Modi di dire campigiani

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

  • Brozzi Peretola e Campi è la meglio genìa che cristo stampi.[1]
  • Gl'è nào e sputào i' su fratello.
Incredibile somiglianza
  • Avere un dòlo alla spìna.
Un dolore alla schiena
  • Campi passi, ma non baci.[2]
  • Dagli lànda.
Lascialo libero
  • Avere i' corpo sciòrto.
Avere la diarrea
  • Scalzo in buccia.
A piedi nudi
  • Sembra tu gli'abbia da rifàre un tanto.
Come ti abbiano fatto un prestito non restituito
  • Fare una peàta.
Una fumata
  • Sortire fòri in zucca.
Uscire senza il cappello
  • Essere un cincirinèlla.
Persona maldestra
  • Andare a quàsto.
Andare a caso, senza riflettere
  • Siamo alle porte co' sassi. [3]
Non ci rimane altra scelta
  • Per dar noia alla gente tu sei il marciocàso.
Sei un rompiscatole
  • Non far' raccàgna con quegli.
Una compagnia poco raccomandabile
  • Essere un piaccicòne. [4]
  • Gl'è sempre a vedere.
Si dice di un disoccupato
  • Fare una figura cacìna.
Una pessima figura
  • Essere un rinfratìco e doddo.
Persona incapace e sempliciona
  • Gli sto co' frati e zappo l'orto.
Acconsente a qualsiasi decisione verrà presa
  • Pigliare l'abbiòcco.
Quando viene la sonnolenza
  • Essere un piecciòcci.
Camminare dondolandosi quasi in punta di piedi
  • Essere un catòrcio.
Persona che si ammala spesso, ma di cose leggere
  • S'aaddi' danda'.
Forma agglutinata di: che si dice di andare
  • N'ho da dare e serbare.
Averne in abbondanza
  • Fare uno spagliolìo. [5]
  • In do' l'è tomà, l'è a laa' là.
Dov'è la tua mamma? È a lavare laggiù
  • Prima d'uscire, sdrògati e mùtati.
Lavati e cambiati i vestiti
  • Tu ffa' leìste.
Tu fai finta
  • Moémoci.
Moviamoci, forma sincopata
  • Quando viene la cascàggine. [6]
  • Essere uno stroncùccio.
Dicasi di persona malandata
  • Ci si sbuccia (a "briscola" tutti i giorni.)
Battersi con tutte le forze e in tutti i modi per vincere la partita
  • Fra nìnnoli e nànnole, oppure, fra ùzzoli e minuzzoli.
Fra una chiacchiera e l'altra va a finire che si fa tardi
  • Andare a fare entratùra.
Andare in casa a conoscere i genitori di lei
  • Ocché mi riarrò?
Che mi riavrò? (dallo spavento)
  • Fare il rientrìno.
Lo sposo che va a stare nella casa dei suoceri
  • Avere il cilinguàgnolo.
Timore di dire le cose
  • Fare le braùle.
Vantarsi di cose, di poco valore
  • Avere refressiòne.
Riflettere e prendere coscienza di quello che si fa
  • Fare ammiccìno. [7]
  • Stare a cincìschiare.
Menare per le lunghe, perdere tempo, gingillarsi
  • Mettersi la bocca a gli orecchi.
Sganasciarsi dal ridere, ma anche con derisione
  • Non mi disgàrba.
Non mi dispiace, piacere un po'
  • Essere assodào su' i' sasso.
Metafora per indicare un tipo tosto
  • Essere appannatòtta.
Grassottella
  • Essere un bòcco.
Un grullo, un pollo
  • Essere una cirimbràccola.
Una poco di buono
  • Ti ci vòle le bìnde pe' mòiti. [8]
  • Stramùtati.
Alzati, spostati
  • Andare dalla manrìtta.
Sul lato destro
  • Essere un bìndolo.
Tirchio e avaro, ma soprattutto uno che non restituisce mai i soldi avuti a prestito
  • Star fòra co' i' sole a pìcco.
Fuori, nelle ore quando il sole è perpendicolare alla terra e dunque i suoi raggi sono più forti
  • Quello sembra i' tùtti.
Uno spaccone, esagerato, montato
  • L'acqua l'è marmàta.
Fredda come il marmo
  • Mi pà' millànni.
Non vedo l'ora di...
  • Attento, che t'arròtano.
Ti passano sopra con la macchina
  • Essere una gèngia.
Una incapace
  • Si, ciarèbbe a correre. [9]
  • Dare il mardòcchio. [10]
  • La m'è sguittìa di mano. [11]
  • Pigliare la scòssa.
Toccare i fili della la corrente elettrica
  • Gl'ha dào di bàrta. [12]
  • Fare i gèstri.
