citato in Harold Acton,)
  • Per me una persona è tutto, o nulla. La mia anima non è suscettibile di un mezzo sentimento o di un mezzo pensiero.
  • L'anima che ha fatto naufragio non afferra la tavola che può salvarla; afferra quella che trova a portata di mano e affoga!
  • Voi sentite un vuoto interno che desiderate colmare. Vostro marito è gentile, fedele, ma non è quello che dovrebbe essere un marito – l'arbitro del destino della propria moglie. (Bruxelles. 28 novembre 1818)
  • Non mi obbilgate più oltre ad essere solo al mondo. (Tirlemont. 28 novembre)
  • Voi conoscete il mio cuore, ma non la storia della mia vita. Quale campo da esplorare, quello di un'intera vita! (Coblenza, 1° dicembre 1818)
  • Ho venti difetti, ma la presunzione non è fra questi venti. (Coblenza, 1° dicembre 1818)
  • Non sono mai stato infedele; la donna che amo è la sola al mondo per me. Quando non amo, prendo una bella donna, che apprezzi qualsiasi cosa, tranne l'amore. (Coblenza, 1° dicembre 1818)
  • Sapete quello che costiruisce il fascino inesprimibile che possedete ai miei occhi? È che mi comprendete. (Donauwoerth, 6 dicembre 1818)
  • Io amo, oppure non amo. Amo, quando una persona mi colpisce in tutti i sensi, quando quella persona siete voi. (Monaco, 7 dicembre 1818)
  • Tutto è semplice nel sentimento che provo, come in tutto quello che dura, tutto quello che resiste al tempo, all'assenza, agli ostacoli. Questo è il legame che ci unisce. (Vienna, 14 dicembre 1818)
  • Quando una persona ama non vi sono due vie, perché uno non ha due cuori. (Vienna, 14 dicembre 1818)
  • Il giorno in cui vi vedrò, invece di scrivervi, sarò felice. Me lo credete, cara Dorotea? (Vienna, 18 dicembre 1818)
  • Di tutte le realtà, la più forte per me è l'amore. Sono certo che quelli che credono esservi bisogno della illusione in amore, non sono abbastanza forti per conoscere l'amore... (Vienna, 20 dicembre 1818)
  • Quello che mi dite, l'ho detto anch'io; quello che avete sentito l'ho amato; quello che avete desiderato lo desidero, quello che temete, lo temo; la vostra presenza, infine, è la mia. Quanta felicità vi è in tutto questo! (Vienna, 22 dicembre 1818)
  • La cosa più importante è quella d'essere compreso, una felicità davvero rara, quando uno sotto nessun aspetto è simile agli altri uomini. Come sono stato compreso poco nel corso della mia vita – quanto poco!... (Vienna, 25 dicembre 1818)
  • Uno non può divenire differente da quello che è. Nessun germe si sviluppa, se prima non esiste. (Vienna, 25 dicembre 1818)
  • È la mia anima che vi ha scelto, non i miei occhi.
    È il mio cuore che vi ama, non la parte materiale di me stesso. (Vienna, 2 gennaio 1819)
  • Credete che io ami soltanto materialmente e che subordini una singola sfumatura di quell'«esprit de coeur», che solo può trafiggermi, alla forma di due occhi, collocati sopra un bel nasino? Se lo credete, non mi conoscete. Se lo temete, ancora non mi conoscete. Se non credete quello che vi dico, allora non mi amate. (Vienna, 3 gennaio 1819)
  • Sapete quello che spesso mi disturba in una relazione come la nostra? Il pensiero che un indiscreto lettore possa trovare che le mie lettere sono simili, all'eccesso, a quelle di tutti gli innamorati. (Vienna, 7 gennaio 1819)
  • Vi amo come la vita stessa. Soddisfo un impulso, amandovi e dicendovelo. (Vienna, 7 gennaio 1819)
  • Comprendete la mia felicità nel potervi considerare parte di ciò che è mio, e di non dovervi guardare come un estraneo? (Vienna, 8 gennaio 1819)
  • Nulla atterrisce quanto la distanza. Voi potreste essere morta ed io non lo saprò abbastanza presto per morire. (Vienna, 15 gennaio 1819)
  • Quando uno è pari a me, non vi è timore per il domani. L'oggi è semplicemente più del domani, non meno... (Vienna 30 gennaio 1819)
  • Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero. (Firenze, 16 marzo 1819)
  • Il pericolo mi stimola all'azione. (Firenze, 21 marzo 1819)
  • L'uomo che voi oggi amate è una pietra di confine, posta dov'è per fermare coloro che corrono all'impazzata. (Firenze, 21 marzo 1819)
  • La mia anima è sopra il pregiudizio: non credo di averne. (Firenze, 21 marzo 1819)
  • Non sono mai tanto coraggioso come quando è necessaria la forza. (Firenze, 21 marzo 1819)

[Klemens von Metternich, dalle lettere alla Contessa di Lieven; citato in Arthur Herman Metternich, traduzione di Giorgio Liebman dall'Oglio Editore, Milano 1958]

Citazioni su Klemens von Metternich[modifica]

  • [Apparteneva] a quel piccolo gruppo di anime incontestabili, che a dispetto dell'inferno e di tutti i suoi satelliti, pure vivevano su questa terra esecrata e profonda ..., Nessuna disgrazia poteva atterrarlo, nessun tiranno forzarlo all'obbedienza. (Friedrich von Gentz)

Bibliografia[modifica]

  • H. A. L. Fisher, Napoleone (Napoleon), traduzione di G. Paganelli-Aventi, Cappelli, 1964.

Voci correlate[modifica]

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