Nando Martellini

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Nando Martellini

Nando Martellini (1921 – 2004), telecronista e giornalista sportivo italiano.

Citazioni di Nando Martellini[modifica]

  • Da questo studio per 20 anni Paolo Valenti ha presentato puntualmente 90° minuto, la sua trasmissione. Paolo Valenti ha presentato la sua trasmissione finché le forze glielo hanno consentito. La sorte gli ha tolto, purtroppo, la gioia dell'ultima trasmissione. Voleva salutare coloro che benevolmente lo avevano appoggiato, ammirato, per 20 anni, e voleva così, innocentemente, comunicare la squadra per la quale faceva il tifo. E oggi, comunicandovelo, mi sembra di assolvere un suo desiderio: Paolo Valenti era tifoso della Fiorentina.[1] [ricordo di Paolo Valenti a pochi giorni dalla sua scomparsa]
  • Entra Merlo ed esce Pavone. La situazione ornitologica dell'Inter non cambia.[2]
  • [Riferendosi a Bruno Pizzul] Un gentiluomo, fa parte di una razza in via d'estinzione. Da lodare anche Bruno Longhi per la rotondità della telecronaca: non usa mai toni drammatici.[3]
  • La favolosa notte di Madrid "Campioni del mondo": mah, venne per caso. Perché... io usavo preparare, per ogni partita, una cartella in caso di vittoria e una cartella in caso di sconfitta: una linea per un commento, e avevo fatto così anche quel giorno. Soltanto che, alla fine di quella partita, le emozioni immaginate alla macchina da scrivere erano così diverse da quelle poi provate sul campo che buttai via tutto e cominciai a parlare, con un entusiasmo che a un certo punto fui interrotto dal regista spagnolo che mi disse in cuffia "uno minuto mas" cioè "parla ancora per un minuto, poi basta". E riuscii a capire quello che avevo detto quando ascoltai la registrazione, perché nell'emozione di quel giorno, tutto quello che avevo detto era indubbiamente dettato, così, dall'entusiasmo, da un fervore, da una specie di raptus. E venne fuori così quel triplice "Campioni del mondo", che è rimasto forse la cosa più bella di tutta la mia carriera. (da Mundial Film – Spagna 1982, Italia 1, 1994)

Mondiali di calcio Messico 1970[modifica]

  • Una partita drammatica e incredibile. [telecronaca Italia–Germania Ovest, 17 giugno 1970]
  • Non ringrazieremo mai abbastanza i nostri giocatori per queste emozioni che ci offrono! [telecronaca Italia–Germania Ovest, 17 giugno 1970]

Mondiali di calcio Spagna 1982[modifica]

  • Telespettatori italiani, buonasera. E' con grande emozione che prendiamo la linea dai bordi del campo dello stadio Bernabeu di Madrid per la finale del campionato del Mondo 1982. L'Italia, dopo un inizio incerto, ha conquistato lo slancio per disputare questa finale. Nostri avversari sono i tedeschi dell'Ovest. [introduzione della telecronaca di Italia–Germania Ovest, 11 luglio 1982]
  • Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! L'Italia ha vinto la finale battendo la Germania per 3-1. [telecronaca degli attimi finali di Italia–Germania Ovest, 11 luglio 1982]
  • Ed ecco che Juan Carlos, Re di Spagna, consegna a Zoff, campione del mondo, la Coppa del mondo. E nominiamo anche Antognoni che non ha potuto giocare la partita più importante, ma che ha disputato le migliori partite in azzurro, e Graziani generoso, ma anche pratico: ricordiamo il suo gol al Camerun. E poi tutti gli altri che hanno giocato, Causio, Altobelli, e tutti gli altri che non hanno giocato ma hanno consentito, con un atteggiamento leale, una unità di intenti e una serenità d'impostazione di tutta la spedizione in Spagna. [telecronaca della premiazione di Italia–Germania Ovest, 11 luglio 1982]
  • Ed ora mi rendo conto di quello che provò l'amico Nicolò Carosio nel 1934 e nel 1938 quando disse dal microfono dell'EIAR quello che questa sera modestamente posso ripetere io. L'Italia è campione del mondo! Campione del mondo! Il titolo più grande che possa essere conquistato nello sport più popolare del mondo. [telecronaca della premiazione di Italia–Germania Ovest, 11 luglio 1982]

Attribuite[modifica]

[Citazione errata] Il 27 marzo 1955, in occasione del Giro ciclistico della Provincia, durante la radiocronaca, Martellini pronunciò la frase, attribuendola a Gabriele D'Annunzio. Secondo lo storico Agazio Trombetta tuttavia la citazione non appartiene a D'Annunzio, che non era mai stato a Reggio Calabria e non aveva mai scritto nulla a tal proposito, come confermato anche dalla Biblioteca Dannunziana.[4]

Note[modifica]

  1. In apertura del programma televisivo 90° minuto del 18 novembre 1990.
  2. Durante la telecronaca di Inter – Monza, coppa Italia 1977/78; citato in Le più belle barzellette sull'Inter, Sonzogno, 2004, p. 118, ISBN 88-454-1202-4.
  3. Citato in StorieDiCalcio.altervista.org
  4. Cfr. Agazio Trombetta, La via marina di Reggio: il volto e l'anima tra passato e presente, Culture, Reggio Calabria, 2001 e E Nando Martellini lanciò il più bel chilometro d'Italia. D'annunzio? Mai messo piede a Reggio, ZOOMsud.it, 12 aprile 2011.
  5. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 41, ISBN 88-8598-826-2.

Altri progetti[modifica]