Napoleone Bonaparte

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Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte (1769 – 1821), generale e politico francese.

Citazioni di Napoleone Bonaparte[modifica]

  • Con cento mila uomini pari ai vostri, Eugenio sarebbe già sul Danubio. (Bartolomeo Bertolini, Il valore vinto dagli elementi, vol. II, Milano, 1869, p. 347)
  • Con le baionette puoi farci pressoché di tutto, tranne che sedertici sopra ! (citato in Len Deighton, La Guerra Lampo)
  • Dio me l'ha data, guai a chi la tocca! [Riferendosi alla corona ferrea, all'incoronazione come re d'Italia nel Duomo di Milano, 26 maggio 1805.]
Dieu me l'a donnée; garde à qui y touchera!
  • Due miei marescialli gareggiano per ritenere sotto i proprii ordini la divisione italiana; io la lascio a Suchet che ha molto più grandi cose a fare che Macdonald. Gl'Italiani torneranno un giorno a divenire i primi soldati d'Europa. Dite al Viceré che sono molto contento del mio bravo esercito italiano. (De Laugier, Fasti e vicende dei popoli italiani dal 1801 al 1815, to. X, Firenze, 1836, p. 43 – Aless. Zanoli, Sulla milizia cisalpino-italiana, cenni storico-statistici dal 1796 al 1814, vol. II, Milano, 1845, p. 145)
  • È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti. (citato in Herbert Fisher, Napoleone)
  • Ecco il sole di Austerlitz. (7 settembre 1812; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 144)
Voilà le soleil d'Austerlitz!
  • Entro cinquant'anni l'Europa sarà repubblicana o cosacca. (da Las Cases, Memorial de Sainte-Hélène)
Dans cinquante ans, l'Europe sera républicaine ou cosaque[1].
  • [Ultime parole] Francia, esercito – capo dell'esercito – Giuseppina.
France, armée – téte d'armée – Josephine.[2]
  • Guai al generale che si presenta su un campo di battaglia con un sistema.[3]
  • [Sull'Austria] Sempre in ritardo: di un anno, di un esercito, di un'idea.
Toujours en retard: d'une année, d'une armée et d'une idée.[4]
  • [Sugli italiani] I fratelli minori hanno quasi superato in valore i fratelli maggiori. (Carlo Zucchi, Memorie, pubblicate per cura di Nicomede Bianchi, Milano, 1861, p. 66)
  • I popoli si vendicano volentieri degli omaggi che tributano ai re (citato in Len Deighton, La Guerra Lampo)
  • Il fuoco è tutto... il resto non ha importanza.[5]
  • Il popolo di Parigi pensava che eliminando Robespierre avrebbe distrutto la tirannia, mentre lo scopo della sua eliminazione era in realtà quello di farla rifiorire più rigogliosa che mai. Ma una volta caduto Robespierre, l'esplosione fu tale che, nonostante tutti i loro sforzi, i terroristi non furono mai più capaci di riguadagnare il sopravvento. (dal Journal of the private life and conversation of the emperor Napoleon at Saint Helena by count de las Casas, London 1823[6])
  • Io non sono superstizioso: solamente non sfido ciò che non conosco! (citato in Len Deighton, La Guerra Lampo)
  • Io saprò come si fa a morire, ma non come si fa a restituire un palmo di territorio. (citato in Herbert Fisher, Napoleone)
  • L'esercito deve essere tenuto riunito e la maggior forza possibile concentrata sul campo di battaglia.[7]
  • L'immaginazione governa il mondo. (in Las Cases, Mémorial de Sainte-Hélène)
L'imagination gouverne le monde
  • L'uomo non ha amici. Ne ha solo la sua fortuna.[8]
  • La mia posizione è del tutto diversa da quella dei sovrani di vecchio stampo. Essi possono condurre una vita indolente nei loro castelli, e abbandonarsi senza vergogna a ogni specie di vizio. Nessuno contesta la loro legittimità, nessuno pensa di sostituirli. Nel mio caso, tutto cambia. Non c'è generale che non s'immagini di avere al trono lo stesso diritto che ho io. Non c'è uomo che non creda di aver determinato la mia sorte il 18 Brumaio... Sono dunque obbligato ad essere molto severo con questa gente... (citato in Herbert Fisher, Napoleone)
  • La strategia è l'arte di far buon uso del tempo e della distanza... la distanza può essere recuperata, il tempo mai.[9]
  • Lasciate dormire la Cina, perché al suo risveglio il mondo tremerà. (citato nel film 55 giorni a Pechino)
  • Le marce sono la guerra.[10]
  • [Su Giuseppina di Beauharnais] Mia moglie è una brava donna e non fa loro alcun male. È disposta a fare l'imperatrice, fino ad un certo punto, ad avere bei gioielli e bei vestiti, i balocchi dell'età sua. Non l'ho mai amata ciecamente al punto da non vedere i suoi difetti, eppure se ho deciso di farla imperatrice è per un senso di giustizia. Sono soprattutto un uomo giusto. Se mi avessero cacciato in prigione invece di riuscire a salire sul trono, lei avrebbe condiviso la mia disgrazia. Ed è giusto quindi che sia parte della mia grandezza. (citato in Joséphine. Dalla Martinica al trono di Francia la donna che sposò Napoleone di Ernest John Knapton, p. 214)
  • Niente si ottiene in guerra se non per mezzo di precisi calcoli... il caso da solo non è mai apportatore di successo.[11]
  • Soldati, considerate che dall'alto di queste piramidi quaranta secoli vi guardano (discorso all'esercito in Egitto prima della battaglia delle Piramidi, 21 luglio 1798).
Soldats, songez que, du haut de ces pyramides, quarante siécles vous contemplent.
  • [Su Giuseppina di Beauharnais] Un giorno, mentre ero seduto accanto a lei a tavola, cominciò a farmi complimenti di ogni genere sulle mie doti militari. Le sue lodi mi inebriarono. [...] Ero ardentemente innamorato di lei e i nostri amici se ne resero conto assai prima che io osassi farne parola. (citato in L'imperatrice creola di Carolly Erickson, p. 128)
  • Una donna che non aveva se non gli onori senza il potere, una principessa straniera, il più sacro degli ostaggi, trascinarla dal trono al patibolo, attraverso ogni sorta d'oltraggi, vi è in ciò qualcosa di peggio del regicidio.[12] (citato in Cesare Giardini, I processi di Luigi XVI e Maria Antonietta (1793))
  • Voi non sapete quel che passa nell'animo di un soldato. Tutta la mia ascesa si è svolta sotto il segno della guerra: uomini come me tengono in poco conto le vite di un milione di uomini. (citato in Herbert Fisher, Napoleone)
  • [A Carlo Zucchi] Zucchi, io sono contento di voi; vi ho già nominato generale di divisione. Sono anche contento degl'Italiani: ovunque si trovano, essi si distinguono sempre. (Carlo Zucchi, Memorie, pubblicate per cura di Nicomede Bianchi, Milano, 1861, p. 63)

