Michel Foucault
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Michel Foucault (1926 – 1984), sociologo, storico e filosofo francese.
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[modifica] Citazioni
- A mio avviso, oggi il movimento omosessuale ha più bisogno di un'arte del vivere che di una scienza o di una conoscenza scientifica (o pseudoscientifica) di cosa sia la sessualità. La sessualità fa parte dei nostri comportamenti, fa parte della libertà di cui godiamo in questo mondo. La sessualità è qualcosa che siamo noi stessi a creare – è una nostra creazione assai più di quanto non sia la scoperta di un aspetto segreto del nostro desiderio. (da Archivio Foucault. 1, Feltrinelli, Milano 1996)
- All'inizio di questo secolo le ricerche psicoanalitiche, linguistiche e poi etnologiche hanno spossessato il soggetto delle leggi del suo piacere, delle forme della sua parola, delle regole della sua azione, dei sistemi dei suoi discorsi mitici. (da Due risposte sull'epistemologia – Lampugni Nigri, Milano, 1971, traduzione di A. Fontana)
- Dall'uomo al vero uomo, la strada passa per l'uomo pazzo. (da Storia della follia nell'età classica)
- Il valore della critica storico-politica della repressione sessuale e dei suoi effetti sulla realtà è stato considerevole. Ma la possibilità stessa del suo successo era legata al fatto che si dispiegava sempre all'interno del dispositivo di sessualità, e non al di fuori o contro di esso [...]. Tutta questa 'rivoluzione' del sesso, tutta questa lotta 'antirepressiva' non rappresentava niente di più, ma anche niente di meno [...] di uno spostamento e un capovolgimento tattici nel grande dispositivo di sessualità". (da La volontà di sapere, pp. 116-7)
- La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze. (da Sorvegliare e punire, 1975)
- L'uomo non può darsi nella trasparenza immediata e sovrana di un cogito. (da Le parole e le cose, traduzione di P. Pasquino, Rizzoli, Milano, 1967)
- Saranno i giornali a riprendere nella loro cronaca il grigiore di delitti e punizioni. La spartizione è fatta, che il popolo si spogli dell'antico orgoglio dei suoi crimini. (da Sorvegliare e punire; citato in la Repubblica, 8 febbraio 2008)
- Si è costruito un sapere sul corpo con discipline militari e scolastiche. È solo a partire da un potere sul corpo che un sapere fisiologico, organico era possibile. (da Potere-corpo)
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- Come archeologo del pensiero umano, sostengo che è facilmente dimostrabile che l'uomo è un'invenzione di data recente.
- Forse oggi l'obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo, ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare.
- Gli uomini credono di morire perché si ammalano mentre si ammalano in quanto mortali.
- La libertà di coscienza comporta più pericoli dell'autorità e del dispotismo.
- Mai la psicologia potrà dire sulla follia la verità, perché è la follia che detiene la verità della psicologia.
- Non esiste una sola cultura al mondo in cui sia permesso di fare tutto.
- Se nel sonno la coscienza si addormenta, nel sogno l'esistenza si sveglia.
- Una cosa in ogni caso è certa: l'uomo non è il problema più vecchio né il problema più costante che si sia mai presentato alla coscienza umana.
[modifica] Storia della follia nell'età classica
[modifica] Incipit
Alla fine del Medioevo la lebbra sparisce dal mondo occidentale. Ai margini della comunità, alle porte delle città, si aprono come dei grandi territori che non sono più perseguitati dal male, ma che sono lasciati sterili e per lungo tempo abbandonati. Per secoli e secoli queste distese apparterranno all'inumano. Dal XIV al XVII secolo aspetteranno e solleciteranno, attraverso strani incantesimi, una nuova incarnazione del male, un'altra smorfia della paura, magie rinnovate di purificazione e di esclusione. A partire dall'Alto Medioevo fino al termine delle Crociate, i lebbrosari avevano moltiplicato le loro città maledette su tutta la superficie dell'Europa. Secondo Mathieu Paris, in tutto il mondo cristiano ce ne sarebbero stati fino a diciannovemila. Im ogni caso, verso il 1266, quando Luigi VII stabilisce per la Francia il regolamento dei lebbrosari, ne vengono recensiti più di duemila. Ce ne furono fino a quarantatré nella sola diocesi di Parigi; si contava Bourg-le-Reine, Corbell, Saint-Valé, e il sinistro Champ-Pourri; si contava anche Charenton. I due più grandi si trovavano nelle immediate vicinanze di Parigi – Saint-Germain e Saint-Lazare-: ritroveremo i loro nomi nella storia di un altro male.
[modifica] Citazioni
- L'uomo è la più infelice e la più fragile fra tutte le creature, e nello stesso tempo la più orgogliosa. (pag. 53)
- L'amore deluso nel suo eccesso, e soprattutto l'amore ingannato dalla fatalità della morte, non ha altro esito che il suicidio. (pag. 58)
- È un luogo comune affermare che la Riforma ha portato a una laicizzazione delle opere nei paesi protestanti. Ma incaricandosi per conto proprio di tutta questa popolazione di poveri e d'incapaci, lo stato o l'amministrazione pubblica preparano una nuova forma di sensibilità alla miseria; sta per nascere un'esperienza del patetico che non parla più di una glorificazione del dolore, né di una salvezza comune alla Povertà e alla Carità, ma che intrattiene l'uomo unicamente nei suoi doveri verso la società e indica nel miserabile, a un tempo, un effetto del disordine e un ostacolo all'ordine. Non si tratta dunque più di esaltare la miseria nel gesto che le porta sollievo, ma, semplicemente, di sopprimerla. Se si rivolge alla Povertà come tale, anche la Carità è disordine. (pag. 84)
[modifica] Bibliografia
- Michel Foucault, Storia della follia nell'età classica, traduzione di Franco Ferrucci, BUR Storia, 1976.
- Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.
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