Nikolaj Semënovič Leskov
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Nikolaj Semënovič Leskov (1831 – 1895), scrittore russo.
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[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Lady Macbeth del distretto di Mtsensk
Qualche volta dalle nostre parti capitano personaggi tali che non possiamo dimenticare senza terrore, anche se è passato molto tempo da quando li abbiamo incontrati. Al numero di tali personaggi appartiene la mercantessa Caterina L'vovna Izmajlova, che non cessò mai di recitare un dramma terribile, dopo il quale i signori della nostra nobiltà incominciarono a chiamarla con il dolce nome di Lady Macbeth del distretto di Mtsensk.
[Nikolaj Semënovič Leskov, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (1865), traduzione di Rosa Molteni Grieco, Besa, Nardò (LE).]
[modifica] I preti di Stargorod
Le persone la cui vita di ogni giorno sarà argomento di questa storia sono gli abitanti della popovka del duomo di Stargorod: l'arciprete Saviéli Tuberòzov, il sacerdote Zachària Benefaàtkov e il diacono Achìlla Desnìtzin. Gli anni della loro prima giovinezza e quelli della loro infanzia non ci riguardano: se il lettore vuole avere un'immagine concreta dei tre personaggi all'epoca della nostra storia, deve raffigurarsi il capo del clero di Stargorod, l'arciprete Saviéli Tuberòzov, come un uomo di oltre sessant'anni.
[Nikolaj Semënovič Leskov, I preti di Stargorod (1872), traduzione di Sergio Molinari, BUR, Milano, 1962.]
[modifica] Il viaggiatore incantato
Navigavamo per il Ladoga dall'isola Konevec a Valaam e cammin facendo approdammo per qualche occorrenza del battello al porto di Korela. Qui molti di noi ebbero la curiosità di scendere a terra e andarono su baldi cavallini finlandesi in quella solitaria cittaduzza. Poi il capitano si dispose a seguitare il viaggio e ripartimmo.
Dopo la visita a Korela era perfettamente naturale che il discorso vertesse su questo povero, benché oltremodo antico, borgo russo, del quale sarebbe difficile immaginare alcunché di più triste. Sul battello tutti erano di questa opinione, e uno dei passeggeri, uomo incline alle generalizzazioni filosofiche e alla satira politica, osservò che lui non poteva proprio capire perché la gente che a Pietroburgo dava noia dovesse essere mandata chissà dove in luoghi più o meno lontani, con detrimento, si capisce, dell'erario pel loro trasporto, quando sulla riva del Ladoga, lì accanto alla capitale, c'era un luogo egregio quale Korela, in cui qualsivoglia libero pensiero non avrebbe retto all'apatia degli abitanti e all'orribile tedio d'una opprimente, avara natura.
[Nikolaj Semënovič Leskov, Il viaggiatore incantato (1873), traduzione di Tommaso Landolfi, Adelphi, Milano, 1994.]
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