Attribuite[modifica]

Impossible n'est pas un mot français.
Nation of shopkeepers.
  • Ogni soldato francese porta nella sua giberna il bastone di maresciallo di Francia. (in E. Blaze, La vie militaire sous l'Empire, vol. I, p. 5)
Tout soldat français porte dans sa giberne le bâton de maréchal de France.

L'arte di comandare[modifica]

Aforismi politici[modifica]

  • Ben di rado si veggono i grandi uomini fallire nelle loro più pericolose imprese.
  • Bisogna parlar agli occhi per persuader il popolo.
  • È meglio avere un nemico conosciuto che un amico forzato.
  • Gli uomini sono rari.
  • I nemici che possono riescir pericolosi sono sempre abbastanza scaltri per non esporsi al pericolo.
  • I più forti non trattano, ma dettano le condizioni e ne sono obbediti.
  • I sovrani abbisognano talora di appoggiarsi ad una vittoria per tentare una novella impresa.
  • Il buon esito dei mezzi dipende dall'unità di azione.
  • Il credere di rigenerare un popolo in un istante è un atto di demenza.
  • Il governare per opera di un partito equivale a porsi tosto o tardi in sua balia.
  • Il governo, i ministri, ed i principali agenti della Repubblica non devono ascoltare altra voce che quella dei posteri.
  • Il modo di influire maggiormente sulle determinazioni dei principi sta sempre nell'offenderne l'amor proprio.
  • Il nome d'imperatore è una parola come ogni altra; quegli che lo porta deve avere altri titoli per presentarsi ai posteri.
  • Il primo dovere del principe è quello senza dubbio di fare ciò che vuole il popolo, ma il popolo non sa quasi mai ciò che vuole.
  • Il trono è un pezzo di legno ricoperto di velluto.
  • In tutti i paesi la religione è utile per il governo; e bisogna servirsene per agire sugli uomini.
  • In un ministro le idee devono andar più rapide che la sua mano.
  • Io do un ordine, o taccio.
  • La fortuna è donna; se voi ve la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani.
  • La moltitudine che mi guarda con ammirazione farebbe lo stesso se mi vedesse salire sul patibolo.
  • La pace è il primo bisogno, come è la prima gloria.
  • Le assemblee deliberanti si compongono sempre d'intriganti o di gente più o meno illuminata; questi ultimi quasi sempre ingannati, divengono per lo più gli strumenti ed i complici dei primi.
  • Le circostanze le più irrilevanti producono i massimi evenimenti.
  • Le rivoluzioni le meglio condotte distruggono tutto in un istante e non ricostruiscono se non col lungo avvenire.
  • Le rivoluzioni sono paragonabili ai letami: i più ributtanti promuovono la crescita dei più bei vegetali.
  • Non bisogna essere severo e debole nello stesso tempo.
  • Ogni albero produce il suo frutto, e si raccoglie solo ciò che venne seminato.
  • Quando un cortigiano fa l'elogio al suo re senza che questo lo meriti, gli rende un cattivissimo servigio.
  • Quando un nemico è in nostro potere bisogna far sì che non ci possa mai più nuocere.
  • Quando un sovrano conosce gli uomini che vogliono disfarsi di lui, dovrebbe prima d'ogni cosa disfarsi di loro.
  • Un uomo di Stato non dovrebbe mai introdurre una donna nel suo gabinetto.
  • Un sovrano ha sempre torto a parlare in collera.
  • Vi ha nulla di più tirannico di un governo che pretende di essere paterno.

