Modi di dire fiorentini
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- Andare a Castel Pulci. [1]
- Andare a Montedomini. [2]
- Finire in miseria
- Impazzire.
- Varianti: Andare ai tetti rossi, Andare al Madonnone
- Morire
- Variante: Andare da Boscarino
- Andare alle Ballodole. .[5]
- Finire in miseria oppure morire
- Finire in prigione
- Antica espressione usata quando una persona, in particolar modo un bambino, inizia a sbadigliare per il sonno. (vedi anche nel significato del successivo: Portare il soccorso di Pisa)
- Aver bevuto l'acqua del Porcellino.[7]
- Essere fiorentino schietto.
- Avere tutti i mali di Santa Maria Nuova.[8]
- Essere in cattivo stato di salute.
- Detto usato in periferia, per rifiutare un aiuto non richiesto.
- Equivalente all'italiano: Cercare un ago in un pagliaio.
- È quello di Gesù, dopo questo non c'è ne è più.[10]
- Si dice di cosa esaurita, terminata.
- Entrarci come il culo con le quarantore. [11]
- Non aver niente a che fare.
- Esser scritto fin sui boccali di Montelupo. [12]
- Si dice di cosa nota a tutti.
- Essere come il bucato della Maria Uliva: che la ci metteva una pulce morta e la rilevava viva.
- Si dice di una cosa venuta male.
- Essere come il pecorino di Dicomano
- Essere poco e poco buono.
- Essere come la banda dell'Antella, dove ognuno suonava per conto suo. [13]
- Si dice di gruppo disorganizzato.
- Essere come la casa di Gegge, tutta rutti, moccoli e curegge.
- Si dice di una casa dove non regna l'educazione.
- Essere come la Compagnia di Rifredi, pochi e mai d'accordo.
- Essere come Lapo, furbo ne' piedi e bischero nel capo.
- Essere come lo scrupolo del tarlo, che non potendo mangiare il legno mangiò il Cristo.
- Si dice per uno scrupolo ipocrita.
- Essere come lo strolago di Brozzi, che conosceva i rovi al tasto e la merda al puzzo. [14]
- Si dice di chi fa previsioni ovvie.
- Esser come l'opera del domo.
- Si dice di qualcosa che non termina mai.
- Essere peggio di quelli di Settimello, che per inaugurare il camposanto si fecero dare un morto dai campigiani.[15]
- Essere più duro de' sammoresi.[16]
- Usato in periferia, si dice di persona lenta di comprendonio.
- Essere più ignorante dei figlinesi, che la fecero in chiesa alla messa di notte.
- Essere più sudicio del coco Landino.
- Si dice di persona estremamente sporca.
- Essere più sudicio di un baston da pollaio.
- Essere ridotti al lumicino.
- Essere caduti in miseria[17]
- Far di Prato campi e di Campi prato.
- Far fare il volo del ciuco.
- Variante: Far fare il volo di Empoli
- Si usa per minacciare qualcuno o qualcosa che si vuole levare di torno. [18]
- Fare come a Carmignano, dove portarono la biada all'autobus.[19]
- Fare come gli aretini, che credono che il ciuco beva la luna.[20]
- Fare come il Nardi, che di presto fece tardi.
- Si dice di chi temporeggia, contando troppo sul tempo a disposizione.
- Fare come le monache di Prato, che si scoprano i' culo per coprirsi il capo.
- Fare come quelli di Quinto, che fecero il forno di legno.
- Si dice di chi propone idee balzane.
- La compagnia di Campi, passi e non baci.[21]
- Non tentare di fregarmi.
- L'avrà strozzato la balia!
- Si dice per la morte di una persona estremamente anziana che viene annunciata con eccessiva enfasi.
- Nato all'ombra di' Cupolone.
- Essere fiorentino schietto (Con riferimento alla cupola di Santa Maria del Fiore.)
- Si usa come sinonimo di brutto o di sgorbio. (Il profilo di un 2 disegnato sopra un 3 produce una linea storta e spigolosa.)
- Pare un merlo sul vangato
- Dicesi di uomo con il petto – o la pancia! – prominente e le gambe sottili.
- Si usa con il significato di "peggio che mai", "di male in peggio!" [22]
- Portare i cavoli a Legnaia.
- Si dice di chi porta una cosa dove c'è abbondanza. [23]
- Portare il soccorso di Pisa.
- Un aiuto offerto o giunto troppo tardi.[24]
- Ricorditi di me, che son la Pia. [25]
- Stufato di pelliccia, dimorte patahe e poca ciccia.
- Stufato di carne con troppe patate.
- Tirarsi su il seno. (si dice di una magra consolazione)
- Ossibus et nerbus e ciccia punta.
- Si dice dell'arrosto con ossi e calli e poca carne.
- Uhm in culo! (come disse Pitti al Granduca)[26]
- Un ciò mica scritto Giocondo!
- Si usa per dire "Non mi freghi", "Non sono mica stupido!".
- Un son mica di Fucecchio!
- Ha lo stesso valore del precedente. [27]
- Vo' a Peretola in tranvai.