Fare le coccole
  • Non ti spenzolàre.
Non ti sporgere troppo, potresti cadere
  • Fare l'abbaiòne. [13]
  • Zitto come un mucìno.
Intimazione di tacere
  • Fa' conto daèlle 'n banca.
Alla fine lo picchierà e con gli interessi
  • Tirare una pacchìna.
Dare una manata, una pacca sulla testa
  • L'hanno fatto i' fumo.
Cose buone, che sono state finite in un attimo
  • Essere un rabìno.
Rabbioso, pieno d'ira
  • Avere il digrùmo. [14]
  • Tarabaràlla.
Viene detto, quando due cose sono molto simili
  • Mettere un piede in fallo.
Perdere l'equilibrio
  • Buttare aibbrì.
Tante cose gettate in aria, con gli altri pronti a raccoglierle
  • Essere inciampolào.
Inciampare in un terreno sconnesso
  • Farsi una puccesécca.
Un livido, un ematoma
  • Tu ma' sfrànto.
Pestato un piede
  • Caratù carabài. [15]
  • Farsi venire le vàcche. [16]
  • Avere i carzòni accincignài.
Pantaloni oltremodo sgualciti
  • Mettere in petto. [17]
  • Essere una scaratteràa.
Una che non te le manda a dire dietro, e te le dice anche in malo modo
  • Sconta topà icché facéa.
Non mi rimproverare, perché tuo padre ne faceva di peggio
  • Avere i panni incatorchìi.
Panni stesi, diventati rigidi dal freddo
  • Essere un pidocchio riestìo. [18]
  • Essere a 'i chiùli.
Ha perso tutto, è al "verde"
  • Un gli pende un pelo.
Nemmeno un capello fuori posto
  • Essere ripicchiàa.
Tirata a lucido, elegantissima, per far colpo
  • Volere in trafìne fatta.
Immediatamente
  • Da quando lo detti a bàlia e l'ho da riédere.
È una vita che non lo vede
  • La ùnne regge una.
Non ne regge una (in bocca) incapace di tenere un segreto
  • Avere la chiòrba.
Una testa enorme
  • Va, che sembra unto.
Velocissimo, come gli ingranaggi lubrificati di un motore
  • 'Un si tenténna a nulla.
Nulla lo smuove, da un orecchio gli entrano, dall'altro gli escono
  • 'Un gli fa spago nulla.
Non gli garba nulla
  • Fare le cozzàe co' muriccioli.
Intestardirsi a fare cose che poi ti vanno a finire male
  • Pigliare i cocci.
Arrabbiarsi, come quando si raccolgono i cocci di una cosa importante, che è stata rotta
  • 'Un ti saddìce per nulla.
Non è consono, adeguato alla circostanza
  • Avere i' ruzzo.
Ridere e scherzare in modo euforico
  • Giocare alle rimpiatterèlle.
Giocare a nascondino
  • Ragionare a randellìno.
Parole dette in modo maleducato e volgare, simili a randellate
  • L'hanno messo a "cento vecchi".
Mettere all'ospizio
  • Stare a bracchillonàre.
Sta, per girovagare e perdere tempo senza far niente
  • Rompersi i' fi' delle réne.
La schiena, all'altezza dei reni
  • Quando l'èra ne' su cenci.
S'intende nel periodo migliore
  • Il tempo fa culàia.
Quando il tempo sta cambiando, minacciando la pioggia
  • Avere i parlétio.
Il tremore del morbo di Parkinson
  • Lavorare sopra di se.
Lavorare in proprio, un lavoratore autonomo
  • N'ha tòcche quante i' lecca.
È stato picchiato e si vedono i lividi
  • Stare a spelluzzicàre.
Fare piccoli assaggi, qua e la.
  • 'Un la pigliàe pe'la via dell'orto.
Non fatelo troppo spesso
  • Quello c'ha la bocca impeciàa.
Subisce senza replicare, rimanendo a bocca chiusa
  • Essere i primi della pezza.
Quegli che pensano di essere i migliori a fare tutto
  • L'è sempre sulle vedétte.
  • Niente gli sfugge, sa sempre tutto di tutti
  • Unnè di primo pelo.
Non è più un giovincello
  • Mi baserèi la testa.
Pensare in continuazione e in modo ossessivo al ricordo che non ritorna alla memoria
  • Andare fòri di semetrìa.
Non riuscire più a ragionare e a giudicare le cose col buon senso
  • Essere un attaccabottòni.
Persona che non può fare a meno di chiacchierare
  • Essere degli scarzabùbboli.[19]
  • Essere un pottaiòne.
Un tipo elegantemente vestito, che ama mettersi in mostra e un po'snob
  • Gli'è venùo un coccolòne e gli'ha tirào i' carzìno. [20]
  • Essere molle intìnto.