Pensieri morali[modifica]

  • Bisogna sempre lasciar trascorrere la notte sulle ingiurie del giorno innanzi.
  • Che cosa è un governo? Nulla, se non è sostenuto dall'opinione.
  • Chi s'abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.
  • Colui il quale teme di perdere la gloria, è sicuro che la perderà.
  • Dal sublime al ridicolo vi è appena un passo.
  • È molto meglio per un popolo l'avere un ordinamento cattivo che non essere ordinato affatto.
  • Gli uomini si guidano con trastulli.
  • I grandi uomini sono simili alle meteore che splendono e si consumano per rischiarar la terra.
  • Il dolore ha certi limiti che non conviene oltrepassare.
  • Il regime della Chiesa non è punto arbitrario; essa ha canoni e leggi che il Papa deve osservare.
  • L'amicizia non è altro che un nome.
  • L'amore reca più male che bene.
  • L'ignoranza dei preti è il più grande flagello pel mondo.
  • La moglie è fatta per suo marito; e il marito è fatto per la patria, per la famiglia e per la gloria.
  • La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
  • La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore.
  • La ricchezza fu sempre il primo titolo alla stima.
  • La sola vittoria contro l'amore è la fuga.
  • La virtù delle donne fu posta in dubbio sin dal cominciar del mondo e lo sarà sempre.
  • La vita di un uomo è uno specchio in cui si può leggere ed istruirsi con frutto.
  • Le cose non fruttano se non quando sono operate a tempo.
  • Le leggi che in teoria sono il tipo della chiarezza, nell'applicazione loro divengono troppo sovente un vero caos; gli uomini e le passioni guastano tutto ciò che toccano.
  • Le pene dell'altro mondo furono immaginate per supplire alle insufficienti attrattive che ci si offrono in esso.
  • L'idea di dedicare monumenti agli uomini che si sono resi utili ai popoli è onorevole per le nazioni; converrebbe solo lasciare ai secoli avvenire la cura d'innalzarli, quando essi confermano la buona opinione che si formò dapprima degli eroi.
  • Lo spettacolo di un campo di battaglia dopo la pugna è utile per ispirare ai principi l'amore della pace e l'orrore della guerra.
  • Lo splendore è un nulla senza la durata.
  • Non ha forse il sole anch'esso le sue macchie?
  • Non vi ha nulla di grande nel terminar la sua vita a guisa di chi ha perduto ogni suo avere al giuoco.
  • Non ci fu dato un cuore per vedere impassibilmente piangere altrui.
  • Non si sente mai tanto di amare come quando si rivede l'oggetto amato.
  • Nulla è tanto funesto alla felicità dei popoli quanto l'instabilità delle loro istituzioni.
  • Ogni ora di tempo perduto è una probabilità di danno per l'avvenire.
  • Per non piangere degli uomini conviene riderne.
  • Quando conosciamo la nostra malattia morale, dobbiamo curare l'anima come si cura un braccio o una gamba.
  • Quando non si dà veruna importanza all'opinione pubblica si mostra che non se ne meritano i suffragi.
  • Quando uno è solo cammina più rapidamente.
  • Quanti uomini superiori sono fanciulli parecchie volte al giorno.
  • Quei soli che capiscono tutta l'amarezza dei dolori di spirito possono consolare gli afflitti.
  • Un sovrano può con una condotta retta, sincera e semplice rendere felici i suoi popoli e se stesso.
  • Un uomo non più dipende da altri quando non vuole più dipenderne.

