Natascha Kampusch

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Natascha Maria Kampusch (1988 — vivente), ex sequestrata austriaca.

Incipit di 3096 giorni[modifica]

Mia madre si accese una sigaretta e dette una lunga tirata. "È già buio fuori. Ti sarebbe potuto succedere qualcosa! Scosse la testa.
Mio padre e io avevamo trascorso l'ultimo fine settimana di febbraio dell'anno 1998 in Ungheria, dove, in un piccolo villaggio non lontano dalla frontiera, aveva comprato una seconda casa. Era una vera e propria catapecchia, con l'intonaco che si sgretolava sulle pareti umide. Nel corso degli anni mio padre l'aveva ristrutturata e arredata con dei bei mobili antichi così che, nel frattempo, era diventata quasi accogliente. E tuttavia non amavo molto andare con lui laggiù. In Ungheria mio padre aveva tanti amici che vedeva spesso e con i quali, grazie al cambio conveniente, festeggiava sempre un po' troppo. Nelle osterie e nei ristoranti dove andavamo la sera, io ero l'unica bambina della compagnia, sedevo silenziosa in disparte e mi annoiavo.

Bibliografia[modifica]

  • Natascha Kampusch, 3096 giorni, traduzione di Francesca Gabelli, Bompiani, 2011. ISBN 9788845267185

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