Oscar Luigi Scalfaro

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Oscar Luigi Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro (1918 – 2012), uomo politico italiano.

Citazioni di Oscar Luigi Scalfaro[modifica]

  • Dopo il vostro voto mi sono fermato in silenzio a meditare... Mi sono fermato a chiedere protezione e coraggio a Colei che, umile e alta, più che creatura, è madre di Dio e dell'uomo. (dal primo messaggio alle camere)
  • Volontà e responsabilità delle forze politiche e sindacali, capacità ed iniziative di imprenditori, presenza attiva di tutte le forze economiche, impegno costante di governo e Parlamento ne hanno il potere: l'Italia risorgerà! (dal Messaggio di fine anno agli italiani, 31 dicembre 1992)
  • Ho detto l'anno scorso: «L'Italia risorgerà», ed era augurio fatto con il cuore. Oggi mi sento di poter dire: «L'Italia sta risorgendo!». (dal Messaggio di fine anno agli italiani, 31 dicembre 1993)
  • A questo gioco al massacro io non ci sto. (dal messaggio televisivo straordinario alla nazione andato in onda a reti unificate alle ore 22 e 30 circa del 3 novembre 1993[1])
Sette, 6 maggio 2004
  • Dal Quirinale si va in pensione, ma da cittadino e da cristiano no.
  • Io difendo la Costituzione, dico che dobbiamo stare insieme. Come durante la Resistenza. C'erano i comunisti, i liberali, i cattolici, i monarchici. Nessuna parentela fra loro. Il denominatore comune era la riconquista della libertà. Quando parlo, è vero, la gente alla fine si alza e applaude a lungo. Forse è il rispetto per la mia vecchiaia. Ma i giornali non ne parlano.
  • La Costituzione è di una chiarezza assoluta. Se in Parlamento c'è una maggioranza e questa maggioranza indica il nome di un premier, il Capo dello Stato non può che prenderne atto.
  • Quando il Papa venne in Parlamento a parlare di atto di clemenza ho visto un applauso universale. Ma poi l'amnistia non c'è stata. Il servilismo non è mai un'adesione, è sempre una debolezza della spina dorsale.
  • È il carro del vincitore quello che attira, le ideologie non contano. Ho visto anche persone di statura scrivere pagine infelici della propria biografia. Ma il politico serio deve saper dire dei no, dispiacere ai propri elettori e accettare l'idea di non essere rieletto.
  • Ricredersi e cambiare pensiero è un atto di intelligenza e di dirittura morale. Se un ministro democristiano diventa comunista rifiutando posti di potere io lo rispetto. Ma chi cambia idee e acquista potere certamente è un opportunista.
  • La mia religione dice che bisogna amare senza eccezioni. Sono un poverissimo credente e cerco di seguire questa strada.
  • Avrò sicuramente della vanità, però nessuno può negare che ho sempre detto quello che penso e mai alle spalle.
Una scuola a misura d'uomo, intervista di Gianni Puglisi, La Fiera Letteraria, n. 17, aprile 1973
  • Mi guardo bene dal commentare ciò che le opposizioni fanno nella loro libertà; devo comunque dire che la scelta della scuola come campo su cui lottare un Governo che non piace è una pessima scelta: sia perché non si può respingere ad occhi chiusi una proposta così articolata come era quella del Governo, sia perché non si possono fare ancora attendere settecentomila persone. Si vuole bocciare un Governo, bene, lo si bocci sul bilancio dello Stato, sarebbe una bocciatura politica perfetta: ma farlo sulla scuola è un atto impolitico per le opposizioni e non definibile per coloro che si servono dello scrutinio segreto per una manifestazione che non è degna né di un fatto d'intelligenza politica, né di un fatto di coscienza politica.
  • Quando parlo di cultura, intendo sì tutto ciò che si intende comunemente per cultura, ma a condizione che tutto questo lasci sovrano l'uomo che la filtra e l'acquisisce.
  • Quando un Parlamento affronta delle riforme, esigenza politica fondamentale è che le maggioranze non si perdono, ma esigenza più elevata è che si estendono.
  • Si può non essere baroni in concreto, ma avere la struttura mentale del barone, che è peggio.
  • [sui «docenti di fatto» o «precari» dell'Università] Sono coloro che non sono cattedratici, ma che nella grande parte hanno portato l'Università avanti in questi ultimi anni. Costoro hanno certamente diritto a trovare una strada per giungere in cattedra in modo decoroso; eppure dire d'altro lato che le porte sono spalancate a tutti e comunque, significa non fare un buon servizio a nessuno.
  • Una cosa tipica di persone colte e di mentalità aperta è la mutabilità di pensiero: Un conto è mutar pensiero per interesse, e un conto è mutarlo per scrupolo, per ricerca, per quantità di ingegno messo a sviscerare i problemi.

Attribuite[modifica]

  • [A proposito di Cesare Previti] Devo insistere: per motivi di opportunità quel nome non può andare. (citato in Indro Montanelli, Mario Cervi, L'Italia del novecento, Rizzoli, 2000, pag. 583)

Citazioni su Oscar Luigi Scalfaro[modifica]

  • A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. Scalfaro, si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità. (Curzio Malaparte)
  • I voti dei democristiani novaresi non sono andati al partito; sono andati a Scalfaro, democristiano talmente anomalo, che si permette persino di credere in Dio. (Indro Montanelli)
  • Leggere i commenti alla sua scomparsa (di Scalfaro) ci fa vedere chiaramente che lo detestava chi è allergico alle regole. (Mario Calabresi)

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