Appendice[modifica]

  • A fare le cose a mezzo si perde sempre.
  • Bisogna non vedere, ma quando si è visto, è necessario saper punire.
  • Bisogna saper vincere il malumore.
  • Bisogna servire il popolo e non cercare di piacergli; il miglior modo di guadagnarsene il favore è fargli del bene.
  • Che calamità la mia caduta! Ero riuscito a chiudere la bufera in un otre: le baionette straniere lo hanno squarciato.
  • Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze.
  • Coloro che vogliono ingannare i popoli e governarli ad esclusivo loro vantaggio hanno interesse a mantenerli nell'ignoranza.
  • Come le nostre rivoluzioni sono meschine e insignificanti nell'ordine dell'universo!
  • Con gli esperti non è facile ottenere la semplicità.
  • Ho portato il mondo sulle mie spalle, e questo mestiere, dopotutto, non lascia che stanchezza.
  • I ministeri sono lebbrosari: nessuno sfugge al contagio. Gli onesti possono aspirare ai posti ministeriali ma non ne verranno fuori senza esserne contaminati.
  • I preti ripetono continuamente che il loro regno non è di questo mondo, e si impadroniscono di tutto ciò che è a tiro.
  • Il corpo può essere in mano ai malvagi, lo spirito spazia ovunque: anche dal fondo di un carcere può innalzarsi al cielo.
  • Il genio delle grandi imprese e i grandi risultati consistono nell’arte di indovinare.
  • Il male, in guerra come in politica, non è scusabile se non è assolutamente necessario.
  • Il nostro corpo è una macchina, è un organismo che tende alla vita; si difende da sé; ha la forza e i rimedi per guarire senza bisogno di impiastri.
  • Il tormento delle precauzioni è peggio del pericolo che si vuole evitare: meglio affidarsi al destino.
  • In guerra come in amore bisogna guardarsi da vicino.
  • Io non sono fatto per le mezze misure.
  • L'amore dev'essere un piacere, non un tormento.
  • L'epiteto di sciocco è sempre un brevetto di persona onesta.
  • La civiltà agisce unicamente a pro dello spirito e lo favorisce a spese della forza fisica.
  • La divisione del lavoro porta alla perfezione nell'attività meccanica, ma è funesta e negativa nella creazione mentale; ogni prodotto dello spirito è tanto superiore quanto più la mente che lo produce è universale.
  • La mia fede si è trovata inceppata da quando ho cominciato a ragionare; e questo mi è accaduto assai presto, a tredici anni.
  • La sovranità non si lascia e si riprende come un mantello.
  • Nessuno può garantire del suo ultimo sentimento, né del proprio cervello.
  • Non sempre dipende dal maestro fare buoni allievi.
  • Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.
  • Non v'è rivoluzione senza furore popolare, non v'è furore di popolo scatenato senza disordine e vittime.
  • Per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore.
  • Quando voglio interrompere un lavoro, chiudo il cassetto, apro quello di un altro lavoro. Essi non si mischiano, non mi impacciano, non mi affaticano. Voglio dormire? Chiudo tutti i cassetti ed ecco il sonno.
  • Se un sultano fa tagliare teste a capriccio rischia di perdere la propria.
  • Strapazzando un uomo, so, da come reagisce, che cosa pensare di lui. Vedo a quale tono è salita la sua anima: se colpite un bronzo con un guanto, non vi darà alcun suono; ma colpitelo con un martello e risuonerà.
  • Un vero carattere riesce sempre a emergere nei grandi momenti.
  • Una testa senza memoria è una piazzaforte senza guarnigione.

Citazioni su Napoleone Bonaparte[modifica]

