Modi di dire italiani

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Modi di dire italiani.

(Anche nella variante: Ammazzare come una bestia). Riflette il concetto non ancora superato che permette di uccidere un animale in quanto tale e nel modo preferito, senza doverne rendere conto.[2]
  • Andare, entrare, essere in bestia.
Cioè in collera.[3]
Non stare mai fermo (anche con riferimento alla còrea, una malattia che fa muovere in maniera convulsa).[4]
Di cosa o persona che suscita forte avversione, antipatia.[5]
  • Conoscere l'umore della bestia.
Cioè le tendenze e il carattere (con riferimento scherzoso) di una persona con cui si deve trattare.[5]
  • Convinto ma non vinto.[6]
  • È la congrega di Sant'Andrea: le è passata la voglia e le è rimasta l'idea.[7]
  • È più bestia che cristiano.[1]
  • Fatica da bestia.[5]
  • Lavorare come una bestia.[5]
  • Menare il can per l'aia.[8]
  • Morire come una bestia.
Cioè senza i conforti religiosi.[5]

Note[modifica]

  1. a b Citato in Nicolò Tommaseo, Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, vol. 1, parte II, L'unione tipografico-editrice, Torino, 1865, p. 953.
  2. Citato in Dizionario dei Modi di Dire, Hoepli Editore, ammazzare.
  3. Citato in Vincenzo Tuzzi, Dizionario filosofico-pratico della lingua italiana, vol. 1, Minerva, Padova, 1837, p. 304.
  4. Citato in Carlo Lapucci, Per modo di dire: Dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Valmartina Editore, 1969, p. 331.
  5. a b c d e f Citato in Aa. Vv., Tutto: dizionario enciclopedico, vol. 1, De Agostini, Novara, 1965, p. 446.
  6. Citato in Michela Vittoria Brambilla, Manifesto animalista, Mondadori, Milano, 2012, p. 134. ISBN 978-88-04-62679-4
  7. Citato in Vezio Melegari, Manuale della barzelletta, Mondadori, Milano, 1976, p. 35.
  8. Citato in Aa. Vv., Il nuovo Zingarelli, Zanichelli, 1983.
  9. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli Editore, 1980, § 671, pp. 186-187. ISBN 9788820300920
  10. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 731.
  11. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 532.
  12. Citato in Dizionario dei Modi di Dire, Hoepli Editore, soffrire.

Voci correlate[modifica]