Nicolino Sarale

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Nicolino Sarale (–), scrittore e religioso italiano.

E la porta fu chiusa[modifica]

Incipit[modifica]

1 agosto
Ormai è trascorso più di un mese dall'operazione; tutto è riuscito ottimamente, e Karol si sente ringiovanito e pieno di forza. Sono contento che Karol possa ancora vivere.
Purché tuttavia non sia un miglioramento forzato ed effimero; lo temo grandemente. Comunque, ora vuole assolutamente recarsi a Ginevra, a Neuchatel e a Besançon per gli studi che sta compiendo su questioni religiose. Il viaggio è assai faticoso e gliel'ho sconsigliato, ma è tormentato da un tale desiderio spasmodico di vita, di novità, di interessi, che sembra crudele frenarlo.
E allora partiremo nonostante la recente operazione e il caldo estivo.
Ha ripreso la sua traduzione dal tedesco e il suo severo impegno di studioso.

Citazioni[modifica]

  • La vicenda umana si sviluppa e si avviluppa attorno alla solitudine del singolo, e quasi ci soffoca. La vita fremente, dolorosa e gioiosa spaventa: che è di tutti questi uomini? (p. 5)
  • Io non devo sapere e capire, io devo solo amare. Perché oguno, anche se non lo sa e non lopensa, è conosciuto ed amato da dio e vive e si muove e soffre o gioisce in Dio. (p. 6)
  • Il vero mistero nella storiasono gli agnostici e gli eretici. (p. 8)
  • Al di fuori di Cristo, presente realmente sulla terra, Dio misteriososo e tenerissimo, che ama l'uomo e vuole essere amato, e per questo l'ha creato e redento, si cade fatalmente nell'esperienza esteticamente bella e penosamente morbosa di André Gide, che morì nel buio dell'incredulità e della sua malattia sessuale. (p. 11)
  • La patria è un'altra cosa; la patria non è un monumento di centomila morti; l'amore della Patria non è odio, neppure il ricordo dell'odio. A Redipuglia non si può non piangere pensando all'«inutile strage» causata dai politici, dai generali, dagli intellettuali. (p. 33)

Bibliografia[modifica]

  • Nicolino Sarale, E la porta fu chiusa, Edizioni Paoline, 1974.