Michel Onfray

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Michel Onfray (1959 – vivente), filosofo francese.

Indice

[modifica] Trattato di Ateologia

  • L'obbedienza si misura bene solo per mezzo di divieti.
  • Il monoteismo passa per essere la religione del Libro – ma sembra piuttosto la religione di tre libri che non si sopportano affatto.
  • Dio non è morto perché non è mortale. Una finzione non muore.
  • Dirsi ateo è difficile: atei si è chiamati.
  • Gli oltremondi mi sembrano subito contromondi inventati da uomini stanchi, sfiniti, essiccati dai ripetuti viaggi tra le dune o sulle piste pietrose arroventate. Il monoteismo nasce dalla sabbia.
  • Dappertutto ho constatato quanto gli uomini favoleggiano per evitare di guardare in faccia la realtà. La creazione di oltremondi non sarebbe molto grave se non venisse pagata a caro prezzo: l'oblio della realtà, e dunque la colpevole negligenza del solo mondo esistente.
  • Mosè, Paolo di Tarso, Costantino, Maometto, in nome di Jahwèh, Gesù e Allah, loro utili finzioni, si danno da fare per gestire le forze oscure che li invadono, li agitano e li tormentano. Proiettando sul mondo le loro perfidie essi lo oscurano ancora di più e non si liberano di nessuna pena. L'impero patologico della pulsione di morte non si cura con un'irrorazione caotica e magica, ma con un lavoro filosofico su di sé. Un'introspezione ben condotta ottiene che arretrino i sogni e i deliri di cui si nutrono gli dèi. L'ateismo non è una terapia, ma una salute mentale recuperata.
  • Il silenzio di Dio permette la chiacchiera dei suoi ministri che usano e abusano dell'epiteto: chiunque non crede al loro Dio, dunque a loro, diventa immediatamente un ateo.

[modifica] Citazioni su Michel Onfray

  • Ci si può chiedere perché darsi la pena di confutare le allegazioni di un Trattato di ateologia che non tiene la strada, da qualunque lato lo si prenda. È fare molto onore a un libro la cui sostanza intellettuale è molto magra. [...] Non si tratta di rispondergli sullo stesso tono, ma neppure di lasciar passare, senza suonare la campanella, un'aggressione simile. (Irene Fernandez)
  • Con Michel Onfray, abbandoniamo la pratica intellettuale comune – quella che verifica le fonti, pone degli argomenti coerenti e mira a elevare l'uomo – per scendere al livello di una demagogia militante che si sperava scomparsa dopo i rigurgiti del XX secolo. (Matthieu Baumier)
  • Il ragionamento di chi attacca le religioni è in realtà un postulato, si sostituisce alla conoscenza dei concetti e degli argomenti attaccati, di modo che l'offensiva non viene condotta contro le ragioni delle persone e delle religioni incriminate, ma contro l'immagine fantastica che l'autore degli attacchi si è fatto di esse. Cosa ne è stato dell'equilibrio? Dov'è finito lo spirito critico? Dov'è la filosofia? Dov'è la capacità dell'intellettuale di formulare tesi verificabili e legittime, tenendo conto anche di argomenti che non vanno necessariamente nella stessa direzione? (Matthieu Baumier)
  • È la nuova star della filosofia francese. Perché Michel Onfray non propone teoremi di idee, ma parla soprattutto di felicità. (Manuela Grassi, «Panorama» data? data?)

[modifica] Bibliografia

  • Michel Onfray, Trattato di Ateologia, traduzione di Gregorio De Paola, Fazi Editore, 2005.

[modifica] Opere

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