Nostra Signora dei Turchi

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Nostra Signora dei Turchi

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Titolo originale

Nostra Signora dei Turchi

Paese Italia
Anno 1968
Genere surreale, drammatico
Regia Carmelo Bene
Soggetto Carmelo Bene
Sceneggiatura Carmelo Bene
Interpreti e personaggi

Nostra Signora dei Turchi, film italiano del 1968 diretto e interpretato da Carmelo Bene

Tagline
Dormi, cambiamo i fiori. Se non fossi un palazzo, mi crederebbero

Frasi[modifica]

  • Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco, denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito. Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole. Abitato l'inverno da Cristiani comodi che nell'estate pagana cedevano le due ali sul mare per non morire di fame. Proclamata la fine dello stato d'assedio, quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune. (Voce fuori campo[1])
  • Quella costruzione era un sunto di storia, oppure no. Era il suo carnefice convertito proprio quando toccava a lui, cinquecento anni fa. Le esecuzioni di 800 e più martiri ebbero luogo in un campo di grano di quei coloni inturbantati che mietevano spighe d'oro ingemmate in cinabro, impazziti all'incanto di quella miniera di Fede. (Voce fuori campo)
  • In quell'occasione egli pensò che sarebbe stato facile incontrarsi un'ultima volta. Era un santo a pregarla. Perciò le aveva scritto: "Vieni, stavolta è grave". E la risposta di Lei fu "stai tranquillo, ora non posso davvero. Vedrai che tutto andrà bene". Posa il capo su un sasso e la sognò. Si ribellò che ancora non l'avevano decapitato. Guardò in alto cercando il suo carnefice e lo trovò crocifisso. Poi gli dissero di levarsi e andarsene. Lui non aveva osato insistere; lo avevano umiliato, non c'è dubbio. Ma l'avrebbe rivista. (Voce fuori campo)
  • Se fosse stato vero il palazzo moresco, sarebbe anche vero oggi che le sue ossa figurerebbero sui velluti rossi, nella cripta della Cattedrale di Otranto. Incastrate, nel prodigio che le vuole ancora rivestite di carne, dopo tanto; come in quell'altro tutto suo miracolo che dopotutto la pensava ancora. (Voce fuori campo)

Citazioni su Nostra Signora dei Turchi[modifica]