  • Dietro il valor di sue vittorie è lento | Della parola e del pensiero il corso. (Vincenzo Monti)
  • Il Direttorio e Napoleone ci tradirono, è vero. Buonaparte usò con Venezia come coll'amica che intende l'amore per servitù e bacia la mano di chi la percote. (Ippolito Nievo)
  • Il metodo col quale Bonaparte si fece padrone della Francia è caratteristico dell'uomo e del suo tempo. Egli rovesciò la costituzione con l'astuzia e con la violenza. (Herbert Fisher)
  • Infatti che significa, dimmi… un uomo come lui, Bonaparte, soldato, capo dell'esercito, primo capitano del mondo, volere che lo si chiami maestà? Essere Bonaparte, e farsi sire!
    Il aspire à descendre: ma no, crede di salire eguagliandosi ai re. Egli ama più un titolo che un uomo. Povero uomo, le sue idee sono al di sotto della sua fortuna. Non dubitavo finché non vidi dare a Borghese la sorella più piccola, e credere che Borghese lo onorasse. (Paul-Louis Courier)
  • La camera da letto di Churchill era in parte una biblioteca con un numero enorme di libri [...]. C'erano anche molti volumi su Napoleone. «Sì» ammise «sono un suo grande ammiratore.» (Charlie Chaplin)
  • Meno male che c'è stato Napoleone che ha portato via un bel po' di opere d'arte, sennò qui distruggevano pure quelle che stanno al Louvre. (Federico Zeri)
  • Napoleone I era figlio di un povero cancelliere, eppure macellando milioni di uomini, compreso mio zio Martino, arrivò ad essere un grand'uomo, ma finalmente, per aver voluto troppo, perdé tutto, e, come me, finì la vita prigioniero, lui a S. Elena, guardato a vista dai soldati inglesi, io nel bagno di S. Stefano, sotto la rigida sorveglianza delle sentinelle dell'esercito italiano. (Carmine Crocco)
  • Napoleone I, la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno smargiasso e aveva poco rispetto per la tradizione. (Joseph Conrad)
  • Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. (Chuck Palahniuk)
  • Napoleone... il potente sonnambulo di un sogno che si è dileguato. (Victor Hugo)
  • Nella storia d'Italia il più significativo aspetto della sistemazione politica data alla penisola da Napoleone non fu il tradimento ai danni di Venezia, ma la fondazione della Repubblica Cisalpina. (Herbert Fisher)
  • Qui stanno le ceneri, il suo nome è dappertutto. (epitaffio)[13]
Hic cineres, ubique nomen.
  • Sire, voi siete perduto. Ne avevo la sensazione quando sono venuto qui – ora che me ne vado ne sono certo. (Klemens von Metternich)
  • Si sa, durante dieci anni Napoleone risparmiò i suoi soldati opponendo gli Italiani, i Belgi, gli Olandesi, tutti i contingenti delle confederazioni, ai Russi, ai Prussiani, agli Austriaci ed agli Inglesi. Non è dunque esagerato l'affermare che, durante quel lungo e sanguinoso periodo di 23 anni, la guerra divorò in Europa circa 2.000 uomini al giorno. (Edmond Potonié)
  • Se Napoleone era un tiranno, i sovrani che gli facevano guerra erano molto più tiranni e incapaci di lui. Di fronte a loro egli era un genio, un progressista, un uomo che aveva fatto camminare il mondo in avanti, mentre essi non avevano altra volontà che quella di farlo tornare indietro. (Carlo Zaghi, L'Italia di Napoleone)
  • Un uomo che sfidò Dio. (Victor Hugo)

Note[modifica]

  1. La frase riportata nell'ediz. di Parigi, 1842, pag. 454 del to. I è invece "avant dix ans toute l'Europe peut-être cosaque, ou toute en république". Cfr. Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 337.
  2. Citato in Samuel M. Smucker, Memorables scenes in French history, 1857, p. 350.
  3. Citato in Focus, n. 85, p. 180.
  4. Citato in Yen debole Giappone forte Euro forte Europa debole, repubblica.it, 13 maggio 2013. Così nell'articolo: "d'un'année, d'un'armée, d'un'idée".
  5. Citato in: G.Rothenberg, Wagram, p. 53.
  6. Citato in George Rudé, Robespierre, traduzione di Maria Lucioni, Editori Riuniti, 1981.
  7. Citato in: D.Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. I, p. 221.
  8. Citato in Roberto Gervaso, La mosca al naso, Rizzoli, Milano, 1980, p. 29.
  9. Citato in: D.Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. I, p. 217.
  10. Citato in: D.Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. I, p. 217.
  11. Citato in: D.Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. I, pp. 212-213.
  12. In riferimento alla morte di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, l'ultima regina di Francia
  13. Citato in Luciano De Crescenzo, Tutti santi: me compreso, Mondadori, Milano, 2011, p. 50. ISBN 978-88-04-61029-8

Bibliografia[modifica]

  • Napoleone Bonaparte, L'arte di comandare, a cura di Francesco Perfetti, Newton & Compton, Roma, 2014. ISBN 978-88-541-7215-9
  • Cesare Giardini, I processi di Luigi XVI e Maria Antonietta (1793), Verona, Mondadori, 1934.
  • Len Deighton, La Guerra Lampo, traduzione di G. Simone, Longanesi editore, 1981. ISBN 8830401692

Voci correlate[modifica]

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