Michail Gorbačëv

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Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la pace (1990)
Gorbačëv nel 2010

Mihail Sergeevič Gorbačëv (1931 – vivente), politico russo.

La casa comune europea[modifica]

  • Dopo Hiroshima e Nagasaki la guerra mondiale ha cessato di essere la continuazione della politica con altri mezzi.[1] Nella guerra nucleare si disintegreranno anche gli autori di tale politica. (p. 77)
  • Noi siamo testimoni viventi di come vada crescendo un vasto movimento di opinione pubblica, che comprende in ogni parte del mondo scienziati, intellettuali di varie tendenze, esponenti religiosi, donne, giovani, bambini, un numero sempre più grande di bambini (!), persino ex militari, generali, che sanno bene che cosa siano le armi moderne. E tutto questo perché gli uomini sono sempre più consapevoli del punto in cui il mondo si è venuto a trovare, su quale abisso si trovi e quanto sia reale la minaccia che incombe su di esso. (p. 81)
  • L'autoaffermazione di un mondo sfaccettato rende inconsistenti i tentativi di guardare dall'alto chi ci circonda e di voler insegnare agli altri la «propria» democrazia. Senza parlare del fatto che i valori democratici in «versione esportazione» in genere si deprezzano molto rapidamente.
    Cosicché il discorso verte su una unità nella diversità. Se constatiamo tale realtà a livello politico, se confermiamo che ci atteniamo alla libertà di scelta, verranno a cadere anche le concezioni secondo cui qualcuno è sulla terra per «volontà divina» e qualcun altro invece per puro caso. (pp. 116-117)
  • La politica è l'arte del possibile.[2] (p. 168)
  • Lo spirito democratico di Lenin e il suo continuo contatto con la gente, l'atteggiamento esigente di Lenin verso se stesso e verso gli altri, la sua intransigenza verso il burocratismo, sono un esempio insuperabile. Le deviazioni da questo stile si sono sempre trasformate in costi politici e morali, hanno frenato lo sviluppo. (pp. 247-248)
La perestrojka illustrata agli italiani, intervista di Gerardo Chiaromonte, 18 maggio 1987
  • L'Unione Sovietica avversa fieramente, sul piano dei princìpi, il progetto delle «guerre stellari». E non perché si tratta di un programma americano. [...] ogni «scudo cosmico» può essere agevolmente trasformato in una «spada cosmica». E chi la impugna potrebbe non resistere alla tentazione di usarla. (pp. 252-253)
  • Debbo dire che mi piace molto lo stile con cui voi italiani ponete le domande. Prima occupate mezza pagina per ricordarmi quello che io stesso ho detto, e solo a quel punto fate la domanda. Uno stile simpatico! (pp. 260-261)
  • Lenin disse a suo tempo (non sto citando, rendo l'idea) che è importante non soltanto conoscere la posizione dei propri compagni di partito, o di movimento, ma anche quello che dice di noi l'avversario di classe. Poiché questo in primo luogo esprime apertamente le proprie vedute e, in secondo luogo, vede più chiaramente i punti deboli delle nostre posizioni. (p. 264)
  • Il socialismo non può assicurare condizioni di vita e consumi uguali per tutti. Ciò avverrà nel comunismo. Nel socialismo il criterio di distribuzione dei beni sociali è diverso: da ciascuno secondo le capacità, a ciascuno secondo il lavoro.[3] (p. 268)
  • Il realismo è il tratto obbligatorio di ogni politico. (p. 273)
  • La stampa borghese tratta in modo distorto il processo della democratizzazione in corso nel nostro paese. Probabilmente c'è chi desidera convincere i propri lettori e ascoltatori che nell'Unione Sovietica finalmente si sarebbero decisi ad avvicinarsi alla democrazia che c'è in Occidente. Le cose, direi, stanno completamente al contrario. Stiamo sviluppando la sostanza originaria dei princìpi leninisti della democrazia socialista sovietica, partendo dal potenziale politico e culturale della società e del popolo sovietico che abbiamo accumulato. La democrazia socialista è insieme il nostro obiettivo, la condizione, lo strumento potente della perestrojka. (p. 291)
  • È chiaro che l'efficacia dell'opinione pubblica dipende molto da quanto essa è competente, dal fatto cioè se possiede o no informazioni attendibili. (p. 295)
  • Il risanamento della società e l'immagine pulita, onesta di ogni iscritto al partito sono indivisibili. (p. 297)

Citazioni su Michail Gorbačëv[modifica]

  • Anch'io guardo a Gorbaciov come una figura positiva, non per ciò che voleva fare, perché lui voleva solo aggiustare il comunismo, bensì per ciò che effettivamente ha fatto: aprire uno spazio di libertà che ha pian piano risucchiato via il comunismo. (Adam Michnik)
  • Gorbaciov è un interlocutore attento, spiritoso e con la battuta pronta. [...] Ci ha detto che si sarebbe voluto laureare in fisica, che legge molti testi filosofici e, infine, che conserva un bellissimo ricordo del primo dei suoi due viaggi in Italia, quando visitò in lungo e in largo la penisola; mentre il secondo fu triste, per i funerali di Berlinguer. (Gerardo Chiaromonte)
  • Per me è una figura quasi mistica, come Rasputin, ma positiva. Oggi siamo amici. Mi dice spesso "Se avessi lasciato tutto com'era, potevo restare al potere per quindici anni, forse di più, ma sentivo che così non si poteva andare avanti". Io dico che se nel 1985 alla morte di Cernenko, fosse andato al potere Eltsin, il Politburo lo avrebbe spazzato via. Se ci fosse andato uno meno riformatore di Gorbaciov non ci sarebbe stata la perestrojka. Dio scelse lui è bastò la sua volontà di cambiare a mettere in moto tutto il resto. (Viktor Vladimirovič Erofeev)

Note[modifica]

  1. Cfr. Carl von Clausewitz: «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi».
  2. Cfr. Otto von Bismarck: «La politica è l'arte del possibile, la scienza del relativo».
  3. Cfr. Louis Blanc: «Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni».

Bibliografia[modifica]

  • Michail Gorbaciov, La casa comune europea, traduzione a cura della APN Publishing House, Mondadori, Milano, 1989. ISBN 88-04-33183-6

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