  • [Luigi Chiarini, presidente della Mostra internazionale del Cinema di Venezia del 1968, parlando di Nostra Signora dei Turchi, dice:] A rappresentare l'Italia abbiamo uno stupendo film di Carmelo Bene. Basta e avanza. (Luigi Chiarini)
  • [Carlo Mazzarella, cronista in diretta televisiva, dice] Carmelo Bene ha dichiarato che avrebbe abbandonato la conferenza stampa, se tutta la stampa italiana non avesse abbandonato la sala, perché ha detto di avere dei fatti personali contro tutta la stampa italiana. (Carlo Mazzarella)
  • Carmelo Bene ... non vergognandosi dell'ignominia da lui realizzati con quell'obbrobrio che si chiama "Nostra Signora dei Turchi", ha dichiarato che l'unico film italiano degno di rappresentare l'Italia a Cannes era il suo. Non c'è più religione da quando anche i preti sono diventati comunisti... Pensare che questo film sia stato presentato a Venezia è una cosa orripilante e abominevole. Se si ricorda che ebbe poi anche un premio speciale della Giuria nella Mostra. c'è da far rivoltare lo stomaco e gli intestini tutti. Occorre conoscere Carmelo Bene, conoscerne la sua levatura e la sua pochezza per non giustificare, ma almeno comprendere come si possa scendere così in basso. Egli è del film regista e orrido protagonista perché oltre tutto, egli è estremamente repellente.[2] (Generale Cinese)
  • Della qualità del mio film non possono essersi sbagliati in tanti. Sarebbero davvero troppi. C'è da pensare che io qui sia considerato troppo ingombrante, troppo fastidioso, e che sul concetto di qualità quei signori della commissione non avessero le idee chiare. Il mélange che hanno fatto di film premiati è sintomatico. Hanno voluto accontentare un po' tutti, dando la preferenza naturalmente alle organizzazioni grandi e potenti, non in nome dell'arte o della cultura, cui sono estranei, ma col dichiarato proposito di premiare chi più guadagna, cioè — come sempre — la mediocrità. (Carmelo Bene)
  • [Lydia Mancinelli, parlando di Carlo Mazzarella, inviato di punta della Rai alla Mostra del Cinema di Venezia del 1968, dice:] Era un telecronista diciamo così mondano, non critico, e si era permesso di fare delle critiche negative ma molto negative su questo film... Tutto partiva dal fatto che noi avevamo bisogno di critiche buone, proprio per i debiti, insomma... oltre che per la gloria... per cui Carmelo la sera qui all'Excelsior gli si avvicinò... e pah!... gli ha dato due schiaffoni[3] ma proprio di brutto. (Lydia Mancinelli)
  • La parola che ho più visto usare l'anno scorso, quando Nostra Signora dei Turchi uscì a Venezia, fu "dissacrazione". Curioso, la vedo ricomparire adesso che il film esce in circolazione pubblica. Naturalmente, in questo caso "dissacrazione" non va preso in senso canonico, come annullamento di un vincolo religioso, ma come disposizione blasfema contro tutto ciò che è moralmente e socialmente considerato oggetto di rispetto. A parte che per Carmelo Bene tutti siamo cretini (e questo, magari, a vedere – come tutti insieme mandiamo avanti le cose del mondo, non è neanche sbagliato), egli non tralascia nulla per offendere la nostra sensibilità corrente. (Filippo Sacchi)
  • Nostra Signora dei Turchi è uno dei film più interessanti, fra quelli visti quest'anno a Venezia, [...] è un film sui generis che utilizza esperienze surrealiste con fantasia sensuale e arguta, applicata in uguale misura alla figurazione visiva e sonora. Certamente è nevrotico, indisciplinato, talora irritante, più vicino all'insalata mista che a un lineare modello di opera d'arte, ma conferma che Carmelo Bene, sia come attore (al cinema l'eco di Jerry Lewis si fa più sentire) sia come regista, ha un'indiscutibile personalità d'ingordo visionario. (Giovanni Grazzini)
  • Nostra Signora dei Turchi fu un grido al nuovo cinema che era nato. Ma in Italia basta voltarsi un attimo e non si è più. (Carmelo Bene)
  • Nostra Signora dei Turchi, il primo film dell'autore, attore e regista Carmelo Bene, pone impetuosamente alcuni problemi. Per cominciare, questo: in Italia abbiamo un genio, ce lo meritiamo? (Oreste Del Buono)
  • Quando seppe che non aveva avuto il premio di qualità, Carmelo era veramente fuori di sé [...] andò in questura e disse "arrestatemi... perché oggi vado ad ammazzare il ministro dello spettacolo" che allora era Franco Evangelisti. (Lydia Mancinelli)
  • Quell'anno per ragioni politiche venne dato a Alexander Kluge che vinse il leone d'oro con Artisti sotto la tenda del circo perplessi, ch'era un film mediocre... Premiarono per di più: "Riusciranno i nostri eroi a trovare il nostro amico disperso in Africa? (Lydia Mancinelli)

Note[modifica]

  1. N.B. – Il testo della voce fuori campo è pressoché identico a quello contenuto nel romanzo Nostra Signora dei Turchi da cui è tratto il film.
  2. Intermezzo, Roma, 30 aprile 1969 – N. 7-8. (Vita di Carmelo Bene, op. cit., pagg. 288-289)
  3. C'è una idiosincrasia fra quanto afferma Lydia Mancinelli e quanto riporta Carmelo Bene. Nella Vita di Carmelo Bene, leggiamo che fu Perla Peragallo a mollare il ceffone a Carlo Mazzarella.

Bibliografia[modifica]

  • Carmelo Bene e Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Milano, Bompiani, 2005 (1ª ed. 1998). ISBN 88-452-3828-8
  • Carmelo Bene, Opere, con l'Autografia d'un ritratto, Milano, Bompiani, aprile 2002 (1° ed. Classici in brossura aprile 2002). ISBN 88-452-5166-7

Voci correlate[modifica]

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