Bagnato fradicio
  • Portare per bocca.
Raccontano a tutti, la nostra pessima figura
  • Gli'erano fitti come i' lino,'un ci si tiràa un chicco di panìco.
Un posto affollatissimo
  • Bisogna mi rizzi, sennò e mi 'ene le marméggiole. [21]
  • Essere un ceppicòne.
Persona con scarso comprendònio
  • Essere più falso de' gaburrìni.
Era il soprannome delle monete false, usate al posto del fiorino
  • Avere l'ambrogétte tutte sbocconcellàe.
Sono le piastrelle per pareti con gli angoli rotti
  • Dare la distùrna.
Scambiarsi motti e frizzi, stuzzicare con sfottò di derisione
  • Stare a uscio e bottega.
Abitare vicino
  • Essere un scoglionào.
Persona che parla un po' a vànvera, senza riflettere su quello che dice
  • Gl'ha più debiti che la lepre.
Alla lepre sono molti che gli corrono dietro, cani, battitori e cacciatori
  • Icché ci ha, ci 'ole.
Non farsi mancare niente
  • Trattare la gente come pellài.
Brutale comportamento verso le persone, analogia con i pellai nella concia delle pelli
  • Fanno alle cuttellàe.
Vecchio duello con i coltelli, ma detto ancora adesso, durante una violenta lite
  • Essere un mìcco.
Un tipo che guarda le donne in modo lascivo, fissandole con lo sguardo voglioso libidinoso: ciononostante è pretenzioso e sciocco tanto da rimanere spesso a "secco"
  • Far ridere i polli.
Rendersi ridicoli, persino agl'occhi dei polli che sono notoriamente gli esseri più sgraziati e incapaci, siano essi veri o figurati
  • Essere un impiàstro.
L'impiàstro non è quello che si mette sulla piàga, ma vuol dire, rompiscatole
  • L'è una bella sìzza.
Il vento gelido che ti ghiaccia la faccia
  • Pigliàre le fìttonàe.
Andare nel solito posto, in continuazione
  • Avere la mentalità dell'ùmpa.[22]
  • Stare a tracchéggiare.
Gingillarsi, perdere tempo inutilmente
  • Fare i fichi.
Indica un atteggiamento particolarmente esoso
  • Ocché l'ha bélle smarimésso? [23]
  • Trovar la scarpa pe' i' su' piede.
Avere la fortuna di incontrare la donna giusta
  • Arrivato a rìsio.
Appena in tempo
  • La viene a bocca di barili.
Sta piovendo a dirotto
  • Buttarsi sull'imbràca.
Stare ad oziare
  • Essere un demònfero.[24]
  • Mettere a briellùcci.
Quando si prende il bambino e lo si mette a sedere sulle nostre spalle
  • Andare da chi se n'aspètta.
Vado dalle autorità preposte
  • Essere un sarcìgno.
Un tipo tosto, rude
  • Attaccato per sgancìo.
Messo in diagonale, storto; deriva da sguincio (toscano) sbieco, sghembo
  • Avere le lònze.
Ingrassato nel punto vita, con enormi "maniglie dell'amore"
  • Fare le stuccherìe.[25]
  • Qui, le son zìzzole e si bùbbola.
In questo posto fa freddo e si trema
  • Volere per forza propriàre.
Piccarsi con puntiglio in un'azione e pretendere d'avere ragione
  • Essere balògio.[26]
  • Dagli di zaccàgno.
Lavora duramente, senza perder tempo
  • Essere un brandàno.
Dicesi di persona trasandata, con i pantaloni calati, la camicia fuori e le scarpe sporche
  • Portare gli zipìlli.
Scarpe da donna con tacchi altissimi
  • Essersi alloppiào subito.
Addormentarsi di schianto, come se ti avessero drogato


[modifica] Note

  1. Famoso detto, tratto dal libro Maledetti Toscani di Curzio Malaparte. Altra frase sui campigiani: "Eccoli là, ritti sul ponte, i miei cari campigiani. Guardateli in faccia: i toscani veri, per riconoscerli, basta guardarli in faccia. Hanno tutti la pelle arrossata, le ciglia e i capelli bruciacchiati, come se tornassero ora ora da un gran viaggio in inferno.Curzio Malaparte
  2. È un detto, fra i più celebri. Si riferiva alle parole che il parroco della chiesa di Signa diceva alle numerosissime persone in fila, accorse da ogni parte che aspettavano di passare davanti alla statua della "Beata" per baciarne i piedi. Sul basamento intorno ai piedi della statua vi erano le monete che i fedeli lasciavano come elemosine. Tutti naturalmente potevano baciare i piedi alla Madonna, ma non i campigiani, che con la scusa di baciare i piedi, prendevano le monete con la bocca
  3. È un detto molto antico. Quando a tarda ora gli abitanti trovavano le porte della città chiuse, gli tiravano i sassi per farsi sentire, sperando, riaprissero la porta.
