Paolo Sylos Labini

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Paolo Sylos Labini (1920 – 2005) scrittore ed economista italiano.

Le classi sociali negli anni '80[modifica]

Incipit[modifica]

Liberté, egalité, fraternité: il triplice ideale fa capo alla rivoluzione americana prima ancora che alla rivoluzione francese – ma le due rivoluzioni sono fortemente interdipendenti sul piano culturale e ideale. E se quella americana è per diversi aspetti figlia della cultura francese, nel formulare i progetti pratici quest'ultima subì a sua volta l'influsso degli ideali concretamente perseguiti dai pellegrini della Nuova Inghilterra.
Liberté, egalité, fraternité: il terzo ideale suona patetico, perfino retorico, giacché, a differenza dei primi due, ben difficilmente può essere istituzionalizzato. Ma può perdere quel suono se lo si considera come il corollario dei primi due: una società di uomini liberi e tendenzialmente eguali certamente favorisce le condotte e gli atteggiamenti ispirati alla solidarietà ed al reciproco rispetto piuttosto che all'istinto di Caino che pure, nella storia, sembra spesso avere il sopravvento non solo fra società diverse ma anche nell'ambito di una stessa società. La fraternité, in quanto ideale sociale, acquista un significato molto concreto quando la società è lacerata da conflitti etnici e religiosi piuttosto che da conflitti essenzialmente economici: ma in tale società tanto la liberté quanto l'egalité sono in continuo pericolo e anzi, a rigore, per le minoranze perseguitate non sussistono neppure in prospettiva.

Citazioni[modifica]

  • Per venire ai commenti specifici, sulla giustizia e sulla crisi da cui oggi è investita gioca soprattutto l'eterogeneità ideologica e politica. In tempi recenti si è fatta strada l'idea perniciosa che non esiste e non può esistere una giustizia «obiettiva», che l'elemento ideologico è inevitabilmente presente in tutti gli uomini in quanto animali sociali e quindi anche nei giudici; così stando le cose, è necessaria una «scelta di campo», anche nell'amministrare la giustizia.
    Come tutte le idee perniciose, anche questa ha una parte di verità. In quanto membro di una società ed anzi in quanto membro di una classe o di una categoria sociale, ciascuno di noi non può andare esente da condizionamenti ideologici. Ma se la rigorosa obiettività non è possibile, un uomo civile e soprattutto giudice deve rifuggire dal bieco settarismo, deve fare ogni sforzo per tenere sotto controllo le sue preferenze ideologiche e cercare di essere intellettualmente onesto. Viceversa, oggi nella magistratura non sono più eccezioni coloro che si arrendono all'idea del fatale predominio dell'elemento ideologico: né sono pochi – è terribile a dirsi – coloro che per amore di carriera entrano in turpe commercio con influenti uomini politici e, nei fatti, si mettono al loro servizio usando la giustizia penale come arma di ricatto o di persecuzione per togliere di mezzo certe persone in lotte economiche e politiche condotte senza esclusione di colpi. Infine, nel preoccupante quadro della giustizia italiana, troviamo anche, come effetto della rapidissima e tumultuosa espansione delle classi medie, magistrati, fortunatamente non numerosi, che si comportano come liberti, i quali, per dar prova della promozione sociale e della raggiunta indipendenza rispetto agli antichi signori, incriminano uomini di grande notorietà e di elevata posizione sociale non solo quando commettono reati (il che è sacrosanto), ma anche quando gl'indizi sono labili e pretestuosi e si tratta, come poi spesso risulta dopo lunghe e penose vicende, d'intemerati gentiluomini. A volte una tale condotta si combina con quel turpe commercio di cui parlavo poco fa – il liberto perde il pelo, ma non sempre perde il vizio. (p. 36-37)

Incipit de La crisi italiana[modifica]

Quella che stiamo vivendo è una crisi grave e sconcertante. Molti pensavano che l'Italia stava uscendo da un periodo oscuro, dominato da numerosi sintomi di degenerazione, fra cui una dilagante corruzione, per entrare in tempi brevi in una fase di miglioramento politico e sociale. Finora di questo miglioramento non c'è alcuna indicazione, anzi, pare che sia in atto un grave peggioramento: aumenta giorno per giorno il numero di coloro che si vanno convincendo che siamo caduti dalla padella nella brace (con diversi elementi positivi a favore della padella).

Bibliografia[modifica]

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