- Variante: Vo a Lucca a comprare bambolini di stucco.[28]
- ↑ Variante del detto Andare a San Salvi. Si usa per i pazzi furiosi: a Castel Pulci, frazione di Scandicci, si trovava un manicomio per malati di mente irrecuperabili e pericolosi, che ospitò tra gli altri il poeta Dino Campana fino alla morte.
- ↑ Montedomini è un ospizio per indigenti.
- ↑ A San Salvi si trovava il manicomio di Firenze, che si distingueva per le tegole rosse. In zona, si trova un grande tabernacolo raffigurante la Madonna.
- ↑ Trespiano ospita il maggiore cimitero comunale fiorentino e nei pressi vi era un tempo la Trattoria "Da Boscarino". Esistono varianti nei comuni limitrofi, adattate ai toponimi: a Sesto Fiorentino si dice Andare a Quinto, a Campi Bisenzio Andare alla Chiella.
- ↑ La località delle Ballodole ospitava un tempo il cimitero di Careggi.
- ↑ "Le Murate" era il vecchio carcere fiorentino, così chiamato perché l'edificio prima ospitava un convento di monache di clausura.
- ↑ Con riferimento alla celebre fontana di Pietro Tacca
- ↑ Si riferisce al nome dello storico Ospedale di Santa Maria Nuova.
- ↑ La parrocchia di Capalle era l'unica del comune di Campi Bisenzio a non dipendere dalla Pieve di Santo Stefano per un antico privilegio arcivescovile.
- ↑ L'espressione deriva da un episodio (non accertato): un convento fiorentino rimase una notte senza candele. La superiora, per illuminare il refettorio, prese il cero dall'altare del Cristo e avvertì, con le parole del detto, le consorelle del pericolo di rimanere al buio.
- ↑ L'origine di questo colorito modo di dire fiorentino è attribuita a un incidente avvenuto in una chiesa fiorentina, durante l'esposizione solenne del Santissimo Sacramento, pratica conosciuta col nome di "Quarantore". Nella chiesa gremita di fedeli sembra che un'avvenente donna si sentisse toccare da un fedele dietro di lei. Alle sue proteste, il colpevole cercò di spiegarle, più con i gesti che con le parole, che l'aveva fatto senza malizia, a causa dell'affollamento: "Sono le Quarantore!", al che la donna ribatté con questa espressione: "Cosa c'entra il culo con le Quarantore?"
- ↑ I boccali di ceramica di Montelupo Fiorentino erano celebri anche per i motti che riportavano.
- ↑ Antella è una frazione di Bagno a Ripoli.
- ↑ Lo Strolago di Brozzi, al secolo Sesto Caio Baccelli, era un astrologo del XVI secolo ideatore di un lunario per agricoltori, tuttora esistente.
- ↑ Girava voce che gli abitanti di Settimello (frazione di Calenzano) morissero tutti in galera.
- ↑ Gli abitanti di San Mauro a Signa avevano fama di "zucconi.
- ↑ Dall'usanza delle famiglie fiorentine un tempo benestanti, ma cadute in disgrazia, di accendere una candela davanti all'Oratorio dei Buonomini di San Martino per domandare assistenza.
- ↑ Fino al 1860, in occasione della festa del Corpus Domini, a Empoli si lanciava un somaro dal campanile della Collegiata di Sant'Andrea.
- ↑ Si narra che il sindaco di Carmignano, in occasione dell'arrivo del primo autobus in paese, dicesse ai compaesani che il mezzo aveva la potenza di 20 cavalli (vapore): la mattina successiva, i carmignanesi avrebbero portato in piazza la biada.
- ↑ Si narra di un contadino aretino che disse che il suo asino aveva bevuto la luna, poiché era sparito il riflesso del satellite sulla superficie dell'acqua.
- ↑ Si narra di una rappresentanza di campigiani che, andata a onorare un crocifisso, rubò le monete dal piatto delle offerte mentre si chinava a baciare la sacra immagine.
- ↑ Pare che l'espressione sia stata coniata dal granduca Leopoldo II che, durante un viaggio nel pisano, rimase particolarmente deluso da questo paese.
- ↑ Il sobborgo di Legnaia era celebre per le coltivazioni di cavoli.
- ↑ Si narra che nel 1099, in occasione della conquista di Gerusalemme da parte dei Crociati, le truppe pisane fossero arrivate solo a operazione conclusa perché trattenute da venti contrari.
- ↑ Verso della Divina Commedia di Dante Alighieri (Purgatorio, canto V) che viene usato per farsi ricordare dagli amici che hanno avuto fortuna, come in caso di grosse vincite, eredita etc.
- ↑ Espressione colorita che si usa verso chi, mentre l'altro parla, approva distrattamente. Si narra che Luca Pitti, impegnato a spiegare le modalità di vendita del palazzo di famiglia al Granduca Cosimo I de' Medici, reagì così ai ripetuti "uhm!" del suo interlocutore.
- ↑ Gli abitanti di Fucecchio avevano fama di sempliciotti.
- ↑ Risposta sgarbata a chi domanda insistentemente "Dove vai?"'
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