  4. Persona oltremodo lenta e impacciata, deriva da piaccichiccio, fanghiglia, melma.
  5. Fuggi fuggi generale; derivato da spagliare (italiano) acque che straripate si spandono per la pianura.
  6. Quando sei su una sedia, ti prende la sonnolenza e il capo piano... piano... ti viene in avanti e lì, bisogna svegliarsi in tempo.
  7. Miccino:(italiano)piccola quantità; metafora per dire mangiane poco.
  8. Alzati, muoviti, fai veloce, c'è un chiaro riferimento all'àrgano, o alla binda (italiano) macchina per sollevare i pesi a piccola altezza.
  9. Metafora per far capire la diversità: correre è usato nell'accezione differenziale; ci corre significa che ci passa differenza fra due cose
  10. Iattura, malocchio, quando i ragazzi giocavavano nella piazza del paese a (bòcco)o alle (figurine) a quello che tirava, gli veniva detto: bìfa malìa schìfa. malia: (italiano) maleficio incantasimo; schifa: cattiva, bocco; era un gioco con le biglie
  11. Scivolata dalla mano, sguittire: derivato da squittire, nell'accezione di sguizzare, guizzare via, sgusciare
  12. È usato per riferimento a più cose; quando i barroccio è troppo carico e gli cade tutto in terra, oppure quando una persona fa una cosa impensabile; gl'ha dào di bàrta i'cervello
  13. Metafora: la gente deride, prende in giro, pronta a sghignazzare e a sbellicarsi dalle risate quando passa un tipo ridicolo, oltremodo buffo
  14. Metafora per dire una persona che mangia molto, digruma: (raro toscano) voracità prodotta da facile digestione
  15. Antica formula magica, retaggio di vecchi rituali taumaturgici usati in passato da alcune donne per scacciare nei bambini i bachi bianchi, modo di dire: c'è qualcosa in te che non va
  16. Le vacche: una volta le nonne erano abituate a tenere lo scaldino sotto le enormi gonne e il troppo calore emanato, formava delle chiazze nere di pelle cotta nell'interno cosce
  17. È detto di una cosa che si compra, ma si desidera registrarla poi, col nome del figlio, o di un parente
  18. Metafora per dire: nasce povero, diventa ricco, gli viene la "puzza sotto il naso" e si dà un sacco di arie
  19. Essere scarsi, incapaci; etimologia incerta probabile fusione fra scarzo variante toscana di scarso e bubbola (Italiano) frottola, inezia
  20. Metafora usata per un infarto; l'altro modo di dire invece veniva usato per una persona deceduta; questo modo di dire è riconducibile ad un movimento involontario della caviglia che si verifica nelle morti violente
  21. Il termine marmeggiole è una deformazione che deriva probabilmente da marmeggiato (italiano raro) significa roso dalla marmegge, insetti parassiti di pelli e altri tessuti organici; in questo caso dunque metafora per dire che, rimanere seduto in modo scomodo per molto tempo, ti mette in un disagio tale (come la marmegge), da non resistere un minuto di più
  22. U.N.P.A. era la sigla che identificava le squadre dell'Unione Nazionale Protezione Antiaerea durante la seconda guerra mondiale. Si trattava dell'ultimo gradino della difesa, formato in pratica da comuni cittadini organizzati in squadre con il compito di controllare che fossero rispettate in città le norme relative all'oscuramento e alla protezione antiaerea, allertando la popolazione e aiutandola per esempio ad affluire nei rifugi quando suonavano le sirene durante le incursioni aeree, e soprattutto verificando che gli esercizi pubblici chiudessero e si spegnessero le luci. Per tanto il termine è metafora di una mentalità restrittiva, in questo senso simile al termine coprifuoco
  23. Iniziato, cominciato a tagliare; derivato da marimettere allografia di manomettere (italiano pop.) cominciare ad usare (vivande e cibi); con l'aggiunta iniziale della s intensiva
  24. . Etimologia incerta ma probabile derivazione dalla parola demonio, con l'aggiunta del suffisso –foro: si dice di un bimbo quando è una vera peste, probabilmente questo termine è stato introdotto per addolcire bonariamente la parola demonio
  25. Probabile derivazione da stucchevole, persona che infastidisce, che annoia, trova da ridire su tutto e non gli va bene nulla. Tanti campigiani si sono beccati questo soprannome nel corso degli anni
  26. Melenso, balordo malaticcio, era detto riguardo a tutti gli animali dell'aia, quando i loro movimenti diventavano lenti e tentennanti ed era un segnale che si avvicinava la loro fine

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali